Logoterapia

Month

September 2010

“Vorrei ricordare le cifre fornite da Tullio De Mauro: il 5% degli italiani è analfabeta, il 33% si ferma al primo tipo di test sulle competenze linguistiche e aritmetiche,il 66 per cento non è nella condizione di leggere un quotidiano. Ogni mille abitanti si vendono appena 102 copie di quotidiani, e i due terzi della popolazione non leggono mai né un giornale né un libro.
I due terzi.
Eppure, pubblicare non è mai stato così facile.
Le motivazioni? Credo sia impossibile trovarne una reale, e comprendere cosa significhi davvero lo “stare sul mercato” di cui parla la gran parte degli editori.
Posso però fornire i numeri. Sono quelli dell’AIE, ancora relativi al 2007, e ho buoni motivi di pensare che le cose siano peggiorate in tre anni (credo che il numero annuale delle novità sia aumentato).
Dunque: 59.000 (e rotti) nuovi titoli l’anno.
Significa: 4916 al mese.
Significa: 163 al giorno.”
—163 libri al giorno
Sep 30, 201016 notes

11ruesimoncrubellier:

Sig. presidente del Consiglio,
Lei è uno spregiudicato illusionista, anzi un pregiudicato illusionista che, anche oggi, ha raccontato un sacco di frottole agli italiani, descrivendo un’Italia che non c’è e proponendo azioni del Governo del tutto inesistenti e lontane dalla realtà. Fuori da qui c’è un Paese reale che sta morendo di fame, di legalità e di democrazia e Lei è venuto qui in Parlamento a suonarci l’arpa della felicità come fece il suo predecessore Nerone mentre Roma bruciava.
Quella stessa Roma che anche oggi i barbari padani vogliono mandare al rogo, insieme alla bandiera e all’Unità d’Italia. Sono sedici anni che racconta le stesse frottole, ma le uniche cose che ha saputo fare finora sono una miriade di leggi e provvedimenti per risolvere i suoi guai giudiziari o per sistemare i suoi affari personali. Al massimo, ha pensato a qualche altro suo amico della cricca, assicurando a lui prebende illecite e impunità parlamentari, proprio come prevede il vangelo della P2, Cosentino, Dell’Utri e compagnia bella docet!Anzi, no! Un’altra cosa lei è stato ed è bravissimo a fare, e lo ha dimostrato ancora una volta in questi giorni: comprare il consenso dei suoi alleati ed anche dei suoi avversari. I primi pagandoli letteralmente con moneta sonante, con incarichi istituzionali, con candidature e ricandidature di favore; i secondi ricattandoli con sistematiche azioni di dossieraggio e di killeraggio politico di cui lei è maestro. Sì, perché Lei, sig. Berlusconi è un vero “maestro”: intendo dire un maestro della massoneria deviata, un piduista di primo e lungo corso, un precursore della collusione e della corruzione di Stato. Anzi di più. Lei è l’inventore di una forma di corruzione di nuovo conio, più moderna e progredita: cambiare le leggi in modo da non far risultare più reato quel che prima lo era e in modo da non rendere più punibili coloro che prima potevano essere condannati. Questa mattina, Lei si è gonfiato il petto ricordando un nobile principio liberale: “Ad ognuno deve essere consentito fare tutto tranne ciò che è vietato”. Certo, ma chi, in Europa, ha scritto con il proprio sangue questo tassello di democrazia liberale non pensava affatto che un giorno si sarebbe trovato davanti ad un signorotto locale che avrebbe dichiarato “non vietato” tutto ciò che gli pareva e piaceva a lui e che non era la legge a governare il sistema ma doveva essere Lui a governare la legge. Lei, sig. Berlusconi, non è un presidente del Consiglio ma è uno “stupratore della democrazia” che, dopo lo stupro, si è fatto una legge, anzi una ventina di leggi ad personam per non rispondere di stupro! Lei non è, come alcuni l’hanno definito, uno dei tanti tentacoli della piovra. Lei è la testa della piovra politica che in questi ultimi vent’anni si è appropriata delle istituzioni in modo antidemocratico e criminale per piegarle agli interessi personali suoi e dei suoi complici della setta massonica deviata di cui fa parte.
Lei, oggi, ci ha parlato della volontà del Governo di implementare la lotta alla corruzione, all’evasione fiscale, alla criminalità economica delle cricche. E che fa si arresta da solo? O ha deciso di prendersi a schiaffi tutte le mattine appena si alza e si guarda allo specchio?
Lei si è impossessato e controlla il sistema bancario e finanziario del Paese. Lei controlla le nomine degli organi di controllo che dovrebbero controllare il suo operato. Lei fa il ministro dello Sviluppo Economico e, come tale, prende decisioni a favore del maggior imprenditore italiano, cioè Lei (e dico maggior imprenditore, non migliore come maggiore e non migliore è l’imprenditoria mafiosa). A Lei non interessa nulla del bene comune perché si è messo a fare politica solo per sfuggire alla giustizia per i misfatti che ha commesso. Non lo dico solo io. Lo ha detto pure il direttore generale delle sue aziende, Fedele Confalonieri, ammettendo pubblicamente che “se Berlusconi non fosse entrato in politica noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera”. Lei si è impossessato dell’informazione pubblica e privata e la manipola in modo scientifico e criminale. Un esempio? La casa di Montecarlo venduta da Alleanza nazionale. Lei e i suoi amici dell’informazione avete fatto finta di scandalizzarvi nell’apprendere che, dietro quella compravendita, c’è una società off-shore situata in un paradiso fiscale. Ma si guardi allo specchio, imputato Berlusconi: Lei di società off-shore ne ha fatte ben 64 proprio per nascondere i proventi dei suoi reati societari e fiscali e per pagare tangenti ai politici e ai magistrati e lo ha fatto ricorrendo a quell’avvocato inglese David Mills, condannato per essere stato, a sua volta, da lei corrotto per mentire ai giudici e così permetterle di ottenere un’assoluzione comprata a suon di bigliettoni. Già! Perché la magistratura che Lei ha corrotto: quella a Lei piace. Invece, non le piace quella che vuole giudicarla per i suoi misfatti, tanto è vero che ora, al primo punto del suo “vero programma”, quello di cui oggi non ha parlato, c’è la reiterazione del Lodo Alfano, cioè proprio di quella legge che deve assicurarle l’impunità per un reato gravissimo che lei ha commesso: la corruzione di giudici e testimoni. Solo per questo fatto, Lei non meriterebbe un minuto in più di rappresentare il Governo italiano e se ancora riesce a starci è solo perché compra i voti ricattando quei parlamentari che si rassegnano a vivere vigliaccamente senza onore o senza coraggio!
Questo è il ritratto che noi dell’Italia dei Valori abbiamo di Lei, sig. Berlusconi!
E Lei, oggi, viene a chiederci la fiducia? Lo chieda, ma non a noi. Lo chieda a quelli che ha comprato o ricattato. Lo chieda ai parlamentari di Futuro e Libertà che finalmente si sono resi conto con chi avevano e hanno a che fare ma non trovano, o non hanno ancora trovato, il coraggio di dissociarsi dal macigno immorale che Lei rappresenta. Lo chieda al presidente Fini che nel suo discorso estivo a Mirabello ha detto esattamente (ed anzi di più) delle cose che sto dicendo io e ancora indugia a staccare la spina, passando, suo malgrado, da vittima a complice delle sue malefatte! Lo chieda a tutta quella pletora di disperati che in questi giorni ha convocato a casa sua per offrire loro prebende o per minacciare imbarazzanti rivelazioni e che ora , abbagliati da improvvisa ricchezza o intimoriti dai dossieraggi che Lei ha architettato e commissionato, hanno deciso di vendere la loro anima e il loro onore dandole una fiducia che non merita! Non lo chieda a noi che siamo stati primi a smascherare le sue reali e criminali intenzioni.


