Logoterapia

"La logoterapia, conosciuta anche come analisi esistenziale, [...] si pone, come obiettivo primario, la riscoperta del significato (logos) dell'esistenza dell'essere umano".
[Wikipedia]

Dec 28, 2012 5:32pm
Meno male che queste cose succedevano solo nel Medioevo.Oggi figuriamoci se tipo un operaio della Fiat appoggerebbe Monti!

Meno male che queste cose succedevano solo nel Medioevo.
Oggi figuriamoci se tipo un operaio della Fiat appoggerebbe Monti!

Dec 24, 2012 4:23pm
Come si possono conciliare candidati ambientalisti con un candidato premier che appoggia la Tav e ha preso soldi dall’Ilva, candidati giornalisti con un candidato premier di un partito che quando governava il paese ha messo in coda alle priorita’ la legge sul conflitto di interessi, candidati attivi sui temi dell’immigrazione nelle organizzazoni umanitarie internazionali con un candidato premier del partito che ha partorito i lager di Stato per migranti con la legge Turco-Napolitano, candidati provenienti dalla societa’ civile pacifista e dalle campagne per una economia di giustizia con un candidato premier che non ha mai messo in discussione le enormi spese militari dell’Italia, che sembrano non aver risentito della crisi, e ha votato puntualmente i rifinanziamenti alle campagne militari all’estero?
Sono i misteri della proposta politica di SEL, del nostro strano sistema maggioritario, delle alchimie politiche necessarie per mettere piede in Parlamento. A Nichi Vendola l’onere di sbrogliare questa intricata matassa dove si intrecciano ideali dei candidati e interessi dei partiti, a noi cittadini l’onere di mettere in evidenza queste contraddizioni sperando che prima o poi dalle macerie della sinistra italiana non emergano soltanto candidati meritevoli con un indubbio valore sociale e culturale, ma anche una proposta politica organica e chiara, che non ci costringa ad assistere alla coesistenza forzata tra tutto e il contrario di tutto, che ha come unica ragione fondante le logiche maggioritarie del nostro sistema elettorale. - Quel bel partito di SEL alleato con l’altro bellissimo del PD
Dec 13, 2012 7:56pm
Nov 30, 2012 9:44am
Nobel per la pace 2012 (Claudia Vago)
Per non parlare del 2011 (DottorCarlo)

Nobel per la pace 2012 (Claudia Vago)

Per non parlare del 2011 (DottorCarlo)

Nov 30, 2012 9:39am
BDS Italia

La Palestina è stata riconosciuta dall’Assemblea Generale dell’Onu Stato osservatore permanente: 138 sì, 9 contrari, 41 astenuti. La risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che riconoscerà alla Palestina lo status di stato osservatore non membro, al pari della Santa Sede, rappresenta il primo passo verso il ribilanciamento giuridico della Palestina rispetto al resto della comunità internazionale e in particolare verso Israele, lo stato occupante. Tuttavia, il consolidamento della Palestina dal punto di vista giuridico non cambierà sostanzialmente quella che è la situzione attuale. La Palestina rimane infatti un paese sotto occupazione militare su cui Israele manitene un controllo effettivo e, di conseguenza, responsabilità giuridiche derivanti dal diritto internazionale umanitario e diritti umani verso la popolazione occupata. L’acquisizione dello status di stato osservatore delle Nazioni Unite apre una serie di importanti opportunità circa la promozione e la protezione dei diritti umani per il popolo palestinese. Lo stato palestinese potrà infatti ratificare le convenzioni internazionali sui diritti umani, tra cui il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, la Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale, la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, la Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, la Convenzione sui diritti del fanciullo, la Convenzione delle Nazioni Unite sul crimine di Apartheid e la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. La ratifica di questi trattati multilaterali inoltre consentirà alla Palestina di assumere un ruolo importante nella nomina dei membri dei mecchanismi incaricati di assicurare il rispetto delle norme di tali convenzioni. Lo stato palestinese potrà, con più facilità rispetto a quanto non sia avvenuto per l’UNESCO, diventare membro di importanti agenzie specializzate delle Nazioni Unite, come per esempio l’Unione internazionale delle telecomunicazioni. Oltre agli strumenti per la tutela dei diritti umani, la Palestina potrà diventare un’Alta Parte Contraente delle Convenzioni di Ginevra e ratificarne i due protocolli aggiuntivi, il che darebbe alla Palestina il potere di perseguire i crimini internazionali commessi sul proprio territorio, in virtù dell’Articolo 146 della Quarta Convenzione di Ginevra. Questa norma di diritto cogente andrebbe a prevalere su eventuali accordi di natura pattizia conclusi dalla Palestina che prevedano deroghe a tale principio. Più difficile sarà invece il percorso per accedere agli strumenti di giustizia internazionale. Mentre la Palestina potrà presentare al Segretario Generale delle Nazioni Unite lo strumento di ratifica dello Statuto della Corte Penale Internazionale e diventarne uno Stato Parte, altrettanto non potrà fare per lo Statuto della Corte Internazionale di Giustizia, la cui rafitica è consentita solo agli stati membri delle Nazioni Unite. @BDS Bologna


La Palestina è stata riconosciuta dall’Assemblea Generale dell’Onu Stato osservatore permanente: 138 sì, 9 contrari, 41 astenuti.


La risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che riconoscerà alla Palestina lo status di stato osservatore non membro, al pari della Santa Sede, rappresenta il primo passo verso il ribilanciamento giuridico della Palestina rispetto al resto della comunità internazionale e in particolare verso Israele, lo stato occupante.

Tuttavia, il consolidamento della Palestina dal punto di vista giuridico non cambierà sostanzialmente quella che è la situzione attuale. La Palestina rimane infatti un paese sotto occupazione militare su cui Israele manitene un controllo effettivo e, di conseguenza, responsabilità giuridiche derivanti dal diritto internazionale umanitario e diritti umani verso la popolazione occupata.

L’acquisizione dello status di stato osservatore delle Nazioni Unite apre una serie di importanti opportunità circa la promozione e la protezione dei diritti umani per il popolo palestinese. Lo stato palestinese potrà infatti ratificare le convenzioni internazionali sui diritti umani, tra cui il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, la Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale, la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, la Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, la Convenzione sui diritti del fanciullo, la Convenzione delle Nazioni Unite sul crimine di Apartheid e la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità.

La ratifica di questi trattati multilaterali inoltre consentirà alla Palestina di assumere un ruolo importante nella nomina dei membri dei mecchanismi incaricati di assicurare il rispetto delle norme di tali convenzioni.

Lo stato palestinese potrà, con più facilità rispetto a quanto non sia avvenuto per l’UNESCO, diventare membro di importanti agenzie specializzate delle Nazioni Unite, come per esempio l’Unione internazionale delle telecomunicazioni. Oltre agli strumenti per la tutela dei diritti umani, la Palestina potrà diventare un’Alta Parte Contraente delle Convenzioni di Ginevra e ratificarne i due protocolli aggiuntivi, il che darebbe alla Palestina il potere di perseguire i crimini internazionali commessi sul proprio territorio, in virtù dell’Articolo 146 della Quarta Convenzione di Ginevra. Questa norma di diritto cogente andrebbe a prevalere su eventuali accordi di natura pattizia conclusi dalla Palestina che prevedano deroghe a tale principio.

Più difficile sarà invece il percorso per accedere agli strumenti di giustizia internazionale. Mentre la Palestina potrà presentare al Segretario Generale delle Nazioni Unite lo strumento di ratifica dello Statuto della Corte Penale Internazionale e diventarne uno Stato Parte, altrettanto non potrà fare per lo Statuto della Corte Internazionale di Giustizia, la cui rafitica è consentita solo agli stati membri delle Nazioni Unite. @BDS Bologna
Nov 29, 2012 4:57pm
Peccato che Monti abbia chiesto ad Abbas “di accettare il riavvio immediato dei negoziati di pace senza precondizioni e di astenersi dall’utilizzare l’odierno voto dell’Assemblea Generale per ottenere l’accesso ad altre Agenzie Specializzate delle Nazioni Unite, per adire la Corte Penale Internazionale”.
(http://www.facebook.com/?ref=tn_tnmn#!/permalink.php?story_fbid=10151353280405452&id=290463280451)

Peccato che Monti abbia chiesto ad Abbas “di accettare il riavvio immediato dei negoziati di pace senza precondizioni e di astenersi dall’utilizzare l’odierno voto dell’Assemblea Generale per ottenere l’accesso ad altre Agenzie Specializzate delle Nazioni Unite, per adire la Corte Penale Internazionale”.

(http://www.facebook.com/?ref=tn_tnmn#!/permalink.php?story_fbid=10151353280405452&id=290463280451)

Nov 27, 2012 3:39pm
Ciao a tutti,
sono appena tornata dal colloquio con l’assistente sociale, Paola Bertolini, ad Avigliana. Fuori dall’edificio di piazza Conte Rosso era presente una troupe di Rai3 (trasmissione Agorà), a cui ho rilasciato una lunga intervista, evidenziando il carattere politico di tale situazione. Andrà in onda una pillola di tutto ciò che ho detto. Speriamo in bene, anche qui. Peggio che le manipolazioni di Ponte, tuttavia, non credo siano possibili.

