Logoterapia

Month

September 2009

Viaggio allucinante nello spreco dei nostri soldi → giornalettismo.com

Quante volte vedendo cantieri aperti per anni, o aspettando contributi pubblici che non arrivano mai ci chiediamo dove vanno a finire i soldi pubblici? La risposta non è, come molti credono, nelle tasche dei politici. La realtà è meno colorita, ma non meno grave: dentro il bilancio dello Stato

Sep 30, 20093 notes
“(no, sul serio, ci vuole in ogni trasmissione del genere un gruppetto di tre-quattro persone che in redazione facciano fact-checking in tempo reale e poi smerdino al volo chi ha detto palle. Tipo la moviola in campo)” —

Diciamo un po’ il cazzo che ci pare

(su segnalazione dello scorfano)

Sep 30, 20093 notes
Gabriella Carlucci 2.0 – il blog del parlamentare che si sta occupando di mettere insieme una nuova legge su internet → metilparaben.blogspot.com
Sep 30, 20097 notes
“Bastavano 27 deputati di opposizione, quindi, per seppellire il mega-condono. Domani pubblicheremo i nomi degli assenteisti salvascudo. Ma quattro a caso ve li anticipiamo: Franceschini, Bersani, Rutelli e D’Alema. I veri leader.” —

Camera, PD e UDC assenti salvano lo scudo di Tremonti - antefatto

non ho parole…

(via oneblood)

Queste non dimentichiamole troppo in fretta. Scriviamole a caratteri cubitali nella nostra memoria (politica) e ricordiamolo quando servirà..

(via thecomedian)

(via verita-supposta)

(via 3n0m15)

(via hneeta)

(via emmanuelnegro)

Sep 30, 200951 notes
Pedofilia, scontro IHEU - Vaticano in sede ONU → uaar.it

La scorsa settimana Keith Porteous Wood, delegato IHEU (l’organizzazione che unisce le associazioni secolariste di tutto il mondo, UAAR compresa), ha attaccato il Vaticano nel consiglio dei diritti umani dell’ONU sostenendo che la Santa Sede copre gli abusi nei confronti dei minori, accusa le vittime di mentire e protegge gli ecclesiastici direttamente o indirettamente coinvolti. Della risposta vaticana dà oggi notizia il Guardian: si sta facendo pulizia, si ribatte, e in ogni caso “nelle altre confessioni religiose succedono le stesse cose, se non peggio”.

Sep 30, 20098 notes
Spagna: testimone ha deposto togliendosi il burqa → uaar.it

… le convinzioni religiose, aveva sostenuto il magistrato, non possono ergersi al di sopra della legge …

Sep 30, 20094 notes
Manifesti a Roma: Priebke, Pacciani, Franzoni, Fioravanti assessori → romatoday.it

lucretia:

Erich Priebke assessore alle politiche culturali. Anna Maria Franzoni, assessore alla scuola, famiglia e infanzia. Valerio Fioravanti assessore ai trasporti e alla mobilità. Piero Pacciani assessore alle politiche sociali. Roma si è svegliata questa mattina con quattro nuovi assessori. E’ bastato poco però per capire che i manifesti che davano quest’annuncio, altro non erano che una burla, una provocazione per attaccare le politiche dell’amministrazione Alemanno

I manifesti provocazione si chiudono infatti con lo slogan: “al lavoro per Roma. Ogni giorno” e “Il sindaco da Bari Gianni Alemanno” con riferimento, in quest’ultimo caso alla città natale del sindaco.

I manifesti non sono firmati, ma fanno evidentemente riferimento al caso Andrini, attuale amministratore delegato di Ama servizi e responsabile dell’aggressione ad Andrea Sesti. Aggressione per la quale è stato anche condannato.

Sep 30, 20098 notes
“Al via la raccolta di firme per restituire la Rai alla gente” (tenendo conto che c’è gente che è “la gente”, e gente che non lo è) → vibrisse.wordpress.com

4. è curioso, a questo punto, che la “abolizione del canone” venga proposta come modo per “restituire la Rai alla gente”: il che dovrebbe significare, mi pare, assegnarle un “servizio pubblico”. Peraltro mi domando in che modo una Rai privata del canone sarebbe più “della gente” rispetto alla Rai attuale. Mi domando se le televisioni Mediaset, che si sostentano unicamente con la raccolta pubblicitaria, siano più “della gente” rispetto alla Rai (perché a me, così a occhio, pare che siano proprio della famiglia che le possiede). Mi domando che cosa sia mai “la gente”, o almeno di chi parli la signora Santanchè quando dice “la gente”. Si potrebbe obiettare che “la gente” è quella che compra e vende nel mercato – quindi anche nel mercato pubblicitario – e che una televisione che si sostenti unicamente con la raccolta pubblicitaria è “della gente” nello stesso senso in cui, nei corsi di formazione per i dipendenti dell’Auchan, si insegna ai futuri commessi e cassieri che “il tuo padrone è il cliente”. A me, peraltro, quando entro nel supermercato, non sembra di essere il “padrone”. Né mi sembra che il supermercato del mio quartiere sia gestito come un “servizio pubblico”.

