December 2010
“Nessuna lesa autonomia del direttore, nessun trionfo della gerontocrazia, nessun baronato, nessuna inamovibilità del conduttore”. Inizia così la lettera della Ferrario ai colleghi. “L’ordinanza con la quale sono stata reintegrata nei ruoli che svolgevo al Tg1 prima della mia brutale rimozione, ha semplicemente stabilito che non posso stare senza lavorare e che mi devono essere assegnate mansioni adeguate alle mia professionalità di cui la conduzione è una componente molto importante. In un anno e mezzo di direzione Minzolini”, continua la lettera, “la Rai non ha potuto mostrare al giudice alcun documento che provasse il mio utilizzo, nessuna trasferta tranne quella ordinatami in fretta e furia a novembre quando la direzione - solo dopo essere venuta a conoscenza della mia causa e dell’udienza fissata per il 26 novembre scorso - mi ha chiesto di sostituire per 15 giorni il corrispondente di New York. Per dimostrare la mia totale disponibilità sono partita chiedendo al giudice un rinvio dell’udienza, che avevo atteso con ansia. Il foglio di viaggio a New York è stato l’unico documento esibito come prova del mio utilizzo in un anno e mezzo. Un po’ poco e anche un po’ troppo costoso visto che sono regolarmente pagata tutti i mesi. Il giudice”, continua la Ferrario, “ha deciso che non posso stare dietro una scrivania senza fare niente. Devo lavorare e poiché dopo la rimozione dai ruoli che ricoprivo al Tg1 non mi è stata fatta alcuna proposta seria equivalente, e proprio perché i giudici non possono stabilire gli organigrammi né gli incarichi, per il momento devo tornare a svolgere quello che facevo, in attesa che la Rai mi proponga un nuovo ruolo equivalente. Chi parla di inamovibilità è in malafede”.”
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La Ferrario scrive ai colleghi “Umiliata anche come donna” - Repubblica.it
Per tutti coloro che parlano di “giudici che decidono chi deve stare in televisione”. La Ferrario ha fatto quello che dovrebbe fare chiunque viene ingustamente ed irragionevolmente messo da parte nello svolgimento del suo lavoro.
aggiungo
E mi chiedo anche quanto maschilismo ci sia nelle considerazioni di Minzolini sulla mia persona e quanta superficialità traspaia quando parlando della mia rimozione usa la discriminazione per età pensando che sia meno grave della discriminazione politica. Roba da far ricorrere di nuovo ad un giudice per violazione della legge sulla parità per ragioni di età […]
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“No, dai, diciamoci la verità, il 2010 è stato un grande anno. Okei, va bene, come dicono al Financial Times l’Italia, “sotto la leadership di Berlusconi, è crollata in tutti gli indici economici e di libertà economica”. Okei, secondo gli studi della Banca Mondiale è più facile fare affari in Mongolia ed in Zambia, rispetto che qui da noi: siamo 80° al mondo nella classifica “Doing Business”, ed in Occidente non c’è luogo in cui sia più arduo fare investimenti ed aprire imprese. Non solo. Le università italiane vengono sistematicamente escluse dalle migliori 200 del pianeta, mentre l’Ocse ci certifica la minor occupazione di giovani laureati di tutti i 33 Paesi membri. Il sistema giustizia è al collasso, lo sviluppo della rete latita, il peso della burocrazia aumenta, la pubblica amministrazione italiana si conferma il peggior pagatore d’Europa. Nel frattempo la voracità fiscale italiana è arrivata sul tetto del mondo, ora siamo terzi assoluti: 16 anni di “meno tasse per tutti” ci hanno portato ad una delle più opprimenti imposizioni della storia repubblicana, persino peggio di quella dei vampiri prodiani, un vero e proprio cappio per famiglie ed imprese.”
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:) amo quest’uomo.
da leggere, tutto.
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<Md> http://temi.repubblica.it/micromega-online/un-ciuccio-per-confessare-un-omicidio-la-terapia-post-aborto-del-movimento-per-la-vita/
i ciellini lombardi fanno scuola.
Napalm, subito.
