Logoterapia

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April 2011

Travaglio merda raga (cit.) - no, travaglio eroe indiscusso (cit.) → militant-blog.org

classe:

“…e allora diciamolo che uno stronzo”. Questo è quello che molti oggi dovrebbero dire di Travaglio; anzi, a dirla tutta c’era da ammetterlo tempo fa, ma nella sinistra che va a rovescio e crea “miti a tempo determinato” capita di essere distratti e soprassedere sulle contraddizioni più grandi. Pressappoco così nacque la grande stima che la sinistra di salotto rivolge oggi al nostro carceriere, ormai punta di diamante di quella nuova tendenza che è il giustizialismo all’italiana, la risposta più gretta che si potesse opporre allo strapotere del berlusconismo – quanto mai dannoso non tanto (e non solo) nelle sue aberrazioni parlamentari e sociali, quanto in riferimento allo spaesamento indotto di cui soffrono la cultura e la politica di sinistra, incapaci di disegnare miti, simboli e parole figlie della propria storia.

In un’intervista rilasciata ieri su Vanity Fair (a cura di Sara Faillaci), il nostro tuttologo dagli occhi blu è uscito finalmente allo scoperto (per chi avesse bisogno di conferme) mostrando l’altra faccia dell’impero. “Conservatore”, “dalla parte dei celerini”, “filoisraeliano” e “giustizialista”; oltre ad essere accuse che la nostra dignità muove ad uno degli amici più cari del partito di Repubblica (che annovera personaggi ugualmente discutibili, come Saviano – oggi invece sbandierato come nuova frontiera dell’impegno politico…), sono prese di posizione che lo stesso Travaglio ha ribadito nell’intervista in questione (che vi proponiamo di seguito). Che fosse un avversario politico noi lo sapevamo; ora, scendessero dalle nuvole i benpensanti che vedevano in lui – ed ingenerale nell’antiberlusconismo fine a se stesso – la nuova ribalta della cultura politica di sinistra.

classe: la mia posizione è scontata.

Se da un lato ritengo Travaglio un personaggio con idee più che discutibili, dall’altro gli rendo merito per la grinta giornalistica che manca ai più.

Il problema è proprio qui, un giornale come Il Fatto serve. Serve perché ha dalla sua una struttura poderosa ed una visibilità sufficiente a permettergli di fare delle grandi inchieste giudiziarie. Sfrutterà anche il trend dell’antipolitica e del giustizialismo d’accatto, però quello è un problema della gente, non del giornale.

D’altra parte Travaglio politico mostra parecchia superficialità (i suoi discorsi su Israele mi fecero accapponare la pelle: si andava oltre l’indagine, era pura ideologia, notevolmente disinformata).
I manifestanti sarebbero tutti radical chic con la ferrari, i giornali che ricevono fondi pubblici tutti uguali, i ladri pure.

Su uscite del genere mi vien da dire “Travaglio sei uno stronzo”. Ma non lo dico, gli chiedo piuttosto di fare bene il suo lavoro, di cui giova sia la sinistra che la destra.

Saranno altri i tempi e i luoghi in cui noi, finalmente, troveremo i nostri punti di riferimento e i nostri leader.

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Apr 22, 201122 notes
Apr 22, 201146 notes
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Apr 18, 20115 notes
Oh, dove sei finito?

Ciao, scusa tu e scusate tutti, per ora ho esaurito il mio tempo, non riesco a starci dietro.

Tornerò.

Apr 15, 20114 notes
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