5. il mio sospetto è che parole come “la gente” servano solo a creare un vuoto. “La gente” è palesemente ovunque, eppure non si può toccare, non si può parlarle – si parla sempre solo a singoli individui, a piccoli gruppi -, non si può sapere di preciso che cosa voglia, eccetera. Dire che si vuole “restituire la Rai alla gente” è un po’ come dire che si vuole “fare la volontà di Dio”: e poiché “la gente” mai effettivamente gestirà la Rai, così come la “volontà di Dio” è resterà sempre imperscrutabile, mi pare evidente che con queste frasi si crea un “vuoto di potere”, vuoto che sarà poi riempito da qualcuno: non certo dalla “gente”, e non certo da “Dio”. Un qualcuno che però potrà sostenere di agire in nome della “gente” e/o seguendo la “volontà di Dio”.

6. domando: una Rai che si sostentasse unicamente con le risorse del mercato pubblicitario, ad esempio, farebbe a meno di un programma come Annozero, visto e considerato il numeroso pubblico – e quindi gli ingenti investimenti pubblicitari – che esso attira? (Vedi qui). Io credo di no. “Restituire la Rai alla gente” significherebbe dunque restituirla, ad esempio, anche al pubblico che negli anni Santoro, e in particolare il programma Annozero, hanno mostrato di saper interessare. Ma mi pare che non sia intenzione della signora Santanchè fare questo.

7. perché il punto è, mi pare, alla fin fine, che per la signora Santanchè c’è gente che è “la gente” e gente che non lo è. Chi apprezza Santoro non è “la gente”. Saranno anche cinque milioni e mezzo per ogni puntata del progamma, ma non è “la gente”.

[By scorfano; non con tutto il resto sono d’accordo; inoltre, non riesco a essere di parola, e oggi poi è una giornataccia.]

Sep 29, 20091 note
“Tra settembre 2008 e agosto 2009 l’Inps ha liquidato 984.286 domande di disoccupazione. Quasi un milione in un anno, con un incremento del 52,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’importo medio erogato è stato di 5.292 euro, per periodi variabili fra i sei mesi e l’anno, per un importo di circa 5,2 miliardi di euro. Nello stesso periodo, sono state autorizzate 615.554.896 ore di cassa integrazione, il 222% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Non tutte vengono effettivamente utilizzate, ma si tratta comunque di circa 300 mila lavoratori equivalenti su base annua, con una stima grezza della spesa complessivamente sostenuta di circa altri 2,5-3 miliardi di euro.” —L’ultimo miracolo: un milione di disoccupati
Sep 29, 200915 notes
“Quattro anni fa mi sono stati chiesti 130 milioni di euro di risarcimento per un fatto inesistente, e la sentenza è ancora di là da venire. Se alle mie spalle invece della Rai ci fosse stata un’emittente più piccola avrebbe dovuto dichiarare lo stato di crisi. Visto che ad oggi le cause pendenti sulla mia testa sono una trentina, è facile capire che alla fine una pressione del genere può essere ben più potente di quella dei politici, e diventare fisicamente insostenibile. Questo avviene perché non esiste uno strumento di tutela. L’art. 96 del codice di procedura civile punisce l’autore delle lite temeraria, ma in che modo? Con una sanzione blanda, quasi mai applicata, che si fonda su una valutazione tecnica «paghi questa multa perché hai disturbato il giudice per un fatto inesistente». Nel diritto anglosassone invece la valutazione è «sociale», e il giudice ha il potere di condannare al pagamento di danni puntivi «chiedi 10 milioni di risarcimento per niente? Rischi di doverne pagare 20». La sanzione è parametrata sul valore della libertà di stampa, che viene limitata da un comportamento intimidatorio. La condanna pertanto deve essere esemplare. Ecco, copiamo tante cose dall’America, potremmo importare questa norma. Sarebbe il primo passo verso una libertà tutelata prima di tutto dal diritto. Al tiranno di turno puoi rispondere con uno strumento politico, quale la protesta, la manifestazione, ma se sei seppellito dalle cause, anche se infondate, alla fine soccombi.” —Milena Gabanelli – Corriere della Sera (via nipresa)
Sep 29, 200933 notes
Sep 29, 200933 notes
“La percentuale di accertamento tributario su scala nazionale va dall’8 al 10 per cento; ogni cittadino sa che, se presenta una dichiarazione tributaria falsa, la farà franca in circa il 90 per cento dei casi: nessuno lo controllerà. Il rischio di finire tra gli sfigati in realtà è più basso perché, ogni 5 anni, la dichiarazione falsa non può più essere cont rollata . A questo si aggiunge il condono periodico. In media, uno ogni tre anni. Sicché anche quelle annualità ancora a rischio di controllo (sempre il 10 per cento) le sfiliamo da sotto il naso del Fisco pagando un piccolo obolo (5 per cento contro un’aliquota media del 40 per cento). […]

