Logoterapia

"La logoterapia, conosciuta anche come analisi esistenziale, [...] si pone, come obiettivo primario, la riscoperta del significato (logos) dell'esistenza dell'essere umano".
[Wikipedia]

Aug 2, 2013 11:31am
Jul 13, 2013 9:13pm

Il sasso contro la vetrina

catastrofe:

del perché ho deciso di non rispondere alle domande della prova orale del concorso docenti

Sono appena tornato dalla prova orale del famigerato concorso docenti voluto dall’ex ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca Francesco Profumo. La prova consisteva in questo: preparare e presentare oralmente per 25-30 minuti una lezione su di un argomento estratto a caso dal candidato stesso il giorno precedente (nel mio caso appunto ieri), e rispondere quindi ad alcune domande di carattere generale (che potevano riguardare la lezione stessa o l’intera disciplina) della commissione. Si è trattata di una prova di breve durata, dal momento che mi sono presentato, ho consegnato alla commissione un elaborato contenente la lezione da me preparata* e ho dichiarato, affinché venissero verbalizzate, le testuali parole: “Iniziamo, ma penso finiremo subito, dal momento che, per protesta nei confronti del concorso, ho deciso di non presentare questa lezione e di non rispondere alle domande. Tutto qua.”

Mi sono laureato in lingue e letterature straniere nel 2004, con un punteggio di 110; dopo un paio d’anni passati svolgendo vari lavori ho iniziato a insegnare nel 2006, con una supplenza della durata di un mese presso l’Istituto Comprensivo Statale “U.Floriani” di Recoaro Terme (VI). Al contempo ho frequentato l’VIII ciclo SSIS, accedendovi dopo aver superato l’annesso concorso statale (e che concentrava in una sola giornata due delle prove che, nel presente concorso, sono state situate a circa due mesi di distanza – ovvero il quizzone e la prova scritta riguardante la propria disciplina di studio). Conclusa la scuola (che prevedeva circa una dozzina di corsi e relativi esami nel giro di un anno e mezzo, con l’aggiunta di un paio di brevi tirocini), e superato un ulteriore concorso statale per ottenere il titolo finale (in questo caso l’esame, oltre a un colloquio riguardante una tesina preparata in precedenza, concentrava in 3 ore (selezione di un argomento a caso e strutturazione di una lezione inerente lo stesso) quello che fra ieri e oggi ho avuto 24 ore di tempo per fare), ho ottenuto l’abilitazione con il voto di 72/80 e l’inserimento nelle famigerate graduatorie ad esaurimento. Da allora in poi ho sempre insegnato, con alterna stabilità, nelle scuole superiori di Padova, scalando poco a poco la graduatoria e vedendo svanire nel nulla, di volta in volta, le solite promesse dei gestori dell’istruzione pubblica che si sono avvicendati al ministero negli ultimi anni (li definisco gestori perché più che tagliare e comprimere, seguendo le direttive di altri ministeri, non sono stati in grado di compiere). A dicembre del 2012 ho preso parte al concorso docenti, superando la prova pre-selettiva con 41,5/50 e, a febbraio 2013, la prova scritta con 36/40. Oggi, giovedì 11 luglio 2013, invece di affrontare anche l’ultima prova orale, ho deciso di gettare un sasso contro una vetrina.

Ricordo alcuni dialoghi avuti con colleghi e amici nel novembre dello scorso anno, riguardanti l’indizione del concorso: come questo fosse uno specchietto per le allodole per tutta una serie di questioni più urgenti (le mancate assunzioni, i pensionamenti rinviati, lo sfacelo di buona parte delle strutture edilizie, il continuo rinvio di un organismo di valutazione del sistema), come dividesse la categoria e azzerasse la (già bassa) solidarietà presente fra colleghi, dispersi su di una raggiera che spazia dal menefreghismo più ottuso al sindacalismo più convoluto e contorto, come andasse a duplicare inutilmente e con ulteriore dispendio titoli e competenze già acquisiti e verificati, e quali, infine, potessero essere le forme di protesta da mettere in atto per cercare di contrastare questo ennesimo sberleffo ad ampia risonanza mediatica nei nostri confronti. A conclusione di ogni discussione buttavo là, un po’ come boutade, un po’ come desideratum, che l’ideale sarebbe stato quello di passare tutte le prove, arrivare all’orale e, invece di rispondere, fare scena muta per protesta. Situazione che, alla fine, è effettivamente venuta a realizzarsi e che, nel mentre la stavo mettendo in atto, ovvero nella mezz’ora buona in cui la per altro gentilissima commissione cercava di convincermi a sostenere comunque l’esame, mi ha portato a pensare alla metafora del sasso e della vetrina.

La vetrina sono io, e il sasso è un sasso che ho, particella dopo particella, aggregato in fondo allo spirito in questi anni di insegnamento precario.

