Logoterapia
"La logoterapia, conosciuta anche come analisi esistenziale, [...] si pone, come obiettivo primario, la riscoperta del significato (logos) dell'esistenza dell'essere umano".
[Wikipedia]
Gaspar. Brasile
Violate e diffuse da un hacker le email degli scienziati che studiano il riscaldamento globale | Blogeko.it (via tostoini)
[Segnalo qua un altro modo di presentare la notizia. La verifica migliore, per chi avesse tempo, sarebbe ovviamente leggere le e-mail private degli scienziati, presentate sul “New York Times”. Benché non sia certo che basterebbe per sciogliere ogni dubbio.]
La strana caccia ai clandestini nel Mantovano
Del comunicato stupisce non tanto l’invito alla delazione, il mettere i cittadini contro i cittadini, e non necessariamente italiani contro stranieri, ma anche italiani contro italiani, stranieri contro stranieri. Quello che colpisce è la sua gratuità: quello è un comune piccolo, dove tutti si conoscono, ed ha anche la più bassa percentuale di immigrati di tutta la provincia, poco più del 5%, il che significa circa una novantina di persone, perlopiù indiani che lavorano nelle aziende agricole e qualche albanese che fa l’operaio. Un paesello mantovano dove negli ultimi anni si è registrato un solo caso di irregolarità, un’azienda manifatturiera cinese con qualche lavoratore in nero.
In questa guerra scatenata dalla giunta comunale del paesello mantovano – con in testa sindaco Alessandro Bozzoli, indipendente alla guida di un’amministrazione Lega-Pdl non si sente tanto il sapore di razzismo, quanto quello del cieco furore di uomini senza qualità, dell’eccesso di zelo delle terze o quarte linee, che per compiacere i “capi” vanno forse – si spera – al di là delle loro stesse intenzioni.
le leggi che hanno aiutato berlusconi
Qui di seguito tutte le leggi approvate dal 2001 ad oggi dai governi di centrodestra che hanno prodotto benefici effetti per Berlusconi e le sue società.
gradisca, presidente.
è un libro che deve spingere a riflessioni di carattere politico. Ragionamenti che ruotano tutti su cosa è accaduto prima dell’ingresso della escort di Bari nella camera da letto di Silvio Berlusconi. E su cosa è successo dopo. Non durante. Sfogliando le pagine del libro si ha infatti l’impressione di scivolare a poco a poco in un noir ambientato non a Bari o a Roma, ma a Caracas o Bogotà. Metropoli decadenti dove i politici si controllano comprandoli (o ricattandoli) con festini e ragazze a pagamento. Città dove le vite degli uomini e delle donne non valgono niente, e quelle delle prostitute ancora di meno. Gli esempi in Gradisca Presidente si sprecano: Patrizia, non appena svela alla sua amica Barbara Montereale, un ex billionarina più volte ospite del premier, e al suo ex protettore di essere in possesso delle ormai celebri registrazioni degli incontri con il Cavaliere, comincia ad essere minacciata. Prima con telefonate anonime d’insulti (tutte incise su nastro). Poi con vere e proprie aggressioni. Sua madre viene presa a pugni; un Suv, sotto gli occhi di due testimoni, tenta di buttare l’auto della escort fuori strada; un cliente che si qualifica come ex carabiniere le mette a soqquadro la casa e tenta di violentarla. Quindi arrivano i (presunti) servizi segreti. Patrizia non ha ancora testimoniato davanti ai magistrati, non è ancora stata intervistata dal Corriere, ma un signore l’avvicina per strada e mostrandole un tesserino le dice: “Ministero dell’Interno. Hai mai conosciuto politici importanti negli ultimi tempi?”. Da quel giorno si moltiplicano le strane visite (tutte denunciate in tempo reale) di energumeni che tentano di farsi aprire la porta di casa qualificandosi come appartenenti alle forze dell’ordine o addirittura presentandosi in divisa. Infine l’ormai celebre furto, avvenuto durante la campagna elettorale in cui la escort era stata candidata al comune dal centrodestra, nella lista La Puglia prima di tutto del ministro Raffaele Fitto. Un colpo da professionisti. Spariscono computer, diari, vestiti (vengono rubati persino gli slip), ma viene lasciato un nuovo e costosissimo televisore al plasma. È a quel punto che la donna capisce di star rischiando la vita. E quando la security non l’ha fa entrare a una manifestazione elettorale alla quale partecipa anche il Cavaliere, lei, sempre più impaurita, prima si rivolge a un giornalista di Oggi e poi si trova un avvocato. Quella di Patrizia è insomma un’allucinante escalation del terrore. Una storia da paura sulla quale oggi sta ancora indagando la magistratura, ma di cui dovrebbe occuparsi prima o poi anche il Copasir, il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, giusto per fugare il sospetto che dietro alle violente pressioni sulla super-testimone ci siano ambienti istituzionali. Di materiale per mettere Berlusconi alle corde, del resto, la D’Addario ne aveva molto. Non per niente , pagina, dopo, pagina, vengono a galla tutte le bugie utilizzate dal Cavaliere in questi mesi per fronteggiare lo scandalo.