Qui ci va il secondo strumento: una lotta all’evasione seria. Che, nonostante tutte le balle raccontate ogni anno dal Governo (da tutti i Governi) e dalle sue strutture specializzate in materia, attualmente è una barzelletta. Prima di tutto perché la ridotta percentuale dei controlli e i ricorrenti condoni sono un ostacolo insuperabile: se ogni tre anni debbo tirare una riga sulle evasioni fatte fino ad allora, che lotta all’evasione faccio? Ma poi perché l’accer tamento tributario è talmente complicato che, prima di arrivare alla conclusione passano anni; ma tanti. Io faccio il presidente di una sezione di Commissione tributaria regionale (l’Appello): in genere esaminiamo anni dal 1998 al 2000; ma qualche volta vediamo roba del 1995. E, dopo di noi, c’è ancora il giudizio di Cassazione… Infine perché il processo penale per i delitti tributari è una vera farsa: per le solite ragioni per cui il processo penale italiano è costruito per non funzionare; e poi anche perché la legge penale tributaria è stata scritta sotto dettatura del partito degli evasori. Pensate che, per essere sottoposti a processo penale per dichiarazione infedele, occorre aver evaso un’imposta superiore a 103.000 euro, il che vuol dire che non sono stati dichiarati ricavi per circa 250.000 euro. Insomma chi fa un nero da un quarto di milione (all’anno) non sarà mai imputato. Qualche anno con una politica tributaria assennata e un assetto sanzionatorio severo ed efficiente e anche l’Italia potrebbe aspirare ad un posto tra i Paesi civili.”
—A.A.A. Svendesi Stato
Sep 29, 200912 notes
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Sep 28, 2009
Spagna, governo presenta nuova legge sull’aborto in Parlamento → uaar.it
Sep 28, 20094 notes
Onu, presidente di turno Treki: “depenalizzazione omosessualità inaccettabile” → uaar.it
Sep 28, 20093 notes
PD: la laicità nei programmi dei tre candidati → uaar.it

L’UAAR è stata sollecitata a esaminare i passi concernenti i temi laici (o eventualmente clericali) contenuti nei programmi dei tre candidati alla segreteria del PD, esattamente come già fatto per le elezioni politiche del 2006 e del 2008 e per quelle europee del 2009. Ecco i risultati.

Sep 28, 2009
Sep 28, 20091 note
Stranabologna: in piazza contro omofobia e logiche securitarie → zic.it

Giovedì 24 l’Atlantide di porta S. Stefano ha ospitato l’assemblea in vista del corteo «Stranabologna», previsto per il 2 ottobre. L’intenzione delle diverse realtà presenti (del mondo lgbt, ma anche delle realtà antifasciste della città e dell’università) è portare in piazza con determinazione le “diversità” attaccate dalla crescente ondata razzista e omofobica, denunciando l’impennata di fascismo istituzionale e non degli ultimi tempi e rifiutando le logiche securitarie del controllo sociale. Prossimo appuntamento in vista di «Stranabologna» lunedì 28 settembre, ore 21, al Circolo Berneri in porta S. Stefano.

Sep 28, 2009
Il paese delle banane non si smentisce mai

seia:

Loredana Lipperini (lo scopro tramite Facebook) è stata querelata e convocata in questura per questa recensione di Navi a perdere, libro di Carlo Lucarelli dedicata alla Jolly Rosso, una nave, meglio nota come nave dei veleni, che si è arenata su una spiaggia calabrese il 14 dicembre 1990, una delle tante navi che misteriosamente spariscono o si arenano sulle nostre coste coi loro carichi di sostanze inquinanti e dannose.

Lo ripeto perché non so se è chiaro: ma una giornalista è stata querelata per aver recensito un libro. Non oso immaginare cosa possa succedere a Lucarelli che l’ha scritto. Ogni giorno che passa questo paese mi offre nuovi spunti per temere il peggio, ma mentre decido il da farsi, intanto ordino 10 copie del romanzo alla VerdeNero, la casa editrice che l’ha pubblicato e che si occupa di progetti editoriali legati all’ecomafia.

Adesso c’è anche il post sul blog di Loredana con due link molto interessanti.