So benissimo che si tratta di una singola vetrina, e che, a fronte di altre centinaia rimaste intatte, non farà se non un rumore limitato, nessun danno visibile (a meno che non metta in conto quello che mi sono ipoteticamente autoinferto) e non cambierà nulla - esattamente come tutte le decine di manifestazioni in piazza alle quali ho partecipato negli ultimi anni. Solo, ho la consapevolezza di non avere accettato di superare un limite oltre il quale mi sarei personalmente sentito una testa di paglia, e sono comunque convinto di aver agito meglio sottraendomi a questo percorso che non seguendolo fino in fondo. È poco, ma è quello che, al momento, ho. Quello, e tutta l’aria che sta finalmente entrando dalla vetrina in frantumi.

*ironia della sorte, l’argomento estratto (un breve testo a proposito della versione cinematografica di “Gone with the wind”) e la conseguente lezione da me preparata riguardano lo schiavismo negli Stati Uniti. La lezione è contestualizzata all’interno di una unità didattica, che fa a sua volta parte di un modulo. Per chi volesse avere un infinitesimo assaggio di quello che è il lavoro di un insegnante, può trovare il pdf dell’elaborato qui (è in inglese, e, per chi volesse cimentarsi, affinché l’elaborato sia veramente completo mancano due pezzettini, uno di facile individuazione e uno per solutori abili: quali sono?).

—aggiornamento del 13/07/13: vado a dare le soluzioni del quesito finale: il primo pezzo che manca è la griglia da consegnare ai gruppi di studenti affinché annotino le differenze fra le diverse rappresentazioni della schiavitù; il secondo pezzo è un paragrafo nel quale considerare metodi o strumenti alternativi per studenti con disturbi specifici di apprendimento (ma lì ho un po’ barato, non inserendone alcuno nella lista iniziale degli studenti della classe)

Mar 19, 2013 11:05am
Sarebbero bastate novemila firme. Il Comitato articolo 33 ne ha raccolte tredicimila, consegnate in comune alla fine dell’anno scorso. Il referendum dunque si farà: il 26 maggio.

Questo ha aperto una faglia in città, che attraversa le forze politiche, i sindacati, le associazioni, la maggioranza consiliare.

Contro il referendum si sono schierati da subito la giunta comunale, il Pd, i partiti di centrodestra, la curia, Cl e altre associazioni cattoliche, la Fism.

Favorevoli al referendum, da subito: i consiglieri dei partiti minori di maggioranza (Sel e Idv) e tutti i partiti della sinistra radicale; il Movimento 5 stelle; i sindacati di base e alcune categorie della Cgil (Fiom e Flc); le chiese protestanti; diverse associazioni di genitori, insegnanti, precari della scuola.

I vertici sindacali hanno oscillato tra l’avversità manifesta per il referendum (Cisl) e lo scetticismo sulla sua opportunità (Cgil). - Bologna e il partito poco democratico
Mar 19, 2013 11:03am
Mar 8, 2013 6:55pm
Una prima analisi dei risultati elettorali sembra mettere in luce un voto generazionale. Alla Camera, quasi la metà dei giovani hanno votato il Movimento 5 stelle. Sarebbe il più rilevante spostamento di voto della storia elettorale italiana.

[…]

Adottando questa procedura arriviamo a stimare che la quota di consensi per il partito di Grillo tra i giovani tra i 18 e i 24 anni ha superato il 47 per cento, contro una percentuale media del 25,6 per cento. Tale dato sembrerebbe indicar…e con tutta chiarezza l’emergere di un fenomeno di generational voting, ovvero un profilo di voto per i giovani drasticamente diverso rispetto a quello generale, con una forte sotto-rappresentazione del voto per gli altri partiti e per il Partito democratico in particolare. -

Un Grillo nella testa dei giovani

Mar 8, 2013 6:35pm
Mar 5, 2013 3:13pm
Rimango allibita dalle strumentalizzazioni in atto su una frase estrapolata da un post sul mio blog. Quella espressa era una analisi esclusivamente storica di questo periodo politico, che naturalmente condanno. In Italia il fascismo così come il comunismo è morto e sepolto da almeno trent’anni.
Mi riferivo, facendo una analisi, al primo programma del 1919, basato su voto alle donne, elezioni e altre riforme sociali che sembravano prettamente socialiste rivoluzionarie e non certamente il preludio di una futura dittatura -

Filofascista a chi? | il blog di Roberta Lombardi

Il primo “sono stat* fraintes*” non si scorda mai.