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<Brnocrist> http://mariobadino.noblogs.org/post/2010/12/29/aggiornamenti-dalla-striscia-di-gaza/
28 dicembre 2010. Ore 22:23 locali.
Quasi a voler sfruttare il periodo delle feste di fine anno e il letargo dell’attenzione dei media verso questo lembo di terra martoriato, continua l’escalation di attacchi israeliani ai civili di Gaza.
Ieri notte navi da guerra israeliane hanno assaltato un peschereccio palestinese, mentre questo si trovava a navigare in acque legalmente riconosciute essere di Gaza. Rapito l’equipaggio di 6 pescatori, dei quali fino a ora non si ha nessuna notizia.
Questo pomeriggio, soldati israeliani durante una incursione in territorio palestinese hanno sparato alcuni colpi verso alcuni lavoratori impegnati a recuperare materiale edile di riciclo da macerie a Est di Gaza. Colpito da una scheggia di proiettile e fortunatamente ferito solo in modo lieve, Mahmoud Mousa Mohammed di 19 anni. Quando i miei compagni dell’ISM lo hanno visitato era ancora visibilmente sotto shock.
L’episodio più efferato di attacchi israeliani questa sera a Est di Khan Younis, dove un colpo di carro armato ha ucciso un ragazzo e ferito altri 5 civili.
Nonostante le prime informazioni identificassero la vittima come un guerrigliero della resistenza, testimoni nella zona che ho contattato personalmente poco fa mi hanno confermato trattarsi anch’essa di vittima civile.
Domani con i compagni dell’ISM ci rechiamo per un sopraluogo e per offrire la nostra solidarietà ai familiari di questi nuovi lutti di Natale.
Sono probabili bombardamenti aerei nella nottata.
Seguiranno aggiornamenti a questa pagina Facebook:
http://www.facebook.com/pages/Vittorio-Arrigoni/290463280451
Restiamo Umani.
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Nel 1848, a Parigi, mentre si assisteva ai primi fenomeni spontanei di caccia ai lavoratori stranieri, alcuni immigrati tedeschi, sui muri della capitale, scrissero:
«Ci sono molte altre riflessioni da fare, a proposito della caccia agli immigrati, ma ci limiteremo a questa: è necessario che i lavoratori, i proletari di tutti i paesi si riconoscano come fratelli, vale a dire… in tutti uniti contro gli sfruttatori». Oggi come ieri, la questione non è quello di difendere i lavoratori nazionali dalla concorrenza dei lavoratori stranieri, ma quella di difendere tutti i lavoratori contro la loro messa in competizione ad opera della concorrenza capitalista. Alla xenofobia che divide, è necessario opporre una solidarietà sociale in azione.Grégoire Chamayou intervistato da Marco Dotti - Il Manifesto del 29 dicembre 2010 (abbonatevi)
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Come reagireste a questa notizia? Sicuramente rimmareste inorriditi alla sola immagine di un bambino che deve assistere alle grida della propria madre violentata davanti ai suoi occhi.
La notizia è vera, ma i media non ne stanno parlando. Forse perchè i prigionieri nel deserto non sono 300 cittadini americani, francesi o italiani, ma per la maggior parte profughi eritrei ed etiopi, e quindi esseri umani di seconda classe.
Un orrendo episodio di totale disinteresse da parte non solo dei mezzi di informazione, ma anche dei politici e dei personaggi del Jet Set che fino a poco tempo fa avevano giustamente smosso il mondo per salvare la vita di una donna condannata a morte in Iran e che ora tacciono davanti all’odissea di 300 persone. Non è la prima volta che accade. Nel deserto egiziano è in atto ormai da tempo un vero e proprio massacro dei profughi che rincorrono il loro sogno di libertà, ma se ne sa poco.