Sep 28, 200921 notes
Flores contro Di Pietro: “Il suo un partito a illegalità diffusa” – Micromega massacra con un’inchiesta i rappresentanti locali del partito. E il suo direttore rincara la dose sul quotidiano di Travaglio e Padellaro → giornalettismo.com
Sep 28, 2009
Sep 28, 200910 notes
The Haunted World of El Superbeasto: Rob Zombie ritorna con un film d'animazione → loudvision.it
Sep 28, 2009
Autoironicissim* → danielaelle.net

E’ colei/colui che potendo lo scriverebbe sulla cartà di identità alla riga segni particolari.  E’ altresì  la medesima persona che alla prima battuta che le viene indirizzata, risponde con lo sguardo perduto nel tentativo della comprensione.

Poi, per non sbagliare, si offende a morte.

[Ne conosco, ne conosco.
Il principio è quello: me le dico da solo così non me le dicono gli altri (che se ci provano sono delle merde, e come si permettono).]

Sep 28, 2009
“Oggi la situazione italiana ha di che far ghiacciare il sangue nelle vene. È spaventosa, e solo l’immagine che la Francia si ostina a conservare dell’Italia spiega perché il pericolo non sia denunciato in modo più urgente e più sistematico. No, Berlusconi non è un simpatico clown con il senso della battuta, amante di serate libertine che incarna gli eccessi dell’ italian way of life (spaghetti e mandolino). No, Berlusconi non è un uomo politico stravagante. Berlusconi è un losco uomo d’affari, che si è arricchito con i soldi della mafia, ancora in stretti rapporti con ambienti criminali, che ha distrutto l’opinione pubblica italiana usando un oppio più forte di ogni droga, la televisione, e che fa esplodere la separazione dei poteri riformando la giustizia e intimidendo i giornalisti. Berlusconi è un pericolo per la democrazia, e se l’Europa non starà più attenta alle sue malefatte rimpiangerà in futuro che egli abbia fatto scuola. In cosa consiste la singolarità di Berlusconi? Molti fattori sembrano parteciparvi.

[Continua]”
—Berlusconi, l’uomo che ha messo lo spettacolo al posto della politica, di Martin Rueff, “Libération”
Sep 28, 200922 notes
Sep 28, 2009
“Rai, perché pagare per Santoro? Firmate con noi per abolire il canone” —Vittorio Feltri

Toh, guarda, il direttore del quotidiano della famiglia Berlusconi, con la scusa di Santoro, lancia una campagna per sottrarre risorse alla principale concorrente delle emittenti televisive di Berlusconi. Peraltro incoraggiando i suoi lettori a violare la legge. Beh, meno male che a questo punto a difendere la RAI interverrà il governo!
Indovinate come.
(via gravitazero)
Sep 28, 200911 notes
Silvio Berlusconi è il nuovo idolo dei figli di papà attempati di Stureplan → italiadallestero.info

[Cecilia Schwartz, “Dagens Nyheter”, Svezia]

E c’è qualcosa nella fascinazione degli svedesi per l’Italia che io – da mezza italiana – fatico a sopportare. La volontà di rendere esotico e perciò banalizzare. Molti di quelli che vanno a vedere “Videocracy” vogliono senz’altro capire i meccanismi dietro alla TV-spazzatura italiana, ma altrettanti lo vedono come l’ennesimo capitolo dell’eterna soap sull’Italia. Il paese dei miracoli che non è mai noioso, mai prevedibile, mai politicamente corretto. Nemmeno i suoi lati oscuri mancano di attrattiva: il fascismo, la camorra, il terrorismo, la corruzione e le giungle della prostituzione. Violenza, potere e sesso. Le cose più primordiali.

In realtà però è solo triste.

(Stureplan è una delle piazze principali di Stoccolma, famosa per numerosi negozi e locali esclusivi. Viene comunemente associata ai giovani dell’alta società, ai giovani rampanti e alle celebrità svedesi)

Sep 26, 2009
Il giornalismo mediocre di Fabrizio Roncone → metilparaben.blogspot.com

A pagina 14 del Corriere di oggi c’è l’intervista che mi è stata fatta ieri da Fabrizio Roncone.
Dopo averla letta sono costretta a rilevare, come peraltro avevo già avuto modo di verificare in altre circostanze, che si tratta di un poveretto costretto per campare a manipolare le interviste che effettua: in caso contrario, evidentemente, quello che scrive non risulterebbe interessante neanche in una rivista parrocchiale.
Durante l’intervista Roncone ha provato in tutti i modi a farmi parlare male di qualcuno: Santoro, Travaglio, Ruotolo, il regista, la Borromeo, la Grambassi. Non essendoci riuscito, ed avendo quindi perso in partenza l’unica parte del suo lavoro che avrebbe potuto suscitare un minimo interesse, ha dovuto rivoltare la frittata tentando di mettere in cattiva luce me.
Come se non bastasse, l’intervista riporta domande che non mi sono mai state fatte e, di conseguenza, risposte che non ho mai dato.
E’ curioso che un fatto del genere avvenga subito dopo la puntata di Anno Zero dedicata alla libertà di informazione, nella quale si è parlato di giornalismo: ebbene, quello di Roncone non mi pare giornalismo, ma un modo patetico per tirare avanti inventando quello che non è mai accaduto e che però fa comodo scrivere.
Tra l’altro, con una fantasia mediocre.