per essere, era scritto bene. ma cambia forse qualcosa?

bha

Sep 30, 201010 notes
“LE ACCUSE – “Altro che telefonate irrilevanti”, scrivono Marco Lillo e Antonio Massari. Le telefonate provano oltre ogni dubbio come l’impianto accusatorio che i Pm avevano inviato al Parlamento per l’approvazione fosse più che solido. Bisogna ricordare infatti che Cosentino, secondo l’accusa, “1) si attivava con prefetture e Ministero dell’Interno per impedire, come nel caso del comune di Mondragone, il corretto dispiegarsi della procedura finalizzata allo scioglimento per associazione mafiosa; 2) creava e cogestiva il monopolio in attività controllate dalle famiglie mafiose, quali la Eco4 spa nella quale il Cosentino esercitava – in posizione sovraordinata a Giuseppe Valente, Michele Orsi e Sergio Orsi – il reale potere direttivo; 3) sfruttava le imprese suddette per scopi elettorali, anche mediante l’assunzione di personale”. Come fanno i deputati a dire che le intercettazioni siano irrilevanti ai fini di confermare queste accuse, quando nelle telefonate sbobinate Cosentino non fa che comportarsi in questo modo, spiega il Fatto, è un mistero. LE TELEFONATE – Come nel caso del comune di Mondragone, ormai sotto la lente della commissione ministeriale incaricata di monitorare i comuni infiltrati dalla mafia, che era orientata a chiederne lo scioglimento. E Cosentino si sente al telefono con Gaetano Vassallo, che poi sarà condannato a 3 anni di galera per camorra e diventerà collaboratore di giustizia: “Oh, poi, per quanto riguarda la questione qui di Mondragone, con Mario Landolfi ti sei sentito, per caso?”, chiede Vassallo; “Domani a mezzogiorno”, risponde Cosentino, e Vassallo, tranquillizzato, fa sapere che lo richiamerà. O come nel caso della discarica di Santa Maria la Fossa, per la quale Cosentino è in affari insieme al consorzio CE4 dei fratelli Orsi, uno dei quali (Michele) sarà poi ucciso dalla cosca dei Bidognetti per non aver rispettato alcuni patti con i clan. Nelle telefonate, Cosentino fa sapere che secondo lui è opportuno un “allargamento più consistente” del progetto di discarica: detto fatto, il proprietario del terreno, Corvino Sebastiano, cederà al consorzio una superficie ancora maggiore di quella richiesta – eccesso di zelo? – “il tutto sulla base di un nuovo piano particellare datato 21 febbraio 2003 che non risulta nemmeno trasmesso al Commissariato e al Governo”. Sempre con Orsi, Cosentino tratterà la costruzione di un termovalorizzatore, a Cedole: luogo del meeting, una pompa di benzina dell‘Agip. Insomma, conclude il Fatto, se queste sono telefonate irrilevanti, spiegateci quali sono quelle rilevanti.” —

Ecco le telefonate di Cosentino che il Parlamento ha coperto

Merde.

(via flatguy)

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(via emmanuelnegro)

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Sep 30, 2010
“I NAZISTI ERANO DAVVERO ATEI? – Himmler credeva che una SS qualunque non sarebbe stata in grado di distinguere tra gli attacchi alle Chiese e una difesa di Cristo. Per questo, in una memoria del 1937 indirizzata “a tutti i capi delle SS dal grado di Standartenfuhrer in su“, Himmler impartì la seguente istruzione: “Nell’addestramento ideologico proibisco qualsiasi attacco a Cristo come persona, perché tali attacchi, o la menzogna offensiva che Gesù fosse ebreo, non sono degni di noi e certamente inesatti dal punto di vista storico“. E poi significativamente aggiungeva: “Desidero che gli uomini delle SS siano convinti del valore delnostro sangue e del nostro passato, per mezzo della conoscenza della vera storia del nostro Volk, della preistoria del nostro Volk, della grandezza e della cultura dei nostri progenitori, in modo che si radichino perfettamente nel valore del passato, del presente e del futuro“. Le SS dovevano rispettare non solo Cristo, ma anche la fede in Cristo in quanto parte della storia tedesca. Sono parole assai eloquenti tratte da: Il santo Reich di Richard Steigmann-Gall. Lo stesso Adolf Hitler era contrario all’ateismo di Stato e spesso ha utilizzato la simbologia religiosa cristiana nei suoi discorsi. Papa Benedetto XVI sembra aver dimenticato che in Germania e in Europa, a lungo, è stato disseminato dalla stessa Chiesa cattolica un sordido antisemitismo. Fino ancora a qualche anno fa, gli ebrei erano accusati dal Vaticano di “deicidio“. Proprio questa scellerata tradizione – di cui il passato della Chiesa porta tutte le responsabilità – è stata una delle radici stesse, forse quella più buia, della Shoah. GOTT MIT UNS – E’ pur vero che la nascita dell’ideologia nazista, da una parte ha contrastato il ruolo di elezione alla Chiesa cattolica, per esaltare i tedeschi quale popolo eletto, favorendo così il rilancio del protestantesimo ed impedendo l’espansione del cattolicesimo verso il nord della Germania, mentre dall’altro è entrato in diretta concorrenza con la stessa Chiesa cattolica. Del resto, sia il cattolicesimo sia il protestantesimo volevano l’annientamento degli ebrei, anche se per motivi diversi. Martin Lutero scrisse: “Perché spendere tante parole? Se bastasse vantarsi del fatto che Dio ha parlato con loro e che essi hanno la Sua parola ovvero il Suo comandamento, perché Dio li riconoscesse come Suo popolo, allora i diavoli dell’inferno sono molto più degni di essere il popolo di Dio degli ebrei, anzi, di tutti gli uomini“. Insomma, il nazismo, si è alimentato di tutta quell’intolleranza antigiudaica propria sia della componente cattolica sia di quella protestante. Il suo “paganesimo” era una forma di distinzione, ma a guardalo bene anche una riproposizione, magari grottesca, degli stessi insegnamenti della Chiesa. Sempre da Il santo Reich veniamo a sapere che Himmler passava per un “mistico” che conosceva testi diversi dal cristianesimo, ma la sua educazione cristiana e le sue emozioni erano profondamente cristiane. Un suo collaboratore, per capire le uscite di Himmler decise di leggere dei testi religiosi induisti e buddhisti. “Ma che cosa può capire un cristiano dei testi di altre religioni? Può solo ridurli a quello che lui conosce“, fu la sua sconcertante conclusione sulla mistica del suo superiore. Santità, si potrà provare a nascondere agli occhi dell’opinione pubblica scandali magari ignobili come tutti quelli a sfondo sessuale, ma non certamente falsificare la storia.” —

Ratzinger e i nazisti: le bugie del Papa sull’ateismo di Hitler (via flatguy)

