June 2010
È figlio del doppiatore Aleardo Ward, nipote dello storico doppiatore Carlo Romano e fratello dei doppiatori Monica Ward, storica doppiatrice di Lisa Simpson, e Andrea Ward, doppiatore di Goku nei film della serie animata Dragonball, e Rat-Man, nella serie animata omonima.
È padre della doppiatrice Guendalina Ward, avuta dalla doppiatrice Claudia Razzi, sua ex moglie, dalla quale si è separato dopo 25 anni di matrimonio. Nel 2007 è diventato padre di Lupo e di Luna nel 2009, avuti dalla nuova compagna, l’attrice Giada Desideri.” —Il nostro viaggio nel cinema italiano/10: Animanera di Raffaele Verzillo
“Forma di socialismo radicale che ebbe molto seguito tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, il cui programma era di abbattere la società esistente e la sua economia mediante scioperi generali che le ponessero entrambe nelle mani dei sindacati dei lavoratori. Il sindacalismo si poneva come antagonista nei confronti della proprietà governativa dei mezzi di produzione e di distribuzione e di tutte le forme di potere statale e auspicava la creazione di una confederazione dei vari sindacati autonomi, che realizzasse il benessere di tutti i cittadini”.
Alla fine del lemma, si può leggere: vedi Anarchia.
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Di converso, nelle quattro pagine che l’Enciclopedia Europea Garzanti, si possono leggere queste parole come cappello ai vari capitoli della voce sindacato:
“Associazione dei lavoratori costituita per tuteleare gli interessi di categoria. Con lo stesso termine, ma meno comunemente, si indica l’associazione dei datori di lavoro”.
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Il sempre presente vocabolario Devoto Oli recita: “Associazione di lavoratori (o di datori di lavoro) costituita per la tutela degli interessi collettivi, organizzata in strutture funzionali e in organismi rappresentativi”. Come esempio cita s. dei ferrovieri, degli insegnanti, ecc.
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Il comportamento della FIOM, applicato alle tre definizioni, la prima accademica mirata allo studio, non si può definire meno che corretto. Ma forse la Fiat, il Governo e le altre sigle, che hanno il coraggio di definirsi sindacati, che si sono subito prostrate a firmare preferiscono questa: “Nei regimi comunisti il sindacato fu in genere un’istituzione piuttosto debole e dipendente dal principale datore di lavoro: lo stato. Era, infatti, lo stato stesso a difendere apparentemente gli interessi dei lavoratori. La mancanza d’indipendenza del sindacato potrebbe, tuttavia, averlo trasformato nell’anello debole della catena che fece crollare il sistema comunista.”
Questa analisi non è tratta, come si potrebbe pensare, da un libro scritto da un eminente esponente della dotta e ricca comunità di intellettuali di destra. E’ l’onesta opinione riportata nel Dizionario del Comunismo nel XX secolo a cura di Silvio Pons e Robert Service.” —Sindacato? Democrazia?
(Andate a leggervelo tutto, pelandroni ;) .)
(Approfitto per segnalare questa iniziativa di Città del Capo – Radio Metropolitana: Ustica 30 anni dopo: chi sa parli)
Al convegno romano è infine pervenuto anche un messaggio del capo del governo, Silvio Berlusconi. Secondo quanto riporta Apcom, il premier ha ricordato il proprio “sconcerto” per la “inaccettabile” sentenza emanata a novembre dalla Corte di Strasburgo: “sono tutto convinto che, in Europa, non possiamo non dirci cristiani”.
A sostegno del ricorso italiano contro la sentenza che, si ricorda, ha fatto seguito a un ricorso promosso da una socia UAAR e sostenuto dall’associazione, si sono espressi, nelle scorse settimane, anche altri dieci stati europei, la Chiesa ortodossa e il Partito Democratico.” —Napolitano, Berlusconi, Bagnasco, Bertone, tutti insieme contro la Corte di Strasburgo
I cittadini aquilani lanciano pomodori a Minzolini: Pioggia di verdura di varia natura in direzione della rai di viale Mazzini. “Non ci sentiamo più rappresentati da questa televisione pubblica”
Agli evasori sono bastati appena 5 mesi per eludere agli occhi del Fisco ben 22 miliardi di euro, ossia quasi quanto il governo si appresta a tagliare e a ricavare con tasse e balzelli dalle tasche degli italiani nei prossimi due anni.
(Mussolini)
Proporre il berlusconismo, una conquista del Paese che vogliamo difendere non solo all’interno del Pdl ma anche in un ambito culturale in cui vige l’egemonia della sinistra, che pensa che il centrodestra sia privo di identità culturale.