Sep 26, 20094 notes
La giornata internazionale della blasfemia → uaar.it
Sep 26, 200920 notes
Sep 26, 20093 notes
Berlusconi il “sessista” e la rabbia delle donne italiane → italiadallestero.info

[Tom Kington, “The Guardian”, UK]

Sep 26, 2009
IL LUOGO COMUNE DELL' "AIUTIAMOLI A CASA LORO"  → lettera22.it

Rompendo uno schema ormai comune, una ricerca dimostra che i più poveri non “possono permettersi” di emigrare. Lo rivela un documento di analisi e proposta, diffuso dall’Organizzazione non governativa INTERSOS, nel quale si rileva che meno del 2% dei migranti che arrivano in Italia proviene da paesi caratterizzati da condizioni di grave e diffusa povertà, ossia con un reddito annuo pro capite al di sotto di 1.500 dollari.


L’analisi di INTERSOS intende valutare se sia possibile “armonizzare le politiche di immigrazione e di cooperazione allo sviluppo per contenere i flussi migratori” e le implicazioni e il tipo di impegno richiesto.

[…]

Il problema ha due risvolti: da un lato, gli aiuti non produrranno alcun effetto positivo se continueranno ad essere ‘elemosine’ come sono in realtà gli attuali stanziamenti italiani per la cooperazione allo sviluppo (0,09% del Pil, il minimo storico in trent’anni di cooperazione); dall’altro, aggiunge il rapporto, occorre una visione politica e strategica lungimirante e di lunga durata, un coordinamento a livello europeo e internazionale, programmi di aiuto e coerenti politiche economiche e commerciali di sostegno per creare realmente crescita e sviluppo nelle aree più povere.
La via maestra - sostiene INTERSOS - è quella di “mettere la cooperazione allo sviluppo al centro delle politiche internazionali e dei rapporti tra Paesi ricchi e Paesi poveri, dandole dignità con risorse e strutture operative adeguate, assicurando una severa coerenza alle scelte politiche, sostenendola con una volontà e una visione politica di grande respiro”.

Sep 26, 2009
La vita a Corelli → scorfano.wordpress.com

La testimonianza di una giovane immigrata al processo per la rivolta del Centro di Identificazione ed Espulsione di via Corelli, a Milano:

Su tutti, il racconto di Joy, che ricorda in aula di come, una notte dei primi di agosto, l’ispettore-capo del Centro di via Corelli sia entrato nella sua stanza e le si sia gettato addosso palpeggiandola. Già nei giorni precedenti l’ispettore le aveva promesso la libertà in cambio di un rapporto sessuale e sarebbero stati proprio i suoi ostinati rifiuti a concentrare la repressione contro di lei e contro le ragazze della sezione subito dopo la sommossa: manganellata ripetutamente insieme alle sue compagne quando erano già tutte ammanettate, Joy ha ricevuto un pugno in faccia dall’ispettore-capo in persona. Un messaggio chiaro: i guardiani dei Campi vogliono disporre completamente dei corpi che amministrano e recludono, e senza tante storie.

Sep 25, 20099 notes
“pubblicheremo per la prima volta in Italia il primo libro del nuovo genere letterario, Paranormal Romance, ai primi posti delle classifiche americane. Secondo una ricerca di mercato commissionata dal ”Publishers Weekly” il Paranormal Romance è il genere più in crescita in America negli ultimi due anni. La novità è la scelta di unire il fantasy, normalmente destinato ai più giovani, e il romanzo rosa in un’atmosfera dark; libri scritti da donne per le donne ma apprezzati da un pubblico eterogeneo adulto per la loro carica erotica” —scheda arrivata ieri a Loredana Lipperini (grassetti non suoi [né miei])
Sep 25, 20092 notes
“I radiohead non dovranno far altro ke ringraziare Vasco perkè se ora saranno riconosciuti anke in italia è grazie a lui visto ke fino ad ora non li cagava nessuno!!!” —L’orrore, l’orrore
Sep 25, 20094 notes
Comunicazione personale

a tutti gli amici, i conoscenti e a chi in generale mi segue su questa piattaforma.
Da oggi in avanti diraderò molto i miei post e le mie segnalazioni, forse per qualche tempo sparirò. Anche quando sarò poi presente, controllerò poco o per niente la dashboard (mi sembra corretto dirlo, visto che potrà accadere che riposti contenuti già apparsi e ci si potrebbe averne a male).