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Sep 30, 2010
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Sep 30, 20105 notes
Brunetta e quella casa pagata con i soldi dello Stato → giornalettismo.com
Sep 30, 201011 notes
Berlusconi alla Camera: occhio ai link

Nessuno ha combattuto la mafia come noi. Saranno triplicati gli interventi sul Mezzogiorno nei prossimi anni con investimenti per circa 21 miliardi di euro pari al 40% di quelli totali, raggiungendo nel 2013 alcuni risultati importanti come il completamento della Salerno-Reggio Calabria.   Non vi può essere né autentica democrazia né buon governo se il Parlamento non è libero e forte.  La centralità della persona e la difesa dei valori della vita rappresentano un fondamentale asse di orientamento dell’azione di governo.  L’Italia finalmente svolge un ruolo da protagonista sulla scena internazionale. Il federalismo fiscale non prevede la divaricazione tra Sud e Nord.  In giro vedo e sento troppo odio e la storia ha insegnato che spesso l’odio ha armato le mani delle persone. Tutti dovremmo esserne consapevoli e preoccupati. La mia stessa indole personale mi porta a cercare l’intesa.  Abbiamo evitato i licenziamenti di massa e tutelato i lavoratori maggiormente colpiti.  Il regime parlamentare non è quello dove la maggioranza ha sempre ragione, ma quello dove sempre hanno diritto di essere discusse le ragioni della minoranza. (via)

Sep 29, 201020 notes
“Ieri, da Belgioioso, dove forse si celebra l’ultima edizione del festival dei piccoli editori, arrivavano parole molto nette, molto dure e molto vere sulla realtà del ciclo vitale di un libro. Che, inutile girarci intorno, è brevissima.
Diceva per esempio Agnese Manni: «Lì (in libreria) i volumi hanno vita breve, vanno subito fuori catalogo e bisogna ordinarli. Chi ama il libro vuole il contatto fisico, sfogliare, parlare. Ma questo è un momento difficile, dove le grandi case si mangiano le piccole, anche perché hanno librerie, tv, catene di distribuzione, e una legge schifosa che permette sconti tutti l´anno».
Aggiungeva Massimo Scrignoli, Book Editore,: «C´è flessione di pubblico, disattenzione generale, il piccolo editore che propone percorsi alternativi era una nicchia, ora è un angolo della nicchia, in poco tempo la sproporzione è cresciuta, in Italia ogni giorno escono 200 titoli, ma a leggere sono pochi. Lo scambio del libro attraverso la posta non funziona perché ad aprile hanno tolto le tariffe ridotte editoriali, il libraio non ordina perché non ha più guadagno».
Paolo Pisanti, presidente dell’ALI, è stato esplicito: se un libro non decolla in due settimane, è praticamente fuori dai giochi.”
—Trecentosessanta ore (anche a proposito di quanto si era postato prima sull’editoria ecc.)
Sep 29, 2010
Giovani dei collettivi studenteschi pestati dalla polizia a Milano → radiondadurto.org

oneblood:

29 Set. Ore: 11.51 - Alcune decine di militanti del centro sociale milanese Cantiere e del Coordinamento dei collettivi studenteschi di Milano sono stati bloccati e pestati dalla polizia all’interno della stazione metropolitana di Duomo. I ragazzi in precedenza avevano fatto puntato la sede dell’Unuci, unione degli ufficiali in congedo, per porre alcune domande riguardo al progetto parafascista che coinvolge i ministeri della Difesa e dell’Istruzione, ‘Allenati per la vita’, e che prevede l’addestramento militare degli studenti e che proprio l’Unuci dovrà gestire. Respinti con violenza fuori dagli uffici i ragazzi si sono diretti verso la metropolitana di Piazza Duomo, tra cori, striscioni e fumogeni. Al momento di tentare l’ingresso senza pagare sono intervenuti agenti della polizia e carabinieri che li hanno quindi bloccati nel piano mezzanino e li hanno picchiati con grande violenza.

RIPRENDIAMOCI L’ITALIA PLZ

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Sep 29, 201019 notes
“L’ipotesi è che Emanuele sia morto lentamente. Oltre il termine della notte, quando la notte è già diventata alba: morto per emorragia dopo un’agonia di sei-otto ore. Le perizie successive verificheranno lesioni «da compressione» (probabilmente una scarpa) alle mani. Insomma l’uomo che cade, cade perché viene fatto cadere da qualcuno. Probabilmente prima viene fatto salire con le scarpe allacciate tra loro, perché non possa utilizzare l’appoggio dei piedi. Una scarpa, la sinistra, si stacca, perché viene ritrovata a qualche metro dal corpo, nei pressi del pacchetto di sigarette e del cellulare. Segue un’altra pressione, operata sempre da uno scarpone, questa volta sul piede. A quel punto, mollata la presa, il ragazzo cade, di spalle. Emanuele è un corpo che cade e che sbatte su uno dei tavolini accatastati lì sotto: «Lesione mielica della colonna vertebrale». Rimbalzo e seconda caduta, ventrale. La linguetta della cerniera del marsupio è rimasta stampata nell’addome. I medici legali parlano di «posizione definitiva, di quiete». Ma quale quiete? Emanuele è vivo, paralizzato, immobile in posizione prona, ma vivo. Per quanto? «C’è chi sostiene che quando i superiori sono venuti a sapere dello “scherzo” finito male, — ricorda papà Corrado — ordinano di non soccorrerlo e di lasciarlo morire, per evitare guai ulteriori. Si è accertato comunque che il corpo di Lele è stato via via spostato da qualcuno prima di essere scoperto” —

La morte di Emanuele Scieri, una storia che ci ricorda gli edificanti valori della vita militare che porteremo nelle scuole. (via nipresa)

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Sep 29, 201021 notes
questa cosa dello strascico

thebeginningoftheend:

simonerossi:

[…] abbiamo pensato, io e l’elena e il dottor Pucci, di fare un romanzo-mostro con dentro tutta la gente brava dell’internet, dove con gente brava intendiamo quelli che sanno scrivere, gente che ha un blog ma che secondo noi sono proprio degli scrittori, persone di talento che secondo noi dovrebbero finire sugli scaffali dei lettori meno smanettoni, perché stare su internet è una gran perdita di tempo, ogni tanto, ma ogni tanto si trovano pezzi-di-scrittura che io personalmente vorrei far leggere a mia madre, o a mia zia, o al mio amico che conosce gli autori che stanno in vetrina in libreria, ma a cui non arriva la parola di uno scrittore-che-sta-su-internet. Per non parlare dei musicisti, che ogni tanto sono degli scrittori e non lo sanno: ascoltare la musica indipendente è una gran perdita di tempo, ogni tanto, ma ogni tanto, insomma, avete capito.

Non è il libro dei racconti dei blogger, noi i blogger non ce li vogliamo. Noi vogliamo quelli che sanno scrivere, non importa come e dove lo fanno. Vogliamo gli scrittori, vogliamo fare un romanzo collettivo con dentro gli scrittori bravi che diciamo noi. Ecco: quella selezione, quel montaggio, quell’editing, lo facciamo noi*: io, l’elena e il dottor Pucci.

