Logoterapia
"La logoterapia, conosciuta anche come analisi esistenziale, [...] si pone, come obiettivo primario, la riscoperta del significato (logos) dell'esistenza dell'essere umano".
[Wikipedia]
Oct 16, 2011
11:48am
Non abbiamo una valutazione univoca e certa della giornata di ieri, ma sappiamo benissimo che ciò che è avvenuto è accaduto perchè ci sono dei compagni (dei compagni cazzo, non gli anarco-insurrezionalisti di Repubblica) che non si riconoscono più in nessuna opzione fin qui visibile, e in piazza danno libero sfogo alla loro rabbia.
Vogliamo solamente condannarli, o peggio ancora liquidare il tutto nel dibattito infiltrati/provocatori, o qualcuno proverà a politicizzare ciò che rimane ancora nell’ambito del pre-politico, dell’incazzatura fine a se stessa? Mancando l’organizzazione (che ieri non c’era assolutamente, come si sarà reso conto chiunque fosse presente), la gente si esprime in questo modo. Ci è arrivato addirittura Il Manifesto, oggi. Anni di precarietà, di non politica, di sconfitte, e ancora ci fingiamo stupiti di fronte a qualche scontro? Ma quello successo ieri è il minimo, l’obiettivo è organizzare quella gente, non condannarla, o peggio fare finta di non vederla (o peggio ancora, esaltarla quando si scontra in Val di Susa o a Chiaiano e delegittimarla quando non serve ai propri scopi, non capendo che si tratta fisicamente delle medesime persone), e di non capire che quella gente fa parte dei nostri percorsi. Cioè, al netto degli ultras da stadio e dei rioters di professione, rimaneva in quella piazza un gran numero di compagni che si sono uniti a quel modo di esprimere la propria necessità di ribellione. Oggi noi possiamo non vederli, ma forse sarebbe più opportuno tentare l’organizzazione o lo sbocco politico. - Alessandro – Collettivo Militant
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Vogliamo solamente condannarli, o peggio ancora liquidare il tutto nel dibattito infiltrati/provocatori, o qualcuno proverà a politicizzare ciò che rimane ancora nell’ambito del pre-politico, dell’incazzatura fine a se stessa? Mancando l’organizzazione (che ieri non c’era assolutamente, come si sarà reso conto chiunque fosse presente), la gente si esprime in questo modo. Ci è arrivato addirittura Il Manifesto, oggi. Anni di precarietà, di non politica, di sconfitte, e ancora ci fingiamo stupiti di fronte a qualche scontro? Ma quello successo ieri è il minimo, l’obiettivo è organizzare quella gente, non condannarla, o peggio fare finta di non vederla (o peggio ancora, esaltarla quando si scontra in Val di Susa o a Chiaiano e delegittimarla quando non serve ai propri scopi, non capendo che si tratta fisicamente delle medesime persone), e di non capire che quella gente fa parte dei nostri percorsi. Cioè, al netto degli ultras da stadio e dei rioters di professione, rimaneva in quella piazza un gran numero di compagni che si sono uniti a quel modo di esprimere la propria necessità di ribellione. Oggi noi possiamo non vederli, ma forse sarebbe più opportuno tentare l’organizzazione o lo sbocco politico. - Alessandro – Collettivo Militant
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