<peppe> http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/29/segnatevi-questa-data-27-dicembre-2010-e/84004/ e anche travaglio con la trollface
Un sedicente caposcortaci ha confidato che qualche mese fa si inventò di avere sventato un attentato a un giornalista e poi, per renderlo più credibile, esplose alcuni colpi di pistola riuscendo a centrare, in mancanza dell’attentatore, il soffitto, il mancorrente della scala e un battiscopa; dopodiché il giornalista andò in tournée in tutte le tv ad accusare la sinistra “partito dell’odio”; poi, quando la patacca stava per essere smascherata, accusò Fini di essersi organizzato un falso attentato per dare la colpa a Berlusconi. La notizia, diversamente dalle altre, ci pare talmente incredibile che abbiamo esitato fino all’ultimo a pubblicarla. Se ne diamo conto, è solo perché pare che sia vera
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Sempre per la serie: chi è che incita all’odio? (Con me ci sono riusciti, eh? Bravi!)
(un mio amico geniale)
Il suffragio universale è una sòla, io ve lo dico.
(via eclipsed)
Già, aver dato il voto alle donne non ha alcun senso. Come ai minori di 23 anni del resto. Per non dire a quelli con rendita (non volgare “reddito”) inferiore a 30.000 talleri l’anno. Tutti vil meccanici.
(via abr)
Donne, minori di 23 anni e persone con reddito minore di 30mila talleri non sono esclusi dal leggere editoriali di GDL, fondi di Boeri o interessarsi alla vita pubblica.
Obiezione classica: nemmeno quelli di Manicomio Criminal!
Risposta: ehi. Stiamo parlando davvero di questo? Facciamo un discorso più high level? Possibile che l’interlocutore sia così stupido da invocare un puro e semplice razzismo (a meno che non sia Borghezio che si vanta di esserlo)?
Magari l’interlocutore sta solo osservando che, paradossalmente, uno stesso identico potere si acquisisca nonostante tutto, e forse c’è qualcosa che non torna :)
(via eclipsed)
Secondo me l’interlocutore non lo stava osservando, però la riflessione seguente ci sta tutta.
(un mio amico geniale)
Il suffragio universale è una sòla, io ve lo dico.
(via eclipsed)
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I risultati più sconcertanti riguardano però le risposte ad alcuni quesiti trasversali ai vari gruppi-campione. Contro ogni aspettativa, il 48% è favorevole a una forma di rigida dittatura socialista e all’incarcerazione dei ricchi, a patto però di poter conservare riti e credo cattolico. Il 34% è convinto che in Italia ci siano 10 milioni di cinesi e si preoccupa di non parlare per nulla la loro lingua; il 27% ritiene che per la Chiesa l’amore tra individui adulti e di sesso diverso sia peccato mortale; solo il 12% si chiede, invece, come mai se i preti possono essere pedofili non possano essere anche gay o atei. Il 67% dà fiducia alle banche italiane perché crede che appartengano alle organizzazioni mafiose. Il 22% teme che la propria figlia rimanga incinta su internet. Il 45% è convinto che Bossi sia vittima di un accanimento terapeutico.” —Nuove credenze popolari
Dove sono i difensori della vita “senza se e senza ma”, i crociati che hanno fatto fuoco e fiamme contro i malati che chiedevano una morte dignitosa, i beghini genuflessi che in nome del diritto alla vita scagliano anatemi contro l’aborto, la pillola del giorno dopo, la contraccezione e i preservativi, quando si lascia morire in carcere un disabile mentale di 186 chili che ragiona come un bambino di tre anni, invalido al 100%, epilettico e semiparalizzato, che era finito in prigione per una serie di piccoli furti dei quali probabilmente non era neppure consapevole?
Come mai la loro voce maledicente non si leva con altrettanta forza e cristiana determinazione, di fronte ad un abominio del genere?
Sapete cosa, amici fondamentalisti? La vostra ipocrisia mi fa schifo.
Stavolta davvero, senza se e senza ma.Chapeau.
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I nomi e le facce del 2010 tra imprese e fallimenti - Repubblica.it (via siiconciso)
classe: ricordo i loro nomi.
Noi non dimentichiamo.
(via classe)
Eroi del popolo, sempre.