Non riesco più a starci dietro.
I miei due lavori assorbono molto tempo, e dedico quello che resta alla mia vita privata, alla letteratura e al cinema (OK, il fumetto è compreso nella letteratura).

Andando (apparentemente) in controtendenza, cercherò quindi di tenere maggiormente aggiornato il mio blog dedicato quasi esclusivamente al cinema, oltre a continuare a collaborare con quello sui libri e con il portale sempre di cinema (e di musica).

Inutile dire che mi dispiace un sacco; e comunque continuerò a seguire molti di voi tramite il feed-reader, palesandomi di tanto in tanto con “like” o con commenti (ove sia possibile; e questo è anche un invito a implementarli).

Insomma, spero mi vorrete considerare ancora dei vostri.

Sep 24, 200911 notes
È che, davvero, non sai più a chi credere (sullo scudo fiscale) → jonkind.com

[segnalazione dello scorfano]

Il nostro sistema è molto simile a quello inglese e a noi risulta che il costo dello scudo britannico per i contribuenti sia più basso rispetto a quello dello scudo italiano. Poi quella è un’amnistia assoluta che non guarda a nessun reato che ci può essere dietro la costituzione illecita di patrimoni all’estero

(Giulio Tremonti, Corriere della Sera del 23 settembre 2009)

Some amnesties are gentler than others. Italy’s latest is designed as much to encourage entrepreneurs to return offshore cash to Italy as to increase Rome’s revenues. It will levy a relatively mild penalty of 5 per cent of capital declared. By contrast, those who come clean under the UK’s latest amnesty must pay back tax and a 10 per cent penalty

(Financial Times, Lex column del 6 settembre 2009)

Sep 24, 20092 notes
Il fatto del giorno è Il Fatto Quotidiano → giornalettismo.com

Normalmente quando viene fondato un nuovo giornale in un paese democratico la notizia ha una eco limitata proporzionale agli investimenti fatti in termini pubblicitari per promuoverlo. La cortesia vuole che i colleghi facciano gli auguri al Direttore e alla nuova redazione e che i politici sfruttino l’evento per spolverare la solita tirata su quanto è bella la democrazia perché consente la nascita di nuove voci libere e indipendenti. Ovviamente anche i politici fanno gli auguri al nuovo arrivato e nel rito propiziatorio non devono mancare messaggi di stima e di riconoscimento dei rispettivi ruoli, confermati dalla presenza tra le pagine del numero uno di interviste a personaggi autorevoli proporzionate all’importanza della pubblicazione. Il Fatto Quotidiano nasce con auspici totalmente diversi, e sicuramente non riceverà gli auguri di buona parte della classe politica italiana.

Sep 24, 20094 notes
Sep 23, 2009
Class action, la Danone multata per 35 milioni di dollari → giornalettismo.com

L’azione legale collettiva negli Usa è il vero incubo delle multinazionali, e, soprattutto, una potentissima arma in mano ai cittadini consumatori. Stavolta a cadere nelle maglie della legge è stato il colosso francese dell’alimentare. Tra pochi mesi entrerà in vigore anche da noi, ma non sarà la stessa cosa