(Gelmini)” —(via aitan) (via cutulisci) (via viaelle) (via coqbaroque) (via johnjoejosh) (via emmanuelnegro)
L’Italia è piena di problemi, anzi: l’Italia è piena di gente che crea problemi, perché, ad essere onesti, i problemi dell’Italia non sono il bradisismo o l’eccesso di fulmini o le grandi invasioni di orsi in Sicilia. I problemi dell’Italia sono causati da persone fisiche, e il più delle volte anche giuridiche, e dunque si risolvono eliminando le persone che li creano, i suddetti problemi.
Questo primo capoverso è perciò riassumibile in un più conciso: è ora di ricominciare a fucilare. Ad esempio si dovrebbe fucilare chi in macchina è troppo indaffarato o troppo in ritardo per fermarsi quando attraversa la strada un riccio o un gatto; si dovrebbero fucilare persone così un po’ per far loro un piacere, ché non avranno più fretta, e un po’ perché abituarsi a versare sangue e fregarsene è un inizio che non si sa dove può portare. Poi bisognerebbe fucilare, per restare all’ambito automobilisti, quelli che non frenano sulle strisce pedonali, sempre per permettere loro di risolvere il grave problema di fretta che evidentemente li affligge.
Sono buoni da fucilare anche quelli che “eh, la politica fa tutta schifo uguale, da destra a sinistra”, però, chissà perché, votano sempre gli schifosi di una parte sola; ha molto senso fucilare, poi, i politici che forniscono prove o alibi alla categoria appena nominata. E sono da fucilare i moralizzatori della politica, variamente colorati, che vedono il male solo fuori da sé; sono da fucilare i comici, più o meno involontari, che vogliono insegnare la serietà e l’arte di governare, ma hanno problemi a imparare la coerenza e l’onestà intellettuale.
Un’altra cosa perfettamente sensata, a mio modo di vedere, sarebbe fucilare gli amministratori che svendono il territorio, gli speculatori che costruiscono, gli abusivi che aspettano i condoni; questi però andrebbero tutti fucilati alla schiena, per alto tradimento, visto che nulla è più sacro della propria terra. Bisognerebbe fucilare tutti quelli che alla terra non vogliono bene, quelli che ne ridono; poi fucilare tutti i detentori allegri e placidi di un placido e allegro conflitto d’interessi, dal più piccolo al più grande, perché la differenza, quando si parla di morale, non può essere nelle dimensioni.
Tutti coloro che bloccano i propri collaboratori più meritevoli, quelli che nel settore pubblico, nelle università, nelle amministrazioni, assumono per interesse o per raccomandazione, sono allo stesso da fucilare, e qui sfido chiunque a dissentire da me. Se poi questi stessi fucilandi parlano di meritocrazia – e capita che ne parlino – prima si allestisce una finta fucilazione, ché si impauriscano ed abbiano i capelli bianchi di terrore, poi, nel mezzo del loro sollievo, li si porta di nuovo al muro, e stavolta si spara.
Qualcuno, a suo tempo, ha parlato di una pietra al collo e un tuffo in mare per chi fa dei bambini vittime della propria arroganza e del proprio potere; io mi accontenterei di fucilare anche loro. E, sempre lì intorno, anche quelli che mischiano spiritualità e affari, beatitudine di là e lottizzazione di qua, è buona regola fucilare anche loro.
Altri meritevoli di fucilazione, tra i tanti, sono coloro che hanno responsabilità e possibilità di governo e, mentre parlano di identità, difesa delle tradizioni, cultura e orgoglio nazionale, lasciano che la Nazione muoia per incultura, per cemento, per frustrazione dei suoi figli migliori, per impossibilità di mettere al mondo dei bambini ché divengano poi il futuro di questa nazione.
Ma c’è tanta di quella gente da fucilare che forse, e dico forse, si farà prima ad aspettare che finiscano questo disastro, e poi ripartire con chi resta, chi ancora vuol bene alle rovine e prova a rimettere a posto le cose. La prospettiva, purtroppo, è quella che è; ma si sta, si aspetta, e in parte si spera.
P.S. Leggevo ieri che alcuni “Giovani Democratici”, gente che dovrebbe stare dalla mia parte della barricata, si sono lamentati col segretario del PD Bersani, sostenendo a gran voce la necessità di rinunciare al “compagni e compagne” e alle Feste dell’Unità, giudicando questo bagaglio come estraneo a loro e al “nuovo centrosinistra”. Ecco, a questi cui non piacciono le Feste dell’Unità, presumo perché non piacciono loro le persone, io a questi li bastonerei con dei salami stagionati. Ma tanto, tanto, finché i segni dolorosi dei lardelli che rompono le ossa non avranno loro insegnato a essere coerenti e intelligenti.