Il dottor Pucci, che di nome fa Federico, una volta è stato a Chi vuol esser milionario e ha vinto un po’ di soldi: un po’ di questi soldi saranno investiti per retribuire gli autori che abbiamo deciso di coinvolgere: paghiamo 20 euro per un racconto, una poesia, un disegno (sarà un libro illustrato, come il Don Chisciotte, come Sandokan), 20 euro sonanti e una copia del volume a ogni contributore. Il libro lo venderemo a 10 euro e lo distribuiremo con lo stesso metodo del mio: pre-ordinazioni, reading in giro per l’Italia, buste e francobolli. Con in più il dottor Pucci che, oltre a metterci i soldi di Gerry Scotti, è il più grande promoter letterario che vi possa capitare di incontrare, ed è pure bravo a leggere a voce alta. Non come l’elena, ma quasi.

Questa cosa di moltiplicare esponenzialmente il giro di potenziali lettori ci sembra talmente l’uovo di Colombo che una domenica di settembre siamo andati alla BlogFest proprio per farci dire dove stiamo sbagliando, di cosa non ci siamo accorti, perché l’idea dello Strascico (questo il nome del progetto) ci sembra talmente semplice, talmente piccola e talmente efficace che uno ha quasi paura a scriverla su internet, perché poi gliela fregano.

Però, insomma, gente dei libri, gente dell’internet, parliamone: dove stiamo sbagliando?

Voi lo comprereste, un libro così?

Io sì. Io li pagherei dieci euro per trovarmi tra le mani un libro con dentro una poesia come questa. Io glieli darei venti euro al poeta per scriverne un’altra.

Anche perché tanto paga Gerry Scotti.

* Ci sarebbe a questo punto da fare tutto un pippone epistemologico su come abbiamo pensato di tenere insieme questi diversi tipi di scrittura, sui concatenamenti e le deterritorializzazioni e le riterritorializzazioni, ma magari un’altra volta.

contenuti extra: il post di luisa carrada, il post di mantellini, il post della giuliablasi, il post del Sir.

io lo prendo. chevvelodicoaffare?

Noi lo prenderemmo perché siamo lettori, attenti o forti o cos’altro, oltre che naviganti dell’internet, e l’idea in sé è bella e affascinante. Come dice simonerossi, “per numeri piccoli funziona”, ma i dubbi avanzati nel post di Mantellini e nei commenti a proposito della “grande editoria” sono concreti. Epperò vale assolutamente la pena di tentare e di smuovere qualcosa.

Sep 29, 201026 notes
Sep 29, 2010171 notes
“«Senti, scusa, ma giacché tu hai fatto tanti film con attori famosi e per di più ne conosci moltissimi, perché ci hanno fatto stare tutto il giorno in piedi, ad andare avanti e indietro?».
L’uomo si girò verso di me e, guardandomi con la bocca piena di pollo e ossa, rispose: «Ma che non te sei accorto che ci hanno fatto ripete la scena quindici volte?!».
«Come sarebbe a dire ci hanno fatto ripetere la scena quindici volte! E perché?».
Allora l’uomo, senza smettere di martoriare quel povero osso di pollo, che adesso stava usando come stuzzicadenti, con molta pazienza rispose:
«Ma che non lo sapete che già dalla prima scena Riciar Burto era imbriaco? E poi non se voleva leva’ manco l’orologio pe’ paura che glie lo rubassero. Aoh!? Ma che ne sapete voi… io ho studiato e so che l’antichi romani non portavano ancora l’orologi…».”
—Riciar Burto era imbriaco
Sep 29, 2010
“Alessandra del Mondo ha cercato di avvicinarsi con il microfono al ministro, ma un poliziotto l’ha bloccata sollevandola da terra e trattenendola per alcuni secondi. La cronista ha accusato difficoltà di respirazione ed è stata colta da un malore, scoppiando in lacrime. E’ stata accompagnata all’ospedale Loreto Mare dove i medici, dopo aver eseguito una ecografia e una radiografia, le hanno diagnosticato un trauma toracico-addominale da schiacciamento, guaribile in cinque giorni.” —

Ressa con scorta di Maroni giornalista finisce all’ospedale - Napoli - Repubblica.it

Ma diocristo…

(via flatguy)

eh, ma no, non c’è nessun allarme fascismo, figurati…

(via emmanuelnegro)

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Sep 29, 2010
Sep 29, 201023 notes
(Trascrizione più o meno fedele di) HOP HOP HOP: ebook collettivi, strategie di reclutamento e socialcosi → barabba-log.blogspot.com

(affronta questioni legate alla creazione di ebook collettivi da parte, essenzialmente, della blogsfera)

Sep 29, 2010
“Un Manifesto di denuncia di tutto ciò che in Italia non funziona, impedendo ai giovani di emergere: dai processi selettivi carenti alla gerontocrazia e raccomandazione imperanti, dal Welfare State inesistente per i giovani al ricambio generazionale mancato. Il “Manifesto” mette nero su bianco le cause dell’espatrio di centinaia di migliaia di giovani italiani. Brillanti, ma senza gli “agganci” giusti.” —

Il Manifesto degli Espatriati (via ciwati)

Ma si dimentica, il Manifesto, che per alcuni di noi ci sono anche altri motivi. Qualcuno se n’è andato schifato nonostante il lavoro e/o la carriera non gli mancassero. Il che, a ben vedere, è persino piú grave.

(via emmanuelnegro)

Sep 29, 201010 notes

autolesionistra:

Questa è ormai antica, ma me l’ero persa:

Italian law makes it hard to donate military equipment, but Bardini said Italy would look for a mechanism.  Because of domestic political sensitivity regarding Italy’s ISAF mission, both Bardini and Amerio stressed that discussion of additional Italian contributions should not be public and should be kept in technical channels.

Da un documento del 30 maggio 2007 pubblicato su wikileaks (argomento sviscerato anche qui, qui e qui). Ricordo che nel ridente 2007 c’era il governo Prodi II.

Claro, non è che m’aspettassi fiori nei cannoni in quel periodo. Fa comunque un po’ specie l’atteggiamento “ok, facciamo la guerra, però in silenzio” per tacere poi del “con le leggi italiane si fa fatica a fare X, ma un modo lo troviamo” che è il vero sentimento nazionale che abbraccia dal diplomatico internazionale al vostro commercialista di fiducia al macellaio che uccise il toro che bevve l’acqua che spense il fuoco che bruciò i faldoni di calderoli eccetera

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Sep 28, 20104 notes
“Forse quello che mi piaceva più di tutto era lo stare in giro a raccattare storie, collezionare personaggi, situazioni, uno dopo l’altro, come figurine di un album tutto mio, che magari manco arrivava poi al giornale.

Forse per questo oggi, quando vedo e sento di queste redazioni virtuali, in cui i giovani giornalisti stanno solo seduti davanti ad un desktop a leggere e ricompattare quello che altri scrivono e buttano in rete, per partorire chiose di chiose, e commenti di commenti, e sono convinti che questo sia il futuro del giornalismo e dell’editoria, a me viene una stretta al cuore.

Mica perché voglio dire che ai miei tempi noi si era più bravi. Solo perché, a stare davanti ai loro monitor invece che a cercare le notizie per strada, a muso a muso con la gente, non sanno quanta vita si perdono, quei ragazzi lì.