(per inciso, nel programma di Sansepolcro non c’è alcuna menzione dell’attenzione alla famiglia o di “altissimo senso dello Stato” che la Cittadina Lombardi citava nel suo post di gennaio)

(e comunque no, non è filofascista; è afascista, che è pure peggio)
(per “afascisti” intendo quelli che considerano il fascismo una cosa come un’altra, una fase politica equirabile ad altre nella storia italiana. Quando Berlusconi definì il fascismo “il governo di allora”, in quello stesso giorno, stava portando avanti una visione afascista)
(gli afascisti sono indifferenti, sono qualunquisti; sono quelli che come si parla di fascismo ti devono citare pure il comunismo)

(i peggiori)

la porcodiocondicio insomma.

(via ze-violet)

(via ze-violet)

Feb 15, 2013 12:26pm
Insomma M’illumino di meno e tutti i suoi sostenitori virtuosi “scendono in campo” per un futuro più illuminato, all’insegna della razionalizzazione dei consumi energetici. Ma una cosa non ci convince, ed è la pubblicità dell’ENI nella pagina dell’iniziativa, che come abbiamo più volte ricordato ha in questi anni attuato pratiche estrattive in violazione dei diritti umani e delle normative ambientali in molte parti del mondo, oltre ad essere sotto indagine per corruzione.

Non ci interessa aprire una polemica sulle attività dell’Eni e nemmeno fare il bastian contrario dell’iniziativa “M’illumino di meno” promossa dalla trasmissione Caterpillar. Intendiamo però presentare anche quest’anno alla redazione della testata radiofonica alcune domande che riguardano l’iniziativa: domande che vorremmo fossero oggetto dell’attenzione delle numerose associazioni che anche quest’anno hanno aderito all’iniziativa.

Nello specifico chiediamo Caterpillar di che tipo e di quale valore monetario è stata la sponsorizzazione dell’Eni in questi anni alla campagna “M’illumino di meno” e se tale sponsorizzazione è attiva anche quest’anno considerato il banner col logo dell’Eni che appare in tutte le pagine online della campagna di Caterpillar.

In secondo luogo chiediamo alla redazione di Caterpillar di farci sapere se - assumendo una qual forma di sponsorizzazione e/o adesione dell’Eni - ha ritenuto opportuno far conoscere all’azienda le problematiche sociali e ambientali sollevate in questi anni da numerose campagne e recentemente riprese dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica nel documento presentato agli azionisti dell’Eni e - avendolo fatto - qual’è stata la risposta dell’azienda.

Infine, per il futuro, se Caterpillar intende assumere ancora una qual forma di sponsorizzazione e/o dar rilievo sul proprio sito a iniziative dell’Eni come quella del banner che appare quest’anno.

Sono domande semplici, ma necessarie, per non finire anche quest’oggi e nei prossimi anni a saltare sul carrozzone sponsorizzato Eni e domani ad invitare associazioni, Enti locali, Ong e movimenti a denunciarne l’operato in qualche remota regione del mondo. Per questo invitiamo tutti gli amici a farlo inviando questo nostro articolo alla redazione di Caterpillar (caterpillar@rai.it e millumino@rai.it ) e alle associazioni aderenti o di cui ciascuno fa parte e ai propri amici.

P.S. In questi giorni si chiede - giustamente - ai partiti di non candidare persone indagate per corruzione e altri reati. Crediamo che sarebbe un bel gesto da parte di tutti coloro che vogliono davvero “rinnnovare l’ambiente” cominciare col non accettare sponsorizzazioni, pubblicità, sostegni, adesioni o collaborazioni da quelle aziende - come ENI e Finmeccanica - i cui vertici sono sotto indagine proprio per corruzione. Se non vogliamo favorire il “riciclaggio d’immagine” (e il far finta di nulla) sarebbe un buon primo passo anche per Caterpillar.

La redazione di Unimondo -

M’illumino di più con lo sponsor indagato per corruzione

Feb 5, 2013 4:32pm
"Avete presente la settimana enigmistica? C’è un gioco dedicato a trovare le differenze fra due immagini simili. Oggi ve lo propongo con soluzione incorporata. Si tratta della pagina facebook di Nicola Zingaretti, laddove una domanda di Giuseppe Pellicano’ (non un insulto o un commento sgradevole) è stato cancellata alla visione della generalità del pubblico."
(http://www.facebook.com/photo.php?fbid=4958652438642&set=a.2413757057848.2131998.1068940939&type=1&theater)

"Avete presente la settimana enigmistica? C’è un gioco dedicato a trovare le differenze fra due immagini simili. Oggi ve lo propongo con soluzione incorporata. Si tratta della pagina facebook di Nicola Zingaretti, laddove una domanda di Giuseppe Pellicano’ (non un insulto o un commento sgradevole) è stato cancellata alla visione della generalità del pubblico."

(http://www.facebook.com/photo.php?fbid=4958652438642&set=a.2413757057848.2131998.1068940939&type=1&theater)

Jan 30, 2013 1:00pm
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