L’idea era questa: contattare uno ad uno i 44 dissidenti finiani in Parlamento, e chiedere loro una volta per tutte - con molta chiarezza - come si comporteranno di fronte alle future leggi ad personam di Silvio Berlusconi.
Ho avuto la risposta.
August 2010
L’Islam di serie A, l’Islam di serie B
(Banale, ma l’ipocrisia si spreca, quando il fine è i soldi.)

(via autolesionistra)
LucaSofri [reload] (via cornerlist) (via flatguy)
tocca dargli ragione al 100%, tocca.
(via emmanuelnegro)
Tocca, ogni tanto.
Marco Colombo, sindaco di Sesto Calende, Varese
(via)
L’attacco a Eco e l’indulgenza col potere Parte la crociata di Cl contro i moralisti - Repubblica.it
Gad Lerner sul meeting di CL. Da leggere tutto.
(via flatguy)
(via emmanuelnegro)
Su una spiaggia di Civitanova Marche, cinque bambini di 10-11 anni aggrediscono e insultano un venditore ambulante che si era fermato a riposare su una sdraio. Gli adulti non intervengono e assistono divertiti
(ANSA) - ROMA, 24 AGO - E’ nata Rachel Maria, la figlia di Sandro Sechi e del marito Erik Mercer, figlio di pastori protestanti, sposati nel Massachusetts. Un’amica d’infanzia di Erik, Rachel Segall, sposata e madre di 3 figli, si è offerta come madre surrogata ed ha messo a disposizione solo il proprio utero: gli ovuli impiantati sono di un’altra donna. La nascita di Rachel Maria è avvenuta il 14 agosto a Boston.
E questo è il commento dei nostri amici cattolici:
In Massachussets si è verificato quello che da tempo si temeva, una bimba nata da un rapporto di natura gay, con scambio di uteri, e dopo un indecente incrocio. Morale, oggi ha due padri e due madri. Vi sembra bello tutto questo? Signori del blog che inneggiate alla liberalità, che spernacchiate Pontifex, tutto questo vi sembra decente e moralmente giusto, non verso la Chiesa, non verso il Dio che aborrite, non verso il Papa che vorreste vedere via, ma della povera innocente creatura? Abbiate un minimo di coscienza nella risposta. Povera bimba, vittima. Lei vittima e meritevole di compassione. Figlia di una cosa abominevole, disgustosa, assurda. Figlia di un gioco perverso e depravato che dimostra ancora una volta i danni che la omosessualità e la sua legittimazione provocano. Quelli che ora hanno sulla coscienza, sempre che una coscienza la abbiano, devono meditare e piangere. Molti diranno: ma sono felici. Loro, forse sì. Ora bisognerebbe chiederlo a quella povera figlia. Una vergogna, si dica chiaramente e si corra ai ripari contro questa aberrazione dei tempi, questa lebbra che è la pratica omosessuale e la sua esaltazione.” —(via Metilparaben) (Gli amici cattolici sono quelli di Ponifex, il link non lo metto, l’anacoluto sì.)
Se gradite un massaggio al morale, scordatevi leggi ad personam e cognati a Montecarlo. Date piuttosto un’occhiata alla rassegna-stampa di ieri: «Egregio ministro dell’Interno, quando lasciai il mio posto a Milano fui messo in disponibilità con metà dello stipendio. Ebbene, trovo di poterne fare a meno. Considerando che già ricevo dallo Stato la cifra di… come direttore della Galleria, mi pare doveroso, nelle attuali condizioni delle finanze, rinunciare a quell’altra somma». E allora?, direte voi. Si tratterà di un miliardario o di un eccentrico. Il vero dramma di questo Paese non è solo lo spreco di denaro pubblico, ma la tragica incompetenza di chi è chiamato a gestirlo. Giusto, eccovi serviti, sempre dalla rassegna-stampa di ieri: «Signor ministro, Ella mi ha comunicato un decreto che mi nomina direttore del ministero dei Lavori Pubblici. La ringrazio dell’onore che mi ha voluto fare, ma non ho le cognizioni tecniche necessarie a un direttore dei Lavori Pubblici e non potrei, senza danno pubblico e senza rimprovero della mia coscienza, togliermi un carico maggiore delle mie forze. La prego perciò di accettare la mia rinuncia». Siete rimasti colpiti, vero? Anch’io, accidenti. Ho confuso le buste e, anziché quella con la rassegna stampa, ho aperto quella coi ritagli della storia d’Italia che sto scrivendo in ultima pagina con Fruttero. La prima lettera era di Massimo D’Azeglio, Torino 1861, la seconda di Luigi Settembrini, Napoli 1860. Chiedo scusa ai politici contemporanei per averli confusi con quegli improvvidi antenati.