” —Un programma chiaro : Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni (via fastlive)
grande tamas.
(via emmanuelnegro)
Il ministro dell’Istruzione ha intenzione di promuovere il berlusconismo nelle scuole e nella cultura. (Per insegnare cosa si deve fare per diventare ministri…)
Una guardia giurata di un centro commerciale è stata denunciata perché avrebbe allontantato da un ristorante del centro una bambina autistica che stava pranzando con la propria educatrice, perché “non gradita” agli altri clienti. Il presidente dell’associazione dei familiari di bambini autistici ha denunciato l’accaduto alle autorità.
Masaray è un calciatore di vent’anni, con la pelle nera. Non gioca come Balotelli nell’Inter, ma nel campionato di Promozione, con la Pontirolese. Con tutti i suoi compagni, e con il suo allenatore, voleva festeggiare la salvezza ottenuta insperatamente.
Ma la serata non è stata propriamente felice per Masaray. Arrivati all’ingresso del locale SMALTO di Curno, in provincia di Bergamo, tutti i ragazzi della squadra sono entrati. Tutti, meno Masaray, a cui è stato detto che la sua t-shirt non era consona al locale.
L’allenatore non si è perso d’animo, è tornato a casa e ha preso una costosa polo di marca. Ma ancora una volta secondo i buttafuori la maglietta non era all’altezza.
Racconta l’allenatore:
“All’ingresso ci è stato detto che Dauda non poteva ancora entrare. Ho cercato di spiegare con calma la situazione, gli altri giocatori erano già nella discoteca e volevamo festeggiare tutti insieme. Ho capito subito che il motivo di questa resistenza non era la maglietta, ma qualcos’altro. L’assurdo è che facevano entrare me con la Lacoste e non lui con una polo molto più costosa della mia”.
Nonostante le proteste dell’allenatore, sempre comunque garbate, il buttafuori all’ingresso ha deciso di non farli passare. “Ci è stato detto che ormai era troppo tardi, non poteva entrare più nessuno. Irritati, ce ne siamo andati tutti da un’altra parte”. Prima però il tecnico ha voluto verificare che effettivamente nella discoteca non entrasse più nessuno. “Avevo l’auto proprio fuori dal locale. Ci siamo messi in macchina e quando stavamo per andarcene abbiamo visto che il buttafuori lasciava passare tranquillamente tutti, senza fare storie. Non importava cosa avessero addosso: camicia, maglietta. Siamo rimasti senza parole”.
Al ritorno Masaray ha voluto scusarsi con l’allenatore. “Aveva i lacrimoni agli occhi. Mi ha chiesto se ero arrabbiato con lui. L’ho tranquillizzato. Provavo solo rabbia e delusione per quello che era successo”.
Detenuto per 3 mesi nel carcere di San Vittore, fu uno dei pochissimi inquisiti di Mani pulite a ricevere solidarietà dall’ambiente esterno: lo rivelò il suo datore di lavoro Silvio Berlusconi raccontando che “quando il nostro collaboratore Brancher era a San Vittore, io e Confalonieri giravamo…
L’Aquila, il giorno della rabbia In 5000 bloccano l’autostrada A24 - Repubblica.it
Forza aquilani. Smettete di farvi prendere in giro e fatevi sentire, cazzo.
(via flatguy)
(via seia)
Berlusconi: “Siamo tutti spiati” poi apre alle modifiche del ddl - Repubblica.it
Sei un falso buffone.
E la dimostrazione sta nel fatto che hai basato la tua ultima campagna elettorale sul concetto di sicurezza: ronde, poliziotto di quartiere, telecamere, body scanner. E poi ti lamenti delle le intercettazioni.
Lo fai solo per l’interesse tuo e dei tuoi amici, ormai non riesci a nasconderlo più tanto bene.
Sei solo un mentecatto disperato. Se la democrazia in Italia sta messa così male è solo grazie a te. E se i nostri padri costituenti, come dici tu, la Costituzione l’hanno scritta per evitare un’altra dittatura allora vuol dire che avevano visto giusto.
(via flatguy)
(via emmanuelnegro)
Siamo la generazione finale di questa storia.
Siamo senza presente, spesso senza lavoro, senza contratti, senza diritti, senza garanzie, siamo quelli che non avranno una casa di proprietà, che non avranno dei figli e una famiglia, speriamo di poter abbandonare la barca un minuto prima che affondi: gli aspiranti migranti senza risparmi, i camerieri laureati di questa società. Siamo quelli che non decidono e mai decideranno, eterni stagisti che vivono immersi fino al collo nel fango della crisi, quelli che producono “a gratis” e dovrebbero “pagare per l’opportunità che ci è stata data”. La generazione che ha imparato a riconoscere ogni singolo muscolo che si attiva durante le alzate di spalle e dei conseguenti ipocriti “ci dispiace”.