Sep 23, 2009
“Penso che sia difficile trovare qualcuno disposto a difendere il 3 + 2, salvo chi l’ha introdotto. Vorrei ricordare che, in precedenza, si pensò di introdurre un diploma biennale, che sarebbe stata un’ottima soluzione per un profilo professionale pratico di ambizioni realistiche. Si è scelta un’altra strada. La laurea triennale è una via di mezzo che non corrisponde a quasi nessuno sbocco professionale, non ha senso e non è utile. Chi farebbe costruire un ponte a un laureato triennale, gli affiderebbe una causa o ne farebbe un insegnante? Persino per fare il farmacista non si ritiene sufficiente la laurea triennale. Il risultato è che quasi tutti gli studenti proseguono con la specialistica e conseguono alla fine una preparazione che è al più uguale a quella che si otteneva con la quadriennale, spessoè inferiore, pagando il prezzo di un anno in più. Difatti, mentre con la quadriennale si seguivano corsi annuali o semestrali che consentivano una preparazione approfondita e solida, ora tutto si disperde in una miriade di corsi al più trimestrali, talora di poche ore, il che porta lo studente a un agitarsi isterico di esame in esame senza riuscire ad assimilare niente altro che spolverature di nozioni. Finita la triennale, un buon pezzo della specialistica (o magistrale) serve e colmare le carenze pregresse, col risultato che si perde un anno per ottenere meno di quel che si otteneva con quattro. Questo lo sanno tutti, è vox populi. Che poi alcunee università si siano comportate male, moltiplicando lauree e corsi e frammentandoli, è vero. Ma anche nei casi in cui questo non è stato fatto gli inconvenienti sono rimasti, e potrei fare esempi. Peraltro quel malcostume è stato stimolato da una formula strutturalmente sbagliato e condita dal perverso sistema dei crediti che hanno trasformato i corsi e gli esami in un autentico mercato delle vacche («vengo al suo seminario se lei mi da tot crediti»). Tornare indietro? Se si chiedesse ai professori universitari cosa pensano del 3 + 2 la risposta maggioritaria sarebbe «ne penso male», se si chiedesse loro di tornare indietro la risposta unanime sarebbe «mai e poi mai». Chi ha voglia di rimettere mano a tutto il sistema dopo aver passato anni a impazzire dietro la costruzione di lauree, a calcolare crediti, a definire percorsi e corsi? Anche questo – aver costretto ai docenti a un avvilente lavoro da burocrati distogliendoli dalle loro funzioni prioritarie – è stato una delle imperdonabili colpe di questo sistema che ha fatto emergere i peggiori – quelli che hanno la voluttà della “gestione” – a scapito dei migliori, quelli che vogliono soprattutto insegnare e far ricerca.

arebbe interessante saperne di più sui vasti sbocchi professionali aperti alla laurea triennale e ignoti per colpa dei docenti che non informano. Quel che è chiaro è che la laurea triennale non serve a fare il medico, il farmacista, l’avvocato, l’insegnante, l’ingegnere, il ricercatore scientifico, ecc. ecc., ma probabilmente a ottenere un aumento di stipendio in un impiego. Se si pensa a sbocchi professionali che potrebbero corrispondere a lauree come “scienza della cura e dell’igiene del cane e del gatto”, “scienze equine”, “schedatura del fiore e del verde” o “turismo alpino”, allora sarebbe meglio riempirli con migliori competenze. D’altra parte la proliferazione di migliaia di corsi di laurea triennali insensati e di più di centomila (pare 150.000) corsi universitari, alcuni di pochissimi crediti (anche due) non è soltanto colpa delle università ma anche del perverso invito contenuto in un sistema strutturalmente disgregante.”
—Intervista di Giorgio Israel a “Il Riformista”
Sep 23, 20091 note
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Sep 23, 2009
La Croce Rossa e i quei lavoratori precari mai regolarizzati → giornalettismo.com

In pochi ne parlano e nessuno lo sa, ma l’organizzazione non se la passa benissimo. Siamo andati a dare un’occhiata e abbiamo scoperto che le cose stanno ancora peggio di quel che pensassimo.

Sep 23, 2009
Crescono l’evasione e l’elusione fiscale. Solo lo 0,2% dichiara di possedere redditi oltre i 200.000 euro → giornalettismo.com
Sep 23, 20094 notes
“Molti miei colleghi sono convinti che le giovani generazioni di studenti siano sempre molto diverse dalla nostra e da quelle che le hanno precedute. Accusano i più giovani di scarso interesse per le vicende collettive, di impreparazione strutturale, di mancanza di ideali. Io ripeto sempre che negli anni in cui ho insegnato in Università (più di 10 ormai) ho sempre trovato tra i ragazzi le stesse dinamiche, le medesime pulsioni, gli stessi gesti che caratterizzavano la mia esperienza di studente. Piuttosto, ho sempre visto molti studenti peggiorare (umanamente e non solo) man mano che andavano avanti nel loro corso di studi. L’ultima riforma dell’Università, quella che ha introdotto i crediti, ha peggiorato la situazione, trasformandoli in “utenti” e modificando lo spirito ribelle (posso dirlo?) di un tempo in isteria da Associazione dei Consumatori.” —

Generazioni a credito

(via scorfano)

Sep 23, 2009
“Venticinque anni fa, Gianni De Mi­chelis era il ministro e Renato Brunet­ta il consigliere. Ora la situazione si è rovesciata. Brunetta, dopo aver defi­nito il maestro «la migliore intelligen­za politica degli ultimi cinquant’an­ni», l’ha assunto come consulente. A prezzo adeguato? «Macché. Quarantamila euro lordi l’anno: praticamente volontariato […].” —

De Michelis consulente di Brunetta

(via)