Massimo Gramellini
noi siamo diversi tra pianerottolo e ottavo piano. e alla riunione di condominio il sogno dell’italiano medio è il cpt per quella del quarto, che quando cucina il cavolo appesta tutta la scala, e il rimpatrio forzato per quello del sesto, che lascia sempre la porta dell’ascensore aperta.” —
rael is mozo, mozo is real: non capisco la polenta terrona
(via cornerlist)
Esattamente
(via ze-violet)
I vigili hanno l’ordine di girare in bicicletta per inquinare meno, e gli scuolabus sono alimentati dal biodiesel derivato dall’olio che usano le nonne dei bimbi per friggere in cucina.
Grazie all’ecoeuro, una moneta coniata dal Consiglio comunale dei ragazzi, le famiglie virtuose della comunità acquistano prodotti sfusi senza imballaggi, consumano prodotti locali e di stagione, si scambiano beni e saperi.
La banca che fa affari d’oro si chiama “Banca del racconto”, e gli operatori attivano quelli che chiamano focolari narrativi per non disperdere col tempo l’enorme patrimonio di storia e memoria che portiamo ognuno dentro al nostro percorso di vita.
Da un anno il comune si è convinto che il porta a porta non si fa solo in televisione, ma anche in oltre millecinquecento comuni italiani nella gestione dei rifiuti: le cifre di raccolta differenziata sono schizzate all’85%, e già il 20% delle circa 1.500 famiglie ha acquistato una compostiera domestica.
Non contenti, gli amministratori ne hanno creata una di comunità, più grande, dove ogni cittadino può portare scarti alimentari che nel giro di qualche mese si trasformeranno in ottimo fertilizzante per gli orti urbani del paese.
Grazie alla fontana pubblica che eroga l’acqua del sindaco, la comunità ha eliminato l’uso (e il trasporto) di circa 200.000 bottigliette da mezzo litro in PET, per non parlare della montagna di flaconi e contenitori vari messi al bando grazie alla vendita di prodotti alla spina (detersivi, alimentari, ecc.).
Grazie alle modifiche introdotte nel regolamento edilizio, le case possono essere costruite o ristrutturate a patto che seguano specifiche prescrizione per il risparmio e l’efficienza energetica, e per dare il buon esempio una volta tanto i primi a far qualcosa sono stati proprio gli amministratori, installando impianti fotovoltaici sul tetto del municipio e su quello della scuola.
Grazie ad una sorta di gruppo di acquisto comunale, i cittadini hanno la possibilità di accedere ad informazioni, consulenze e supporto per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.
A fare la spesa i cittadini vanno con una sporta riutilizzabile e periodicamente l’amministrazione organizza i mercatini del riuso, dove libri, giocattoli, mobili, vestiti, biciclette, …, tornano a prendere vita nella vita di altre persone e dove il dono e lo scambio sono la moneta vigente.
Da anni sono attivi percorsi di cooperazione decentrata con la Repubblica Democratica del Congo, grazie alla collaborazione del Comune con diverse realtà associative, e l’amministrazione (oltre a far parte dall’inizio dell’anno dell’Associazione dei Comuni Virtuosi) è tra le promotrici delCoordinamento degli Enti locali per l’Acqua Pubblica.
Il Sindaco si chiama Bengasi Battisti, e quando lo guardi negli occhi vedi un sacco di cose tutte insieme: futuro, progetti, buonsenso, entusiasmo, serietà, trasparenza.