(via emmanuelnegro)
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(ANSA) - PALERMO, 29 DIC - La relazione omosessuale di una madre, se non comporta pregiudizio per la prole, non e’ di ostacolo all’affidamento condiviso dei figli in caso di separazione. Lo ha stabilito il tribunale di Nicosia (Enna), respingendo il ricorso di un uomo che chiedeva l’affidamento esclusivo, adducendo il legame della moglie con un’altra donna. Secondo il tribunale, per quanto possa essere umanamente comprensibile il disagio dell’uomo, non ci sono motivi per accoglierne la richiesta.
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Giulio mani di forbice e la guerra ai giornali
Le «forbici» sono impugnate da una mano sola, quella del ministro dell’Economia. E non si può confondere un taglio a freddo di 50 milioni che ucciderebbe oltre 90 testate coop, no profit e di partito con un contributo a pioggia di 30 milioni per la carta di tutti i grandi editori italiani.
In pratica Tremonti ha intenzione di tagliare i 50 milioni destinati alle coop ed ai piccoli giornali salvo sperperarne 30 come contributo carta da dividersi tra tutti gli editori.
Matteo Bartocci - Il Manifesto del 28 dicembre 2010 (abbonatevi)
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Ricevere, alle dieci di sera, una telefonata da un giornalista di un quotidiano locale che dice di chiamarti perchè su Facebook sei amico di una ragazza che sembra essersi suicidata, è una di quelle cose che ti fanno fermare il cuore di colpo.
E il fatto che dopo due secondi tu capisca che no, quella ragazza tu non la conosci, e che su facebook è amica di una persona che ha solo il tuo stesso cognome, non ti fa comunque ripartire il muscolo cardiaco proprio subito.
Il cuore ti riparte a mille quando il giornalista ti dice “peccato, avresti potuto dirci cosa ha scritto sul suo profilo”.
Peccato un cazzo.
Bel giornalismo(e giornalista) di merda.
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La lotta di classe non ha pause, non esistono fasi prive di lotta di classe, per il semplice motivo che quando non la portano avanti gli sfruttati, la portano avanti gli sfruttatori. Negli ultimi trent’anni, anche in Italia, la lotta di classe è stata durissima, e l’hanno fatta soprattutto i padroni. Spesso la chiamano “ristrutturazione”, o comunque usano eufemismi. A volte la chiamano, antifrasticamente, “riforme”. Il punto è che la lotta di classe continua, che lo si voglia o no, perché continuano a esserci le classi, e le contraddizioni che derivano dalla divisione della società in classi continuano a operare. Ripeto: che lo si voglia o no.” —
Quadratura dei cerchi concentrici – #nogelmini #bookbloc #demo2010 | Giap, la stanza dei bottoni di Wu Ming (via elpinta)
parola verità
(via pipcoman)
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Pause ridotte di 10 minuti; primo giorno di malattia non pagato; chi sciopera contro l’accordo riceve sanzioni fino al licenziamento; fuori i sindacati che non sottoscrivono l’accordo. Questi alcuni punti dell’accordo della vergogna sottoscritto pochi giorni fa tra azienda ed alcuni sindacati, ad eccezione della Fiom-Cgil.
Per capire la gravità di quel testo non c’è bisogno di comizi o spiegazioni di parte, basta leggerlo per capire che si è tornati indietro di 60 anni.
IL TESTO DELL’ACCORDO
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Forte, fiero, littorio! (via s7efano)
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Restituisce il premio in denaro e al Gran Galà cala il gelo
Quand’è stato il turno di Alberto Fabris per ritirare la busta del premio con 200 euro e il diploma di encomio per il massimo dei voti conseguito alla maturità classica, questi ha preso la parola ringraziando l’amministrazione. «Felice di onorare il mio paese facendo del mio meglio», ha esordito, ma non ha evitato di accennare a un fatto che ha definito «gravissimo ed estremamente preoccupante». In una delibera di giunta di ottobre, che assegnava un contributo a favore di una persona in forte stato di indigenza, gli assessori in quota alla Lega nord, Paolo Fasoli ed Elena Colognato, davano voto contrario mettendo a verbale che «l’oggetto della delibera va contro i principi morali, etici e ideologici del movimento che noi rappresentiamo» e dichiaravano di impegnarsi per un regolamento che preveda erogazione di contributi solo ai residenti a Illasi da almeno cinque anni. «Criterio per ricevere sostentamento dunque», ha proseguito Fabris, «non sarebbe l’effettivo bisogno, ma una sintomatica “illasianità”, una discriminazione consapevolmente motivata in termini morali, etici e ideologici che ha un nome preciso: razzismo».