Sep 23, 20099 notes
“C’è stato un periodo in cui il Noir Festival, quello nato a Cattolica e poi trasferito a Courmayer, ebbe luogo per un paio d’anni (dal 1991 al 1993) a Viareggio. Nel 1992 avevo delle simpatiche amicizie viareggine e quindi, per tutta la durata della manifestazione, venivo gentilmente ospitato in zona per godermi tutte le proiezioni. Ricordo che era un festival a misura d’uomo, con tre-quattro sale posizionate lungo la passeggiata al mare nello spezio di trecento metri; le visioni erano uniche e per tutti: fan, registi, attori e giornalisti tutti insieme.
Tutto bene, se non ci fosse stato “il matto”.
“Il matto”, come era stato simpaticamente appellato dagli avventori del festival, era un ragazzone americano vestito con bermuda , sneakers, t-shirt a tema musicale (ricordo perfettamente una maglietta con Queen Latifah e un’altra dei Beastie Boys) e un rapporto conflittuale con l’igiene personale, che non si perdeva niente, neanche la proiezione dell’oscuro polar belga degli anni 70. Il fatto è che le sue visioni erano rumorosissime: in sala mangiava e beveva di tutto, parlava da solo e gesticolava come un forsennato. All’inizio era divertente, poi però, alla lunga, era piuttosto stancante. Se non ricordo male anche Irene Bignardi (allora critico cinematografico di Repubblica) dovette cambiare poltrona un paio di volte in sala per godersi in tranquillità il film. Il “matto” però non era arrogante, anzi quando veniva rimproverato, lui si scusava con strette di mano e inchini, salvo poi cinque minuti dopo . E poi era entusiasta di tutto, non solo dei film: ricordo di aver condiviso con lui il tavolino della pizzeria al taglio “La Rusticanella” nella passeggiata viareggina e il matto continuava a dire “this is the besta pizza ever”. I film in cartellone erano tutti piuttosto buoni e ricordo che parteciparono anche alcuni importanti nomi come Ken Russel, Nicholas Roeg Mark Snow, Theresa Russell, Jeremy Irons e Debbie Harry. Il matto, che nel frattempo era diventato, nel bene e nel male, la mascotte del festival, abbracciava, chiedeva autografi e parlava con tutti.
Ma il bello doveva ancora venire: i ben informati dicevano un gran bene di questo “Reservoir Dogs”, il film con Harvey Keitel diretto da un esordiente che avrebbe chiuso il festival. Venne così l’ultimo giorno, proiettarono quel capolavoro a basso budget e mille idee che tutti noi ben conosciamo.
Dieci minuti di applausi.
Salì sul palco il direttore del festival quasi commosso per aver ospitato in esclusiva quel piccolo grande film e, sopratutto, per annunciare la presenza del regista.
Era in sala. In realtà non si era mai mosso da lì.
Sale su sipario con un salto goffo, cantando e sbraitando come aveva sempre fatto lungo tutta la settimana. Il grido che lo accolse fu unico “Noooooo, ma è il mattoooo!”. Qualcuno, perfino il sottoscritto, per un lungo attimo pensò che fosse tutto uno scherzo. Ma poi, ripensandoci, tutto aveva un suo beffardo e logico senso.
Ho raccontato questa lunga storia perché stasera, proprio a Viareggio all’interno della rassegna Europa Festival, ci sarà la prima italiana al pubblico di “Inglorious Basterds – Bastardi Senza gloria” per celebrare Quentin Tarantino e quello che fu il suo debutto italiano.”
—

Il Matto. Una storia vera.

Quentin Tarantino e il suo debutto italiano.

Via EMMEBI

(via shoegazer) (via unavoceacaso)

(via missvengeance)

Sep 23, 200934 notes
“Perché quella loro attuale “sfiga” poi, lentamente, passa. E diventa qualcos’altro, di molto migliore e di molto più importante: diventa forza, serietà, sicurezza vera e non fasulla. E penso che siano esattamente queste le persone di cui il nostro futuro ha bisogno: persone serie, sobrie, garbate, perfino umili, quasi sfigate. Che dei brillanti, dei furbi, di quelli che hanno successo tra i coetanei, di quelli che sanno stare al mondo, di quelli con la battuta pronta e le giustificazioni sempre attraenti, di quelli non c’è proprio nessun bisogno.” —una sfiga seria
Sep 23, 200922 notes
Sep 23, 20097 notes
Slovenia, governo favorevole ai matrimoni omosessuali → uaar.it

Il governo sloveno si è espresso favorevolmente al riconoscimento dei matrimoni omosessuali, e a tal fine ha proposto alcuni emendamenti alla legge sulla famiglia. Uno di questi prevede che il matrimonio sia definito ”l’unione di due persone di sesso opposto o uguale”, un altro prevede l’accesso all’istituto dell’adozione da parte delle coppie omosessuali.

Sep 23, 200911 notes
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