Amministra il Comune di Corchiano, comunità di circa 4.000 abitanti in provincia di Viterbo. Che non è sulla Luna, ma in quest’Italia apparentemente impantanata in una melma di immobilismo e inefficienza che travolge ogni cosa, a partire dalle istituzioni.
Vorrei dire a tutti i sindaci italiani (ce ne sono 8.101) che dovremmo tutti quanti prendere esempio dal Comune di Corchiano. Organizzare viaggi di istruzione sul posto, prendere carta e penna e copiare le tante buone idee e altrettante sperimentazioni che questo piccolo comune ha messo in campo da qualche anno.
Vorrei dire anche ai tanti scettici e pessimisti che è proprio a partire da questi esempi che possiamo dire, oggi più che mai, che è possibile cambiare perché stiamo già cambiando.
Che si può fare politica con onestà e spirito di servizio, che si può entrare nelle istituzioni e governarle con rispetto e buon senso, efficienza e fantasia.
Grazie dunque a Corchiano, al suo sindaco, alla sua classe dirigente per una volta all’altezza, ai cittadini della sua comunità.
(via)
Foto Coppie gay, i Valdesi con il triangolo rosa - 1 di 9 - Torino - Repubblica.it
Tutto il mio rispetto per i Valdesi.
E anche il mio 8x1000.
(via flatguy)
(via emmanuelnegro)
Gli operai alla Fiat: «Non resteremo a casa» - Economia - l’Unità.it
no ma tranquilli va tutto bene :)
(via el-hereje)
(via ze-violet)
sarebbe più interessante se si presentassero ai cancelli con l’intera Brigata Garibaldi e qualche obice.
(una brigata partigiana zombi: ora che ci penso, ma che figata sarebbe?)
(via emmanuelnegro)
[…] i clienti che alimentano questo abominevole mercato di schiave strafottendosene allegramente del modo infernale in cui funziona sono colpevoli quanto i rivoltanti individui che lo organizzano.” —Né più né meno
«Il cinema italiano, mi chiedi. Bè, è una merda, ma questo è sotto gli occhi di tutti. Un film basta guardare come inizia per capire che non funziona. In Italia [estrae un foglio dalla tasca, ndr], dati alla mano, l’82% dei film degli ultimi cinque anni comincia con un cellullare che squilla o una sveglia che suona, poi si accendono le luci e a letto c’è una coppia, e tu sai già che quella coppia è in crisi, lo vedi dalle facce, dall’arredamento della casa. Il 25% di questi film prevede l’invio di almeno 8 SMS, il 55% sta tra i 3 e i 7 SMS, il 20% restante sta sotto i 3. Un’altra statistica interessante è il minutaggio delle copulazioni: il 64% dei film presenta almeno una sequenza di due minuti di sesso continuativo, si vedono tette e fiche ma non si vedono cazzi. Non l’ho mai capita sta cosa dei cazzi che non si vedono. Perché? Sai quanti cazzi in camera conta il cinema italiano? [estrae un piccolo quadernino dalla tasa della giacca, ndr] Quattro. Quattro cazzi in ottant’anni di storia del cinema. Una vergogna. Ma la statistica più interessante è questa: la presenza di Battiston, che poi sarei io, nel cinema italiano degli ultimi anni. Contando le parti da protagonista, da coprotagonista e da personaggio secondario il 67% del cinema che sforna questo paese di merda conta me nel cast. Ses-san-ta-set-te-per-cen-to! E sai perché? Perché sono bravo? No. Perché sono grasso. Perché sono ciccione e faccio ridere. E siccome il cinema italiano è una palla mostruosa c’è bisogno di uno come me, che faccia dire al più acerrimo dei critici frasi come “il film era scandaloso, ma Battiston infila un paio di battute formidabili. Resistergli è impossibile.” Così mi vogliono coglione, nerd, impacciato, isterico. Io invece nella vita sono un cagacazzi insopportabile, sono serio, impettito, sicuro di me. Non va bene, non va bene per niente… Poi chi me lo paga lo psicoterapeuta, Mazzacurati? Soldini? Io voglio tornare a vivere a Udine, dalla mamma. Voglio continuare a litigare coi Furlan, i miei vicini, per colpa di Dredd, il cocker che mi piscia sui nani da giardino e che io puntualmente impallino con una pistola caricata a sale. Voglio essere libero di fare lo stronzo quanto mi pare e piace. Ma quelli che ho citato solo dati, in fondo, capirai cosa ce ne frega [brucia le carte e per spegnerle ci urina sopra, ndr]. La verità è che il cinema italiano è bloccato, fermo, provinciale. E poi mi continuano a scambiare per Adinolfi.»” —