Disgustato dal fatto che l’amministrazione non abbia preso posizione, Fabris ha tenuto per sé solo il diploma e ha restituito al vicesindaco Bruno Zambaldo, che lo aveva premiato, la busta con il denaro, chiedendo che la cifra venga destinata alla signora in difficoltà. Applausi hanno accolto la dichiarazione del giovane, che è tornato al suo posto, ma applausi ci sono stati anche per l’assessore Fasoli, che chiamato a sua volta a premiare altri cittadini non ha perso l’occasione di rispondere a quello che ha definito «l’amico comunista che ha trasformato un giorno di festa in un comizio». Fasoli boccerebbe di nuovo la delibera: «perché prima dobbiamo pensare ai veneti, ai veronesi e agli illasiani».te capi’? se pensi agli altri sei comunista
Se sei assessore, invece, sei una merda.
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Quando la giovane pakistana Hina Saleem venne uccisa dal padre perché era fidanzata con un italiano, Daniela Santanchè fece fuoco e fiamme denunciando la violenza dell’Islam e scagliandosi contro i musulmani che vengono nel nostro paese ma rifiutano di accettarne le regole.
Oggi che lo stesso italiano viene arrestato per aver minacciato di morte l’ex moglie, costringendola a barricarsi dentro casa e obbligando i carabinieri intervenuti a chiamare i rinforzi per arrestarlo, Daniela Santanchè non dice una parola.
Allo stesso modo, non mi risulta che la Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio abbia ritenuto di pronunciarsi in tutti i (numerosissimi) casi nei quali a sparare alle donne, a bruciarle, ad accoltellarle, ad ucciderle a martellate, ad ammazzarle a colpi di accetta, a violentarle non sono i famigerati fondamentalisti islamici che si rifiutano di adattarsi alle nostre usanze, ma degli italianissimi e integratissimi criminali nostrani.
Si vede che le donne meritano di essere tutelate solo quando il loro carnefice è musulmano, oppure che quando gli aguzzini delle donne non sono islamici non vale la pena di parlarne.
(via)
“La chirurgia estetica distrugge non il nostro corpo, ma l’adesione al nostro corpo. Ci separa da noi stessi, ponendo il problema paradossale dello stare bene “con se stessi”. Si può stare bene con sé solo se prima è avvenuta una separazione, dovuta a disprezzo, dal proprio corpo”.” —(Consiglio di lettura di Loredana Lipperini)
Ecco l’appello di Aleida Guevara, figlia del “Che“perchè l’embargo imposto dagli USA 48 ammi fa a Cuba, sia finalmente abolito. Un desiderio per il 2011? Eccone uno che condivido pienamente: “Noi non chiediamo niente in cambio di ciò che facciamo. Abbiamo ricevuto molta solidarietà da parte del popolo italiano. Forse uno dei movimenti più forti di solidarietà con Cuba è proprio quello Italiano. Il punto è far conoscere a tutti la realtà che viviamo. Sfortunatamente l’informazione è molto carente e raggiunge la gente in modo profondamente distorto. Per questo è molto importante che si sappia che noi potremmo fare molto di più, potremmo essere ancor più solidali se ci togliessero l’embargo economico. Il modo in cui il popolo cubano sta resistendo a un embargo brutale da oltre 48 anni è unico nella Storia dell’umanità. Si parla dell’embargo, ma non si sa come si vive a causa dell’embargo. Un semplice esempio relativo a un gruppo di bambini cubani affetti da leucemia. Attraverso un’organizzazione di solidarietà svizzera di nome “mediCuba“, riesce ad ottenere la materia prima e produce i farmaci citostatici. Possiamo sintetizzarli. Tuttavia non disponiamo dei medicinali per contrastare gli effetti secondari dei citostatici. Per molto tempo abbiamo avuto bambini leucemici che