io questo, indendevo, con la domanda “romeni?”
Ariel Dumont, giornalista freelance nella capitale italiana, si è vista notificare via telefono la fine della sua collaborazione, il 13 novembre, dal capo redattore, Charles Desjardins. Da diverse settimane, non doveva più scrivere sul presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, amico del presidente russo Vladimir Putin. “Mi hanno ripetutamente rimproverato il mio ‘antiberlusconismo’. - Xavier Ternisien, Le corrispondenti di “France-Soir” in Russia e in Italia si sentono messe da parte, “Le Monde”
La fuga di Carl Fredrickson è passata inosservata in città? Come hanno preso George ed AJ, gli inservienti della casa di riposo, lo spettacolo di una casa volante?
(Pixar Short. Via)
Forse non scriverebbe proprio nulla. Quando tu hai una tale e vasta conferma di quello che avevi intuito sarebbe avvenuto, ti cascano le braccia. - Intervista ad Andrea Camilleri su Leonardo Sciascia
Nous soutenons Antonio Tabucchi
Le democrazie vive hanno bisogno di individui liberi. Di individui coraggiosi, indipendenti, indisciplinati, che osino, che provochino, che disturbino. È così per quegli scrittori per cui la libertà di penna è indissociabile dall’idea stessa di democrazia. Da Voltaire e Victor Hugo a Camus e Sartre, passando per Zola e Mauriac, la Francia e le sue libertà sanno quanto tali libertà debbono al libero esercizio del diritto di osservare e del dovere di dare l’allarme di fronte all’opacità, le menzogne e le imposture di ogni tipo di potere. E l’Europa democratica, da quando è in costruzione, non ha mai cessato di irrobustire la libertà degli scrittori contro ogni abuso di potere e le ragioni di Stato.
Ma ora accade che in Italia questa libertà sia messa in pericolo dall’attacco smisurato di cui è oggetto Antonio Tabucchi. Il presidente del Senato italiano, Riccardo Schifani, pretende da lui in tribunale l’esorbitante somma di 1 milione e 300 mila Euro per un articolo pubblicato su “l’Unità”, giornale che, si noti, non è stato querelato. Il “reato” di Antonio Tabucchi è aver interpellato il senatore Schifani, personaggio di spicco del potere berlusconiano, sul suo passato, sui suoi rapporti di affari e sulle sue dubbie frequentazioni – questioni sulle quali costui è riluttante a dare spiegazioni. Porre domande sul percorso, la carriera e la biografia degli alti responsabili delle nostre istituzioni appartiene al necessario dovere di interrogare e alle legittime curiosità della vita democratica.
Per la precisa scelta del bersaglio (uno scrittore che non ha mai rinunciato a esercitare la propria libertà) e per la somma richiesta (una cifra astronomica per un articolo di giornale), l’obiettivo evidente è l’intimidazione di una coscienza critica e, attraverso tale intimidazione, far tacere tutti gli altri. Dalle recenti incriminazioni contro la stampa dell’opposizione, fino a questo processo intentato a uno scrittore europeo, non possiamo restare indifferenti e passivi di fronte all’offensiva dell’attuale potere italiano contro la libertà di opinione, di critica e di interrogazione. Per questo testimoniamo la nostra solidarietà a Antonio Tabucchi e vi chiediamo di unirvi a noi firmando massicciamente questo appello.
[Qua l’appello pubblicato il 19 novembre da “Le Monde” e qua la traduzione dal “Fatto”]