Il colloquio è stato positivo e gradevole, e mi è stato chiesto di parlare della mia famiglia, di mio figlio Francesco, dei progetti, della scuola, del mio lavoro, ecc. Elementi di vita personale per capire il contesto ambientale e familiare.

Non ho potuto avere copia né del verbale dei carabinieri, che identificarono i ragazzi presenti al volantinaggio di fronte alla banca Sanpaolo di Susa né la relazione della Procura.
Ma ho preso appunti mentre l’assistente sociale leggeva.

Eccone la sintesi.

La Procura della Repubblica presso il TdM ha fatto richiesta scritta al CONISA di relazione sociale sui minori coinvolti nel volantinaggio di Susa. Il pm scrivente è Valentina Sellaroli. Usualmente, le Forze dell’Ordine presentano segnalazione in Procura per i casi di minorenni, e la Procura incarica i Servizi sociali, quando 1) c’è ipotesi di pregiudizio o 2) ipotesi di reato.

In questo caso non sono presenti né l’una né l’altra ipotesi. Non rientra, cioè, nella fattispecie usuale, ma nell’ambito della straordinarietà.

Nella relazione dei CC alla Procura, infatti, non si evidenziano reati di nessun tipo.

I CC che hanno identificato il gruppo di ragazzi hanno scritto nel rapporto che questi stavano volantinando in vista del corteo del 5 ottobre, e che “durante l’estemporaneo presidio non sono stati provocati danni né interruzione dei servizi” e che i giovani “si sono dispersi autonomamente”. Il rapporto afferma che l’azione messa in atto rientra nelle strategie del movimento No Tav di colpire i soggetti interessati alla realizzazione dell’Alta Velocità.

Dunque, niente violenze o altri reati.

Ci si domanda allora quale motivazione abbia avuto la Pm, una volta letta la relazione dei CC, per mandare avanti il “caso” coinvolgendo i SS.

L’unica ipotesi plausibile che viene in mente è quella “preventiva”: verificare, attraverso accertamenti, se tra i ragazzi del volantinaggio ci siano elementi ambientali, familiari, personali di devianza tali da portare, in futuro, a atti illeciti o criminali. Quindi si tratta di prevenzione su ipotesi, su illazioni, di potenziali devianze, illegalità o altro.
Siamo nel campo del futuribile, della fantapolitica. Siamo alla Minority Report, tanto per citare un altro film… Solo che lì c’erano reati in potenza. Qui siamo di fronte a ragazzi con spinte ideali, sociali e politiche tendenti alla costruzione di un mondo più giusto, sano, e non certo di fronte a criminali potenziali.

Si tratta, in definitiva, di una decisione politica, avulsa da fatti concreti e contesti di illegalità, e come tale va presa.

L’assistente sociale era, come me e tanti di noi, perplessa sull’articolo del citato Meo Ponte, nel cui titolo e occhiello emette già una sentenza, come se i servizi sociali ci avessero già sentiti (per trasmissione telepatica) e avessero confermato che si è in presenza di una “trasmissione di illegalità” ai nostri figli. Il giornalista ha estrapolato una frase di Piero Genovese, manipolandola e dandole un significato affermativo e non ipotetico. Anche le dichiarazioni del TdM - “A noi preme soprattutto la salvaguardia dei ragazzi” - diventa nel titolo: “Non portateli più ai cortei”. Ma nessuno di noi s’è sentito fare una simile richiesta né da Baldelli né da altri.
Dunque, il professionista della comunicazione s’inventa il contenuto della comunicazione stessa. A mio parere di giornalista, qui si viola la deontologia professionale e la continenza formale (attraverso accostamenti suggestionanti e insinuazioni).
Come madre e cittadina mi sento lesa, in quanto indirettamente accusata di trasmettere l’illegalità ai miei figli”. Angela Lano -

I misfatti di uno Stato fascista.

NO TAV

Nov 23, 2012 12:16pm
La notizia, apparsa su due quotidiani locali, lasciava aperto più di qualche punto di domanda: la mattina di mercoledì una coppia di “bodyguard” a bordo di un’auto con lampeggiante avrebbe aggredito l’autista di un furgone che era stato fatto accostare al bordo della A22, a Mantova. Il conducente, “colpevole” di non essersi spostato rapidamente, sarebbe stato colpito al volto e lasciato a terra. L’auto sarebbe poi sparita “nel nulla” e i bodyguard sarebbero rimasti fantasmi senza nome. Ma la verità era un’altra: i due aggressori erano in realtà poliziotti, uno dei quali segretario regionale del sindacato di polizia Coisp, che stavano trasportando un detenuto e che avrebbero punito il conducente del furgoncino perché non avrebbe lasciato loro la strada libera. - Mantova, picchiato e lasciato sull’A22 dagli agenti: uno è segretario Coisp - Il Fatto Quotidiano (via nipresa)

(via oneblood)

Nov 23, 2012 9:54am

Dopo il ministro dell’ambiente Clini, all’inaugurazione dell’anno accademico prende la parola una studentessa che, con grande coraggio e chiarezza di idee, denuncia il piano di smantellamento delle garanzie democratiche portato avanti dall’Unione Europea e dal governo Monti.