maciste: Batti-golpe (trovato grazie a Violetta Bellocchio)
- giustifica e sostiene consapevolmente le proprie scelte di vita, personali e professionali, anche in relazione con gli insegnamenti di Gesù Cristo;
- riconosce nel Concilio ecumenico Vaticano II un evento importante nella vita della Chiesa contemporanea e sa descriverne le principali scelte operate, alla luce anche del recente magistero pontificio;
- discute dal punto di vista etico potenzialità e rischi delle nuove tecnologie;
- sa confrontarsi con la dimensione della multiculturalità anche in chiave religiosa;
- fonda le scelte religiose sulla base delle motivazioni intrinseche e della libertà responsabile.” —
Indicazioni sperimentali per l’insegnamento della religione cattolica nel secondo ciclo di istruzione: Obiettivi specifici di apprendimento per il V anno.
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Roma, 3 Agosto 2010
(via minimumcredula)
emmanuelnegro: paz83: vivenda:
Centri storici abbandonati, strade invase dalle macerie, 30 mila ancora sfollati, 15 mila senza lavoro. Nuovi alloggi già deteriorati. Viaggio nei luoghi martoriati dal terremoto. Sedici mesi dopo le scosse.
(19 agosto 2010)
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(foto di Fabrizio Gatti)
Qualcuno ha chiamato per nostalgia il numero della sua casa pericolante. E un bel giorno ha sentito rispondere. “Chi parla?”. “Chi parla? Ma chi sei tu?”. Quello dell’Aquila è stato il primo grande disastro italiano nell’era della comunicazione. E la comunicazione non può aspettare. È per questo che Telecom, secondo quanto è stato detto ad alcuni sfollati dallo sportello clienti, sta assegnando ad altri i numeri dei contratti sospesi dopo il terremoto.
Comincia così l’oblio. Ti cancellano dall’elenco telefonico. Non dalle bollette di abbonamenti tv, luce, gas che continuano ad arrivare. Almeno in città c’è il popolo delle carriole a tenere vivo il ricordo su cosa non è stato fatto. Ma nei paesi della provincia come Sant’Eusanio Forconese, Castelnuovo, Poggio Picenze i centri storici sono giorno dopo giorno sempre più estranei. Sempre più lontani dalla quotidianità. Immagini spettrali di un mondo ora rinchiuso dentro le facciate di legno pressato delle new town. Ci siamo giocati anche la seconda estate per avviare i lavori. Tra un mese in Abruzzo arriveranno il freddo e il maltempo. Se ne riparla dopo il prossimo inverno. E nessuno può ancora prevedere quando torneranno abitabili quei comuni: il 2015, il 2030, mai?
Lo show ha funzionato. Hanno dato appartamenti dignitosi e casette di legno a 18 mila persone e, a guardarle dal resto dell’Italia, sembra che tutti abbiano avuto un tetto. Invece il grosso resta ancora da fare. Rimuovere le macerie, avviare la ricostruzione vera nei centri storici, i più colpiti. E soprattutto riportare in città quanti si trovano nelle stesse condizioni di sedici mesi fa: 15 mila senza lavoro e 30 mila sfollati di cui 3.500 ospitati ancora negli alberghi sulla costa adriatica, secondo i dati calcolati a inizio agosto dal Comune dell’Aquila. Da quando il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha passato i poteri di commissario delegato al presidente della Regione, Gianni Chiodi, i cittadini abruzzesi sperimentano ogni giorno cosa significhi il motto stampato sullo stemma del capoluogo: “Immota manet” c’è scritto, resta ferma. E infatti nei centri storici dei paesi non si muove nulla. Scavalcate le transenne che sbarrano le strade ci si ritrova a camminare su macerie e pezzi d’arredamento calcificati. Si fatica a capire dove finivano le case e cominciavano le vie. Erbacce e rovi ricoprono di verde e fiori selvatici la distruzione. Uno specchio rotto appeso alla parete. Un triciclo schiacciato dalle pietre. La culla di un bimbo. Lo scricchiolio di una persiana sbattuta dal vento. Si sale e si scende tra cumuli e voragini. Un odore umido di cantina e sabbia bagnata si diffonde dalle finestre senza vetri. A Poggio Picenze la foto di quella notte è immortalata nei panni stesi ad asciugare al balcone di una casa che non c’è più. Un lavandino continua a gocciolare. Il lampione stradale ti guarda dal basso, piegato in due, spento per sempre un anno e quattro mesi fa.