[E poi, tra i commenti, continua] non è colpa loro. Anzi, a me fan tenerezza. Perché qualcuno gli dice persino che il “nuovo” giornalismo è quella roba là e solo quella. E loro stanno incatramati alle scrivanie.
[…] i giornalisti sono quelli che le notizie le trovano sul campo, non le leggono da qualcun altro che le ha postate. E a me questo nuovo giornalismo in cui molti non fanno altro che stare seduti nella loro stanzetta senza pensando di conoscere il mondo solo così fa un po’ tristezza. Perché i contatto con le persone è importantissimo.”
—piccolo blues di una vecchia cronista di campagna
Sep 27, 201012 notes
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Sep 27, 2010
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Sep 27, 201011 notes
Sep 27, 201025 notes
Chi vi vuole in galera (Imparate a votare la prossima volta) → chartitalia.blogspot.com

emmanuelnegro:

Articolo con l’elenco degli europarlamentari italiani favorevoli e contrari alla “direttiva Gallo”, ossia alla caccia senza quartiere a suon di multe e galera per i temibili pirati che scaricano da internet.

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Sep 27, 201034 notes
Sep 27, 201015 notes

babaracus1982:

e scopro che Michael Madsen, Bud Spencer e Franco Nero stanno facendo un film d’azione assieme. e nessuno ne parla. non si dovrebbe parlare d’altro http://is.gd/fuMKJ

(Nel cast c’è pure Uwe Boll…)

Sep 27, 201012 notes
Per non essere da meno. → nonleggerlo.blogspot.com

gravitazero:

Berlusconi è infuriato, e fonti poco autorevoli vicine a questo blog mi hanno confermato un dettaglio inquietante. Ecco cosa racconterà il Premier a noi cittadini entro qualche giorno:

“… Se si dimostrasse che le mie fortune provengono da Cosa Nostra, che ero consapevole della mafiosità di Vittorio Mangano, che ho ospitato in casa Boss del calibro di Bontade, Teresi, Cinà e molti altri, che ho mentito sulla associazione segreta P2, dopo averne fatto parte, che ho compiuto finanziamento illecito, abuso d’ufficio, frode fiscale, appropriazione indebita, falso in bilancio, falso in bilancio aggravato, corruzione, corruzione in atti giudiziari, che ho approfittato dell’ingenuità di una povera orfanella, che c’entro qualcosa con le stragi del ‘93 e la cosiddetta P3, che ho utilizzato più di 50 società Offshore e relativi fondi neri per comperarmi processi e fregare società editoriali, che ho approfittato della mia posizione istituzionale per proteggermi ed arricchirmi, espandere le mie proprietà ed indebolire quelle concorrenti, soprattutto nel servizio pubblico, che ho evaso, mentito, legiferato, tramato, rubato e raccomandato, che ho pagato Guardia di Finanza, Giudici, Pm, Avvocati, Dirigenti, Funzionari, Senatori, Deputati e tanti altri, beh, se si dimostrasse tutto questo non esiterei un attimo a lasciare la Presidenza del Consiglio”.

(via nonleggerlo)

Sep 27, 201018 notes
Sep 26, 201052 notes
“La presente viene inviata a nome delle famiglie di Rom italiani che da oltre 20 anni abitano nel campo comunale di via Idro 62. Dal maggio dell’anno scorso si parla dello sgombero del nostro campo, ma in tutto questo tempo nessuno ci ha mai detto quando e come sarebbe avvenuto lo sgombero, e soprattutto quale sarebbe stato il nostro destino, di cittadini italiani che in questa zona risiedono, lavorano, mandano a scuola i figli.
Questa mattina si sono presentati i vigili, notificando ad una ventina di famiglie (la quasi totalità del campo) un vero e proprio avviso di sfratto, esecutivo entro 48 ore.
Difatti, in base ad una interpretazione del “Regolamento delle aree destinate ai nomadi nel territorio del Comune di Milano” [art. 12 par. a)], consegnatoci l’anno scorso, chi ha commesso reati perde “l’autorizzazione all’ammissione e permanenza” nel campo e “l’assegnazione del modulo abitativo”, e con lui tutto il nucleo famigliare.

Questo Regolamento è stato oggetto di diverse contestazioni, sia a livello italiano che da parte della Comunità Europea. Nessuno di quanti hanno ricevuto la notifica si è mai macchiato di reati particolarmente gravi, trattasi in buona parte di reati giudicati sospesi o di accattonaggio. A qualcuno vengono addirittura contestati reati commessi negli anni ‘70. Reati comunque antecedenti l’entrata in vigore di questo regolamento.
E’ una misura a nostro giudizio crudele e ingiusta, soprattutto quando riguarda tutto il nucleo famigliare. I nostri bambini hanno appena ricominciato l’anno scolastico. E’ lesivo dei diritti fondamentali della persona.
Noi, cittadini italiani, non abbiamo alcun posto dove andare, né riusciremo a trovarlo in 48 ore. A meno di non doverci accampare per protesta davanti a Palazzo Marino o alla Casa della Carità.

Le famiglie del campo comunale di via Idro 62
Per informazioni: info@sivola.net”
—La presente viene inviata a nome delle famiglie di Rom italiani…
Sep 25, 2010
Sep 25, 20102 notes
Sep 25, 20107 notes
“Noi operai non solo siamo dimenticati presto, ma neanche ci viene data giustizia…" → senzatregua.org

emmanuelnegro: classe: 

Ieri notte è morto Pietro Mirabelli, colpito da un masso mentre lavorava in una galleria in Svizzera. Lo sapeva, Pietro, che per i minatori come lui, che lavorano nel sottosuolo, “il pericolo può arrivare da qualsiasi parte: dall’alto, dal basso, da destra e da sinistra”. Lo sapeva e lo aveva denunciato Pietro, minatore e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rsl). Pietro conosceva benissimo tutti i rischi del suo mestiere, osservava tutte le misure di sicurezza, ma è morto lo stesso. Nessuno potrà dire che era distratto, incosciente, pigro o chissà cos’altro. Dopo essere stato messo in cassa integrazione, dopo essere rimasto senza lavoro, Pietro se ne era andato dall’Italia e si era messo a lavorare in Svizzera, dove è morto. Solo.

Pubblichiamo quindi una lettera che Pietro aveva scritto proprio sulla sicurezza sui posti del lavoro, sperando che faccia riflettere. Che faccia riflettere soprattutto chi pensa che tutti, nella vita, abbiano le stesse opportunità.