Da vedere e sentire per intero.

Nov 23, 2012 9:52am
Alcuni mesi fa i fascisti di Casa Pound hanno aperto una loro sede in via Malvolta 16/d, nel quartiere Murri a Bologna, di nascosto, dietro la copertura di una fantomatica associazione culturale, dal nome sinistro: “Sole e acciaio”. Come residenti nel quartiere abbiamo sentito l’esigenza di tenere monitorate le loro attività, come prima forma di autodifesa. Pur proveniendo da esperienze e realtà diverse siamo oggi unite dall’ideale antifascista e da una necessità non rimandabile: togliere qualsiasi agibilità alla propaganda dei fascisti e chiudere la sede di via Malvolta 16/d.

I cosiddetti fascisti del terzo millennio (come si definiscono pubblicamente) utilizzano le armi del mimetismo che hanno ereditato dai loro “padri” di Terza Posizione e mostrano un volto affabile e giovanile per cercare di imbonirci. Nella loro demagogia vogliono rifarsi a un supposto “fascismo delle origini”, venato di vitalismo e irrazionalismo, vicino a D’Annunzio, Fiume e al “diciannovismo” (dal 1919, anno di fondazione dei fasci di combattimento).

Dietro c’è la violenza squadrista: bastonate agli studenti che protestavano contro la controriforma Gelmini nel 2008 a Piazza Navona, coltellate ai gay e agli “alternativi”, infinite aggressioni a compagni o semplici dissidenti su e giù per l’Italia, fino all’assassinio: nel dicembre 2011 un militante di Casa Pound, Gianluca Casseri, spara a bruciapelo ad alcuni venditori ambulanti senegalesi, a Firenze; ne ammazza due e ferisce altri tre, in quella che è una vera e propria esecuzione razzista.

Questi sono i pericoli. Per contrastare tutto ciò abbiamo iniziato un’attività pubblica nel quartiere e nella città: con regolari volantinaggi e affissioni, e attuando due iniziative simboliche, intitolando una rotatoria all’antifascista Emilio Bassi e dando vita a un presidio partecipato di fronte alla targa che ricorda il ruolo delle donne antifasciste nella Resistenza, presso il parco Renata Viganò, opera sfregiata con un fascio littorio la notte subito precedente alla nostra iniziativa.

Noi crediamo anche che i veri nemici siano i padroni, gli speculatori e tutti quegli apparati statali e sovrastatali che ci stanno facendo pagare con lacrime e sangue una crisi finanziaria di cui hanno l’esclusiva responsabilità., per questo ci siamo dati tre parole d’ordine: internazionalismo, libertà e giustizia sociale. Questi sono i nostri valori.

I fascisti di via Malvolta costituiscono un ostacolo nell’affermazione di questi valori perché sono, come tutti i loro camerati, a fianco dei padroni contro i lavoratori e al fianco della polizia contro chiunque si ribelli a un ordine ingiusto. Lo dimostra ad esempio il recente appoggio di Casa Pound alle politiche del padrone dell’Ilva di Taranto Riva, noto sfruttatore ed affamatore, assassino inquinatore di una popolazione e del suo intero territorio.

La nostra netta percezione oggi è che i fascisti di via Malvolta tentino di allargare la propria sfera d’azione: adesivi, scritte, manifesti, aperitivi sul marciapiede, una sede aperta diversi giorni a settimana e la prima iniziativa pubblica il 13 ottobre scorso, conclusasi lungo la strada al grido di “Duce Duce”, sotto l’occhio protettivo carabinieri. Tutto ciò è ostacolato spontaneamente dalla gente del quartiere che rimuove gli adesivi, copre le scritte, appende striscioni antifascisti e si riprende le strade (come è avvenuto lo stesso 13 ottobre), ma avviene anche nel silenzio assordante delle istituzioni, dal quartiere al comune.

Noi non resteremo a guardare: l’attività spontanea degli abitanti del quartiere merita l’appoggio di tutti-e. Proponiamo quindi alle donne e agli uomini liberi, e alle loro associazioni, una manifestazione, popolare e determinata, nel pomeriggio di sabato 24 novembre. -
Chiudiamo le sedi dei fascisti! Chiudiamo Casa Pound!

(via bottegaexaequo)

Manifestazione sabato a Bologna

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