I nomi delle piazze li leggi sulle targhe ad altezza di polpacci. Decine di facciate sono pronte a crollare. Come a Sant’Eusanio, paese di Mimmo Srour, 62 anni, titolare a L’Aquila di uno studio di ingegneria civile, messo a capo all’assessorato provinciale alla Ricostruzione inventato per l’occasione dalla giunta di centrodestra. L’assessore Srour prima del disastro stava con il centrosinistra. Ora è accusato dal Pd locale di essere il responsabile della sconfitta della presidente uscente, Stefania Pezzopane. Il terremoto non sbriciola soltanto il cemento. E poi c’è il peso prevedibile del prossimo inverno, il secondo. La neve, il ghiaccio, le infiltrazioni d’acqua. Senza lavori di consolidamento, anche le case soltanto danneggiate stanno via via cadendo. Il centro di Sant’Eusanio è fermo all’alba del 6 aprile 2009: a parte le erbacce e i cespugli di lavanda, lo scenario è lo stesso di quando la prima luce del giorno mostrò ai sopravvissuti cosa era rimasto. Hanno puntellato solo la chiesa e, per proteggere gli operai, gli edifici della piazza. Nel farlo, si sono lasciati prendere la mano. Hanno montato tralicci e puntelli a ridosso della canonica. Senza considerare che andava demolita. La canonica ora non c’è più e l’immenso castello di metallo è rimasto lì a sostenere l’aria tersa di fine estate. Uno spreco: un tubo zincato venduto in esclusiva dalle Acciaierie Marcegaglia costa 3,40 euro al metro, i giunti cardanici 1,98. Puntellare una villa può valere 60 mila euro. Un palazzo 500 mila. Sempre soldi pubblici.
[Fabrizio Gatti]
… l’allora direttore generale della Sip era un iscritto alla P2, Michele Principe. La Sip può essere annoverata tra gli altri apparati che hanno di proposito dimostrato inefficienza, anche se in grado di operare efficacemente. A condurre l’operazione al centralino della Sip fu il commissario Antonio Esposito (iscritto alla P2) …
Sono bastati giusto un paio di giorni, pure meno del previsto, e Repubblica già entra di slancio nella corsa al panico generale con un titolo del tutto tranquillizzante come “Allarme per il superbatterio invincibile”. Ciliegina sulla torta: l’ormai immancabile galleria fotografica - no, seriously, hanno messo una photogallery con “i dieci batteri più resistenti”.
Tasse. Welfare. Edilizia. Alitalia. Aiuti alle imprese. Un economista ha letto dalla prima all’ultima riga il libretto che Berlusconi farà distribuire in autunno. E ha confrontato la propaganda con la realtà dei fatti.
Caro Signor Rossellini,
ho visto i suoi film Roma città aperta e Paisà e li ho apprezzati moltissimo. Se ha bisogno di un’attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, non si fa quasi capire in francese, e in italiano sa dire solo ‘ti amo’, sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei.
Ingrid Bergman
” —1948, lettera di Ingrid Bergman a Roberto Rossellini (via porgyandjazz) (via bidonica) (via kaw)Clamoroso in un ospedale americano: Ron Sveden, dopo mesi di tosse, arriva al pronto soccorso sicuro di avere un cancro. E invece ha una pianta di piselli grossa quasi cinque centimetri. (Lolwut)