vomitavano venti volte al giorno perché non potevamo somministrare loro il farmaco richiesto. Questo è solo uno degli effetti dell’embargo. Il farmaco in questione è un brevetto statunitense. L’Europa può sintetizzarlo, ogni impresa farmaceutica può produrlo in Europa, ma non ce lo può vendere. Se un’impresa ce lo vende, gli Stati Uniti impongono sanzioni: ritira il capitale americano eventualmente investito o vieta l’esportazione dei prodotti dell’azienda verso il mercato statunitense. Si tratta di una lotta impari dal momento che a Cuba siamo solo 11 milioni, mentre negli Stati Uniti vi sono 400 milioni di potenziali clienti. Il problema è che abbiamo una forte necessità di reperire i farmaci e disponiamo del denaro per comprarli, non stiamo elemosinando niente. Stiamo chiedendo il diritto ad acquistare farmaci come qualsiasi altro Paese del mondo. Questo ci viene impedito dall’embargo per ogni risvolto della nostra economia. Immaginate se riusciamo a prestare servizi sanitari a quanti lo necessitano nonostante l’embargo, quanto potremmo fare di più senza l’embargo. La questione è semplicemente questa: un’informazione adeguata alle persone nel mondo perché portino la loro solidarietà a Cuba e esercitino pressione sul governo statunitense affinché sia eliminato questo embargo criminale.”
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- E’ confermato! C’è un’altra comunità di sopravvissuti a pochi chilometri da qui! - Annunciò il ragazzo, rientrando nel bunker.
- Dovremmo cercare di raggrupparci - disse la ragazza. L’uomo coi baffetti la guardò da sopra gli occhiali.
- Perché?
- Insieme abbiamo più probabiltà di resistere contro gli zombie.
L’uomo coi baffetti accennò un sorriso.
- Inutile. Resteremmo comunque troppo pochi - si tolse gli occhiali - Scordateveli, sono condannati. E presto lo saremo anche noi. Dobbiamo essere realisti. Smetterla di cercare alleanze coi perdenti, e cercarne una coi vincenti.
- E chi sarebbero? - Chiese la ragazza.La donna anziana scosse la testa - Quali vincenti? E’ saltato tutto! Nove decimi dell’umanità infetti. Città ridotte a cumuli di detriti in fiamme, acquedotti avvelenati, strade bloccate dalle frane. Gli unici vincenti finora sono gli zombie.
L’uomo coi baffetti annuì.
- Esatto.
Il ragazzo ridacchiò.
- Ci dovremmo alleare con gli zombie?…
- Sì.
La donna anziana impugnò il piede di porco che teneva accanto.
- Aspettate, lasciatemi spiegare - L’uomo coi baffetti indicò i serbatoi in fondo al bunker - sapete cosa c’è là dentro?
- Li abbiamo già visti, è liquido refrigerante sperimentale. E non ci serve a un cazzo.
- Sì, invece - si voltò a indicare il computer - Abbiamo già visto anche questa schermata. L’analisi di come il virus mantenga attive certe aree primordiali del cervello delle vittime, mentre tutto il resto si decompone.
- E allora?
- Dovremmo infettarci.
La donna anziana brandì il piede di porco. Il ragazzo la fermò, e glielo tolse.
- Aspetta, voglio sentire dove vuole arrivare.
L’uomo coi baffetti continuò.
- Al contrario delle masse, noi potremmo controllare il processo. Mentre il virus agisce su quelle aree rianimandoci, bloccare il deterioramento delle nostre cellule e dei nostri neuroni con iniezioni periodiche di liquido refrigerante e plasma, usando siringhe pneumatiche per compensare l’assenza della pompa cardiaca. Manterremmo così la maggior parte delle nostre funzioni cerebrali, ma saremmo riconosciuti come simili dagli zombie, che perciò non ci attaccherebbero. Potremmo quindi uscire allo scoperto, mescolarci all’orda, e trovare tutto il cibo, il plasma, e il refrigerante che ci serve per organizzarci.