Sono Pietro Mirabelli, operaio della TAV e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS). Da dodici anni sono presente sul cantiere del Cavet (Consorzio Alta Velocità Emilia e Toscana) l’impresa che ha vinto l’appalto per la realizzazione del tratto che permetterà di collegare Bologna a Firenze. In questi anni ho visto decine e decine di operai infortunarsi, diventare invalidi e morire. Manca poco alla fine della realizzazione. Molti uomini e donne saliranno sui treni e non immagineranno quanto sangue è stato versato, quante madri hanno pianto per i loro figli e quante mogli sono rimaste sole. L’attenzione sugli infortuni sul lavoro è forte quando ci sono incidenti nei luoghi di lavoro, se ne parla una settimana, e poi tutto viene messo nel conservatorio della dimenticanza. Ma ogni giorno muoiono lavoratori in aziende sconosciute, nell’edilizia, nell’agricoltura. Poi, quando accadono ad esempio stragi come quella di Torino, allora qualcuno se ne occupa. In uno dei tanti incidenti avvenuto nella realtà dove lavoro, ci fu un infortunio mortale nel tratto emiliano. Sull’articolo di giornale non ne è stato riportato nemmeno il nome. Il problema principale non lo affronta nessuno. Sulle procedure di sicurezze presenti sui piani operativi di sicurezza (POS) c’è scritto ciò che si può fare e ciò che non si può fare. Un lavoratore consapevole del rischio che va ad affrontare, volendo potrebbe rifiutarsi di eseguire un incarico pericoloso. Ma a pericolo identificato si pensa alla famiglia, non si vuole mettere a rischio il posto di lavoro considerando quanto è difficile oggi trovarne uno. L’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi nella trasmissione di Fazio “Che tempo che fa”, ricordò il collegamento veloce fra Bologna-Firenze sottolineando 17 gallerie. Non un accenno ai lavoratori che hanno lasciato la vita per dare la possibilità a tutti gli italiani di accorciare le distanze. Pasqualino Giordano, 20 anni, è morto al primo giorno di lavoro, vogliamo ricordarlo? Io mi sento parte fondamentale della nostra società. Oggi però, televisione e giornali parlano dell’Isola dei famosi, mentre noi lavoriamo nel sottosuolo, dove il pericolo può arrivare da qualsiasi parte: dall’alto, dal basso, da destra e da sinistra. Ci sono macchine in movimento, esplosione di mine, fango, ecc. Un RLS o un RSU dovrebbe essere presente per ogni squadra. A volte i preposti alla sorveglianza o sono poco formati, o sono parenti dei datori di lavoro. Cosa significa? Se venisse riscontrata una situazione di rischio non si può fermare subito la produzione, si va avanti piano, piano cercando di fare attenzione. Si deve sempre sperare che non succeda niente. Quando ci vengono consegnati gli ordini di servizio,li firmiamo per ricevuta consegna. Poi ci viene data una mascherina antipolvere, un elmetto, guanti e tute ad alta visibilità. Oggi facciamo un corso su come utilizzare quanto ci viene fornito, ma solo dopo pressioni fatte dai RLS e RSU. Mi domando se queste protezioni siano sufficienti. Mio padre era minatore come me, l’ho visto ammalarsi di silicosi, l’ho visto spegnersi giorno dopo giorno all’età di 70 anni, un’agonia lenta. Io sono calabrese, della provincia di Crotone, dalle nostre parti non c’è occupazione. Metà del mio paese lavora nelle galleria. Un lavoro che non vuole fare più nessuno ed è comprensibile. Un lavoro usurante. Nel cantiere non è presente solo la ditta Cavet, alcuni lavori sono stati subappaltati. Ci sono più squadre che lavorano insieme. Io mi sono trovato a fare sopralluoghi per la sicurezza, dove c’erano squadre di piccole aziende subappaltatrici e non venivano rispettate le norme di sicurezza. Inoltre non c’è solo un problema di coordinamento fra squadre di operai che non si conoscono, ma anche di lingua. Perché ci sono molti extracomunitari, secondo me sfruttati perché li ho visti lavorare anche per 12/13 ore per turno.Spesso non conoscono i loro diritti. Io nella mia esperienza di RLS, ho fatto piccole conquiste, ma è presumibile che il pericolo non finisca una volta che il consorzio Cavet riconsegnerà il lavoro terminato. Il Cavet ha capito l’esigenza di fare corsi, anche se di poche ore, sulla sicurezza e sulla formazione. Mi consola l’idea di aver insegnato a qualcuno l’importanza del rispetto delle leggi per la sicurezza di noi operai. Purtroppo l’applicazione delle norme è fondamentale e i sindacati devono impegnarsi. Noi operai non solo siamo dimenticati presto, ma neanche ci viene data giustizia. Nel 2001 l’operaio Pasquale Adamo perse la vita mentre stava perforando il monte Morello con l’ausilio di uno speciale macchinario. Il suo giubbotto si è impigliato nella trivella, lo ha avvolto e stritolato. La condanna per i responsabili è stata una multa. Non si può pagare una multa per una vita umana. Non è possibile che per omicidio colposo il massimo della pena siano 5 anni. Proviamo a pensare che il nostro lavoro non è stato scelto per piacere, ma perché non c’era alternativa. Quando un giovane laureato del mio paese si trova in un cantiere a fare una mansione obbligata da questa società, dove solo i figli dei ministri devono fare i consulenti, possiamo pensare che lavora in uno stato di malessere? L’Italia paga milioni di euro a causa di infortuni sul lavoro. Più sicurezza e denunce rappresenterebbero, non solo un costo inferiore per lo Stato, ma anche un beneficio sulla qualità produttiva.” DAL LIBRO “MORTI BIANCHE”

Italia, anno 2010: di lavoro si fa sempre più fatica a campare, ma è sempre più facile crepare.

.

Sep 25, 201018 notes
“Le esenzioni fiscali concesse alla Chiesa costano allo Stato italiano un’indagine formale dell’Ue per aiuti di Stato incompatibili con le norme sulla concorrenza. Dopo quattro anni di scambi di informazioni, due archiviazioni e una serie di controricorsi, Bruxelles mette in moto “un’indagine approfondita” sui privilegi fiscali attribuiti agli enti ecclesiastici in settori in cui “l’azienda Chiesa” (conta circa 100 mila fabbricati) è leader nazionale: ospedali, scuole private, alberghi e altre strutture commerciali che godono di un’esenzione totale dal pagamento dell’Ici e del 50% da quello sull’Ires. Con un risparmio annuo che si avvicina ai due miliardi di euro e conseguenti vantaggi competitivi rispetto ai concorrenti laici.” —

Sconto Ici alla Chiesa la Ue processa l’Italia - Repubblica.it

Merde.

(via flatguy)

Esenzioni per due miliardi l’anno. Bruxelles accelera: “Sono aiuti di Stato”. Se l’Italia sarà condannata, dovrà chiedere il rimborso delle tasse non pagate. La Chiesa ha un patrimonio di circa 100mila fabbricati.

Con-dan-na! Con-dan-na! Con-dan-na!

(via 3141592)

e sarebbe pure ora.

(via emmeintumblerland)

Condanna? A me viene in mente Europa 7. Grande successo per Bruxelles.

(via classe)

.

Sep 24, 2010
I Docenti Scapigliati: Pellegrino (PDL) choc: "Basta disabili a scuola. Non imparano e disturbano"... → idocentiscapigliati.com

emmanuelnegro:

johnjoejosh:

“è così che ha cominciato Hitler”

Sì, stavolta che s’inculi la legge di Godwin, qua è il caso di citare Hitler eccome.

Non so se la gente si rende conto.

.