Quotidianamente avvelenati dai pesticidi e dall’inquinamento delle fabbriche dei nostri padri e dei nostri nonni, viviamo nelle case da loro costruite che crollano sotto il nostro culo mentre dormiamo. Un mucchio di senza Dio che non crede nella politica e che non ha una politica in cui si riconosce, i non rivoluzionari, eternamente costretti alla fuga per sopravvivere. Quelli delle prestazioni occasionali, delle rate e dei finanziamenti da strozzinaggio.
Nati per pagare il conto dopo la frutta, quando tutti sono già andati via con la pancia piena. Siamo gli anti eroi che hanno messo una bella pietra sopra i sogni e riescono, nonostante ciò, a trovare ancora motivi per continuera a vivere in questo paese.
” —Un upp Solo per ricordare a me stesso che un anno fa avevo ancora voglia di lottare per rimanere a vivere in questo paese. v. (via solodascavare) (via fastlive) (via emmanuelnegro)In un partito si può esprimere liberamente e senza alcuna censura il proprio pensiero, salvo rispettare nel voto le decisioni assunte democraticamente negli organismi dirigenti.
Costituzione della Repubblica Italiana, articolo 67:
Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.” —Già che ci siete, abrogate pure questo
ci sono delle persone che per lavoro mi fanno fare delle cose che mi devo mettere lì fargli due conti e poi dargli consigli. e mentre che faccio i conti capita di vedere il costo del lavoro in giringiro, ché si esternalizza e si delocalizza.
ed allora io lo avevo notato che per dei lavori la forbice fra, chessò, l’india e catania si stringeva. colla stessa cifra ridicola potevi sceglierti un indiano trilingue scolarizzato o un catanese a malapena bilingue colla licenza media [non è un pregiudizio mio, ci sono dei listini fatti così che dicono così].
ecco. ieri una azienda rumena mi ha chiesto quanto risparmia se sposta il collsenter dall’asia a catania ché vendo mutande in veneto chemmifrega delle lingue? quella una cosa deve fare, rispondere al telefono e chiedere la taglia.
a questo punto forse vi è sfuggito l’essenziale. ha chiesto quanto risparmio?
e vi garantisco che risparmia.
” —[c]* - di cristiano valli - meidinitali (via fastlive) (via emmanuelnegro)DOMANDA 1: Come si può definire un governo che accetta accordi anticostituzionali tra aziende e lavoratori?
1) Golpista
2) Eversivo
3) Illegittimo
4) Illegale
5) Fascista
6) Totalitario
7) Abusivo
DOMANDA 2: Come si può definire una azienda che viola le leggi sul lavoro, i principi della Costituzione Repubblicana, i diritti stabiliti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e utilizza il suo potere per sovvertire l’ordinamento giuridico e introdurre lo schiavismo con l’aiuto di un capo di governo che ha militato in una organizzazione massonica illegale?
1) Associazione a delinquere
2) Organizzazione sovversiva
3) Gang criminale
4) Mafia legalizzata
5) Gruppo terrorista
6) Azienda schiavista
7) Antistato
DOMANDA 3: Cosa sarebbe successo nell‘“autunno caldo” del 1969 se fosse stato varato un accordo simile?
1) Sciopero generale a oltranza con mobilitazione massiccia dei sindacati
2) Crisi di governo con elezioni anticipate
3) Barricate nelle piazze
4) Scontri nelle strade e repressione armata
5) Occupazione totale delle università
6) Assemblee permanenti nelle fabbriche
7) Tutti i punti dall’1 al 6
DOMANDA 4: Perché oggi non succede niente?
1) Non lo so e non mi interessa
2) La crisi globale
3) L’11 settembre
4) Il tramonto delle ideologie
5) Il riflusso
6) Il bipolarismo
7) Niente di tutto questo
DOMANDA 5: E mò che si fa?
1) Ci penserò dopo i mondiali
2) Boicottiamo la Fiat e non compriamo più nulla
3) Rivolta nonviolenta alla Gandhi: organizziamo gruppi clandestini di resistenza non armata
4) Rivolta violenta 1: Uccidiamo Berlusconi, così scopriremo che il problema non è lui
5) Rivolta violenta 2: Uccidiamo i boiardi del PD, così scopriremo che la soluzione non erano loro
6) Si salvi chi può 1: Emigrazione di massa in Svizzera, con richiesta di asilo politico
7) Si salvi chi può 2: formiamo un gruppo di intellettuali ribelli che cavalchi il dissenso per diventare classe dirigente tra 20 anni e mangiarsi gli avanzi dei sessantottini