- Ma è una stronzata! - Protestò la ragazza - Non funzionerebbe mai!
Il ragazzo posò il piede di porco.
- Saremmo finalmente dalla parte del vincente… - mormorò
- Ma saremmo morti! - Urlò la ragazza.
L’uomo coi baffetti sospirò.
- Vincere richiede qualche compromesso.
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Italiane e italiani, cari amici,
vi confesso che ho esitato molto prima di presentarmi dinnanzi alla televisione per porgervi il mio solito saluto augurale per il Nuovo Anno che sta per sorgere.
Ho esitato perchè
Non è degno dél popolo italiano colui che compie atti di disonestà. I corrotti ed i disonesti sono indegni di appartenere al popolo italiano, e devono essere colpiti senza alcuna considerazione.
Guai se qualcuno per amicizia o solidarietà di partito dovesse sostenere questi corrotti e difenderli. In questo caso la solidarietà, l’amicizia di partito diventa complicità ed omertà. Deve essere dato, ripeto, il bando a questi disonesti ed a questi corrotti che offendono il popolo italiano. Offendono i milioni e milioni di italiani che pur di vivere onesti impongono gravi sacrifici a se stessi e alle loro famiglie.
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Tutte le leggi che sono state definite ad personam non le ho proposte io: sono sempre state proposte dalla preoccupazione dei miei colleghi di governo, dai miei alleati, e dai miei avvocati, come l’avvocato Ghedini, che è anche parlamentare … Io ho sempre escluso provvedimenti come il legittimo impedimento, ho sempre tentato di fermarle, anche in Parlamento, le leggi ad personam.
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buon natale, eh. festeggiatelo, che se domani il nano dice “natale in realtà è il 18 maggio” voi il 25 dicembre ve lo potete scordare.
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Art. 1
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.Art. 5
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.E’ buon cuore del governo italiano attualmente in carica cercare il più possibile di pulirsi il culo con la costituzione sulla quale giurano e in base alla quale dovrebbero governare.
Avevo pensato di linkare ad ognuno di questi articoli della costituzione un esempio atto a dimostrare la mia testi, ma sono così tanti e così facili da trovare che lascio al lettore il compito di rovinarsi la giornata.
Buon natale. di merda come tutti gli altri giorni.
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Partiti da Milano alle 7:05 di questa mattina e diretti a Reggio Calabria, i viaggiatori dell’Intercity 1589 si sono ritrovati su un convoglio privo di bagni agibili. Solo a Roma e a Formia il treno ha sostato per quasi un’ora per permettere loro di utilizzare i servisi delle stazioni, accumulando un forte ritardo. Surreale giustificazione di un capotreno: “Forse è colpa dei passeggeri: utilizzano male le toilette”
OH OH OH BUON NATALE DA TRENITALIA! OH OH OH!
com’era? Wi-fi,film
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Minimi Termini Atto III: passata è la tempesta? (via fastlive)
Questa è anche un’ottima risposta a chi parla di “rivoluzionari da tastiera”.
(via flatguy)
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è fuori dal contratto nazionale, ora referendum a MIrafiori e alla Fiat basta il 51% per cancellare le rappresentanze democratiche. Per sempre.
Siamo tutti coinvolti, anche e soprattutto i garantiti, quei pochi che hanno un contratto: la firma di Cisl e Uil significa che da oggi il padrone che minaccia di più ottiene qualunque cosa perché la rappresentanza sindacale, quindi la contrattazione nazionale e aziendale, non ha più regole certe: se al padrone il tuo sindacato non piace lo cancella, non tratta con lui e tratta con chi invece gli sta bene, che ovviamente non gli darà problemi.
(via ze-violet)
questo contratto-farsa è praticamente un catch 22: se fai il sindacato non ti riconosco come sindacato, riconosco come sindacato solo chi non fa il suo dovere da sindacato.
Guardate che non scherzo quando vi dico che roba del genere oggigiorno la accettano soltanto in posti come la Cina e compagnia.
(via emmanuelnegro)
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