Sep 24, 201017 notes
“Signor direttore,
le scrivo per ringraziare le tante, tantissime persone che sabato sono venute ad Adro per protestare contro un sindaco che, con la scuola pubblica, si comporta come fosse una sua proprietà. Peccato per la pioggia: le tante bandiere italiane non hanno potuto sventolare nel sole, proprio perché pioveva; ma sono state un bellissimo spettacolo: mi sono sentita rincuorata e, anche se ho osservato il tutto solo dalla finestra, ho pianto di gioia.
Le assicuro che se nel corteo avessi visto sfilare persone di Adro che conosco, sarei scesa anch’io. Ma capisco i miei compaesani: come me sono stati condizionati dalla paura di essere all’indomani indicati a dito da altri come traditori. Perché, vede signor direttore, qui ad Adro viviamo come in un paese assediato: sospettiamo l’uno dell’altro; abbiamo paura a dire quello che pensiamo perché sentiamo di non sentirci liberi.
E’ come se vivessimo in un periodo di cui ho letto sul libro di storia; cioè come se sentissimo il dovere di dirci in tanti: “silenzio, lui e i suoi ti ascoltano!” e abbiamo paura che qualche furbo trovi il modo di fartela pagare, come ha già fatto in tante occasioni. Una certa ditta per i rifiuti ci ha intossicato l’ambiente, ma guai a dirlo, perché la proprietà della ditta… Il sindaco ha fatto varianti all’uso delle aree, così che ognuno teme che domani tocchi a lui sentirsi dire che lì passerà una strada, che quell’area è edificabile oppure no; che quelle modifiche che magari vuoi fare alla tua casa, ti vengano proibite…
Senza accorgerci, lentamente in tanti noi ad Adro ci siamo lasciati invadere dalla paura, non degli stranieri, ma dal capo del Comune che, avendo ricevuto da tanti altri di noi i voti, si comporta come il padrone di tutto e di tutti. Una volta ero convinta che lui fosse convinto di fare il bene di Adro, ma dopo la figuraccia prima per la mensa scolastica e adesso con la scuola del Sole delle Alpi, siamo in tanti a doverci svegliare dal sonno profondo a causa del quale non ci siamo più occupati delle cose della politica, pensando che tanto… chiunque fosse stato eletto, qualcosa di buono avrebbe fatto.
Invece ci siamo sbagliati ed io spero proprio che la manifestazione di sabato abbia convinto tanti come me che non si può restare chiusi in casa e permettere ad altri di fare i loro comodi.
Ringrazio di nuovo tutti i partecipanti alla manifestazione di sabato; mentre passavano io ho pregato il Rosario perché non succedesse niente di grave. Chissà se del fatto che ho pregato sono stati contenti i sacerdoti di Adro; non capisco più niente nemmeno di quelli, perché più che a predicare il Vangelo, mi sembrano impegnati a far politica col sindaco. Ho pregato comunque anche per loro. Una cristiana di Adro.”
—Voci fuori dal coro
Sep 24, 20103 notes
Sep 24, 201067 notes
no, vaffanculo tu.: el-hereje: oneblood: “L’altro giorno mia madre, che è preside, è stata... → novaffanculotu.tumblr.com

el-hereje:

oneblood:

“L’altro giorno mia madre, che è preside, è stata con qualche alunno del suo liceo a Roma all’inaugurazione dell’anno scolastico. Ora, tralasciamo il fatto che durante il discorso della Gelmini passassero delle povere ragazzine di un alberghiero di Roma, in veste di hostess, con l’incarico di ricordare a tutti che alla fine “bisognava applaudire”, come in effetti usa nei paesi centro-asiatici; lasciamo stare queste cose. Quello che davvero mi ha stupito e perfino addolorato è il libretto “I testi della memoria”, sui 150 anni della riunificazione, consegnato con altro materiale ai bambini e ragazzi che erano lì da tutta Italia. Il libretto contiene Statuti, discorsi e altre fonti storiche sui protagonisti del Risorgimento, nonché note storiche; peccato che queste note storiche siano copiate da Wikipedia (sito che è, tra l’altro, anche caratterizzato dalla presenza di neo-borbonici e altri cialtroni del genere, nonché, soprattutto, da una diffusa ignoranza della lingua italiana che è fedelmente riprodotta anche nel librino suddetto). Ora, che un Ministero della Pubblica Istruzione debba affidarsi a Wikipedia per scrivere due noterelle sui personaggi del nostro Risorgimento mi pare una cosa di una gravità tale che non mi va neanche di finire questo discorso. Spero fucilino qualcuno al più presto.”

Sep 24, 201082 notes
Stiamo facendo guerra alla Pace → ilfattoquotidiano.it

krinzoo:

Quando nell’83 mi sono consegnato alla Polizia di Roma dicendo che non avevo intenzione di imparare a sparare e che quindi avessero deciso quel che volevano non avrei mai fatto il militare, stava iniziando (era già iniziato) un cammino faticoso che avrebbe portato a sostituire il servizio di leva con quello volontario. Molti dicevano che ciò non sarebbe stato un passo verso la pace e i fatti lo hanno dimostrato. Sono moltissimi i motivi per cui esiste la guerra sia organizzata che privata e uno dei principali è che la guerra conviene a qualcuno. Ai produttori di armi, a chi non ha argomenti leciti e pacifici per far valere le proprie ragioni (o i propri tronaconti), a chi ha qualcosa di grosso da nascondere. Perché ci sia la pace ci vuole innanzitutto una “cultura della pace“, che parta dalla conoscenza delle nostre pulsioni violente e arrivi a sublimarle attraverso pratiche non belligeranti. Esattamente il contrario della “Guerra nella scuola” che è ciò che il ministro Gelmini e il ministro La Russa vorrebbero. Il protocollo firmato di recente, che invita attraverso la scuola a imparare l’uso delle armi, a formare “pattuglie di studenti” (sic!) che competano in maniera sana, con pistole ad aria compressa e percorsi di sopravvivenza ritenendo in questo modo di “contrastare il bullismo” , è un chiaro intento di portare nelle scuole la “cultura della guerra“. Rimane da chiedersi come mai, in un’epoca in cui i genitori devono procurare la carta igienica per i propri figli e le palestre e gli impianti scolastici per la pratica sportiva, quella vera, sono a livello libico, si riescano a trovare così in fretta i fondi per far partire corsi di guerra truccati da esperienze di condivisione sociale. Il nome dato all’iniziativa “allenati per la vita” la dice lunga su come la nostra classe dirigente intenda la vita. Dopo l’uscita sull’idea di insegnare Mike Bongiorno nelle scuole, giusto per capire come s’intende la cultura in questo Paese e questi corsi paramilitari di mussoliniana memoria, sarebbe il caso che i così detti politici di sinistra e i politici di destra che hanno a cuore il futuro dei propri figli e tutti quelli che dichiarano di credere in un Dio di Pace (che bello dirlo a parole!) facessero di tutto per defenestrare un ministro che sta creando danni che avranno un grosso peso sulle generazioni future.

Natalino Balasso

Sep 24, 201019 notes
The Rat Race » VERGOGNA! → montag.it

pensierispettinati:

L’avvocato Giuseppe Pellegrino, Assessore all’Istruzione del Comune di Chieri ha dichiarato in Consiglio Comunale, secondo la Stampa di oggi, che gli alunni disabili dovrebbero esser estromessi dalla scuola e inviati in comunità: “Questi ragazzi con l’istruzione non hanno nulla a che fare”.

Fate schifo.

Sep 24, 201031 notes
Sep 23, 201032 notes
“Noi, populisti della Linea B, pensiamo cose terra terra. Per esempio, restiamo sorpresi quando ascoltiamo argute discussioni sulle case di Montecarlo e i giornali di Santo Domingo mentre pende sul nostro paese quella classifica di neanche un mese fa, che vede l’Italia penultima nell’Europa a 27 per assistenza alle famiglie.

Noi, populisti della Linea B, abbiamo inarcato il sopracciglio vedendo nelle stazioni della nostra metropolitana l’immagine di Bersani con le maniche arrotolate e lo slogan “Le tasse sono aumentate”. Perchè, ci siamo chiesti, entrare con tutte le scarpe e la camicia nel “frame” altrui? Il problema del nostro paese non è che le tasse sono alte - detta in modo semplice come la diciamo noi - ma che i servizi offerti a chi le paga sono quasi inesistenti. Dati del 21 agosto: a fronte di un versamento annuale di 7.359 euro, il cittadino italiano ne riceve (in quanto a spese di sanità, istruzione e protezione sociale) 8.023. I francesi, che pagano ogni anno 7.438 euro di tasse, vantano una spesa sociale pro-capite di 10.776 euro. Ecco.”
—Demagogia
Sep 23, 20106 notes
I principali quotidiani italiani (e stranieri) in PDF tutte le mattine. gratis. → avaxhome.ws

ze-violet:

:*

grassie!

.

Sep 23, 201065 notes
Play
Sep 23, 201012 notes
Pd: El Pais, partito in coma e senza respiratore → rassegna.it

emmanuelnegro:

vumiss:

“Nonostante l’entusiasmo generato dal ‘si può fare’ veltroniano, la sensazione attuale è che il
Pd, più che un partito riformista di governo, sia una maionese impazzita di ex democristiani ed ex comunisti, che cercano di mantenere i loro privilegi”. E’ quanto scrive nell’edizione di oggi il quotidiano spagnolo El Pais, in un articolo sulla sinistra in Italia intitolato “In coma e senza respiratore”, corredato da una foto di Walter Veltroni.

Il Pd, guidato dal segretario Pierluigi Bersani, “uomo di apparato e senza carisma” è diviso come non mai e “non osa essere di sinistra”, prosegue l’articolo del corrispondente a Roma, Miguel Mora, in una pagina del giornale interamente dedicata alla ‘Crisi della sinistra in Europa’. “I sondaggi mostrano che gli italiani sempre di più identificano il Pd con la vecchia politica e non si fidano. E difficilmente - conclude - il partito raggiunge il 25% delle intenzioni di voto”.


21/09/2010 11:41

.

Vero, ma c’è da aggiungere che gli spagnoli godono non poco, a smerdare l’Italia. Come dire, hanno ragione, ma sono mossi da campanilismo nazionale (o viceversa: sono mossi da campanilismo nazionale, ma hanno ragione). Un po’ di fastidio resta.

Sep 23, 20108 notes
“«L’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica, con insegnanti scelti dal vescovo e pagati dallo stato, per due ore la settimana a partire dai tre anni di età, non è cosa da democrazia liberale». Ad esprimere questo semplice concetto, Roberto Grèndene, coordinatore del circolo dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti di Bologna, che continua: «Ma a questo si aggiungono ulteriori discriminazioni: l’ora alternativa, scelta laica e civile costituzionalmente garantita, viene spesso negata, ostacolata, o tradotta in ripieghi indegni di una scuola moderna.»” —Lettera a tutte le scuole di Bologna per un anno scolastico senza discriminazioni su base religiosa
Sep 22, 201013 notes
Sep 22, 201031 notes
Sep 22, 201023 notes
“Ma che paese è – meglio: che civiltà è, che sistema è – quello in cui un signore prende una liquidazione di 40 milioni di euro? Quante volte questa liquidazione è maggiore di quella di un suo dipendente – se non di un suo esubero, come si ama dire? Quante esistenze deve vivere una persona normale per immaginare questa buonuscita? Quale coesione sociale può avere una comunità che vive con disparità così eclatanti? E fino a che punto sono indispensabili queste differenze macroscopiche a un modello economico sanamente basato sulla competizione? C’è una soglia oltre la quale l’eccesso di disuguaglianza rischia di diventare un boomerang anche per la stabilità del sistema che lo crea? Ed è solo demagogia, solo invidia porsi la domanda, o c’è un problema di redistribuzione del reddito nel capitalismo del nuovo secolo?” —

Milano, abbiamo un problema » Piovono rane - Blog - L’espresso (via tigella)

Attento che il “troll conservatore” è in agguato… ;)

Il problema è intrinseco al capitalismo. Punto.

(via emmanuelnegro)

Punto.

Sep 22, 201017 notes
“Quando i librai indipendenti riceveranno il colpo di grazia, le grandi catene si prenderanno finalmente tutto il piatto. I loro padroni si mangeranno tutto e faranno pure la scarpetta. Non una lacrima da coccodrillo cadrà dai loro occhi. Non piangeranno nemmeno quelli “progressisti”. I “progressisti” (che negli appelli tanto fichi stan sempre dalla “parte ggiusta”, cioè contro di Lui) sono gli stessi che da anni avanzano nelle città come schiacciasassi, uccidendo la “biodiversità” culturale metro quadro dopo metro quadro.” —

Il problema è il Cavallo, ovvero: contro la “legge sul libro”

(ricordiamo a tutti, colleghi e no, che le librerie indipendenti si fanno vivere principalmente andandoci a presentare i libri.
Tutto quello che c’è bisogno di sapere sulla “legge Levi” e sulla mobilitazione si trova in questo blog interamente dedicato all’argomento:
http://leggesulprezzodellibro.wordpress.com/)

Sep 21, 2010
“quando un sabato le ordinarono di portare i ragazzini a far le manovre e gli esercizi militari dei balilla in un campo che era solo una pozzanghera di fango e con roba che veniva giù ghiacciata da un cielo più nero d’un labaro della Decima Mas, la Rossa guardò i suoi piccini, emaciati per la fame a casa, con le ginocchia blu dal freddo dell’inverno e le mani coperte dai geloni, e, fissando dritto negli occhi il Gerarca che le aveva dato l’ordine, rispose: “No, mi i fioi no li porto a ciapar ‘na polmonite par Mussolini! E po’ ‘sto sabo fasista el xé na gran scrovada!”

Così, glielo disse: a brutto muso, tutto d’un fiato, e pure in dialetto.

La deferirono a Roma. Rischiò il confino, la Rossa, da cui la salvò solo l’intervento della sorella maggiore, anche lei fatta studiare maestra dallo zio ricco, ma, di tutt’altra pasta, diventata subito moglie di gerarca fascista e avanguardista della prima ora. Le tolsero per un anno lo stipendio, la spedirono in un posto così in culo al mondo che era sconosciuto persino ai Partigiani, e da cui però la Rossa tornava ogni settimana, in bicicletta, a Venezia, carica di salami e galline e formaggi, perché in città non si trovava da mangiare ma lei per i suoi riusciva a trovarlo sempre e a portarlo fin là.

Non si pentì mai di quella risposta, perché se anche lei amava tutti gli sport, e li praticava tutti, a lei quel sabato passato a dividere i ragazzini in manipoli come tanti piccoli soldati faceva nascere dentro una rabbia che non vi dico, una di quelle rabbie che venivano alla Rossa e che era meglio evitare.”
—La Rossa e il Sabato Fascista. Ovvero, quanto mi manca la mia prozia oggi che bisognerebbe rispondere alla Gelmini
Sep 21, 201012 notes
Usa, non passa in Senato la legge sui soldati gay → giornalettismo.com
Sep 21, 20101 note
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